Dalla Grand-Place a Notre Dame du Sablon: a Bruxelles ecco i luoghi dove si gusta la storia (in tutti i sensi)

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Angelo Benedetti, Bruxelles / Belgio

La leggenda ha trovato il suo compimento ben 670 anni fa e da allora Notre Dame du Sablon è un luogo di pellegrinaggio. Oggi inevitabilmente è un luogo da visitare ed ammirare perché questa maestosa chiesa nel cuore di Bruxelles è anche uno dei migliori esempi di architettura gotica brabantina in Belgio. Ma di certo la città che E anche il centro politico dell’Unione europea, è tutta un luogo di grande fascino. A partire dalla Grand-Place…

 

(TurismoItaliaNews) Dici Bruxelles e pensi subito alla Grand-Place, al Manneken-pis o all’Atomium. La capitale belga, a cavallo tra Fiandre e Vallonia, è una di quelle città che non smetteresti mai di scoprire, guardare e riscoprire: nelle diverse ore del giorno, al mattino piuttosto che di notte, d’inverno o d’estate. Passeggiare lungo le sue strade equivale a leggere la storia e le tradizioni del nord Europa e i suoi tanti capitoli. Non a caso la Grand-Place è stata inserita dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità: un gioiello architettonico che costituisce un eccezionale esempio di fusione eclettica di stili artistici della cultura occidentale, e che illustra la vitalità della città mercantile del nord Europa.

A ben guardare Bruxelles (e questo in qualche modo rimanda ad episodi recentissimi di terrore e follia) ha sempre mostrato al mondo la sua forza di risollevarsi: proprio la Grand-Place è sorta dopo la devastazione compiuta in tre giorni dall’artiglieria di Luigi XIV nel 1695, attraverso una campagna di ricostruzione spettacolare. Non solo per la velocità della sua realizzazione, ma anche per la ricchezza ornamentale e la coerenza architettonica, che ha trasformato il cuore della città medievale in quello che oggi ammiriamo. Ecco perché oggi la Grand-Place è lo specchio fedele della piazza distrutta dalle truppe francesi e testimonia le intenzioni simboliche del potere e l’orgoglio della borghesia di Bruxelles, che scelse di riportare la città alla sua gloria precedente piuttosto che ricostruire in uno stile contemporaneo, tendenza comunemente osservata altrove.

Eppure c’è un altro luogo a Bruxelles che di storia ne ha molta da raccontare, anzi una leggenda che si rivela una gemma accanto al Palazzo Reale e agli 80 musei che fanno della città una delle capitali delle Arti. In Rue de la Régence, in uno dei quartieri più eleganti, la chiesa di Notre Dame du Sablon è una spettacolare testimonial del cosiddetto Gotico brabantino, una variante diretta del Gotico francese, o per meglio dire l’Arte Gotica interpretata secondo il gusto fiammingo. Un modello architettonico sviluppatosi intorno al XIV secolo nel Ducato di Brabante e poi diffusosi in molte aree del nord Europa, tra le Fiandre e i Paesi Bassi.

L’origine di Notre Dame du Sablon risale al 1304 ad opera della Corporazione dei Balestrieri della città, ma in quel momento era poco più di una cappella. La grandiosa realizzazione è legata alla leggenda secondo cui nel 1348 una ragazza di Anversa, Beatrice Soetkens, ebbe una visione della Vergine Maria che le ordinò di portare la sua statua a Bruxelles. Per arrivarci utilizzò una barca ma essendo il marito di Beatrice stanco di remare, per miracolo l’imbarcazione raggiunse da sola la cappella lungo il fiume Senne. Così è iniziata la venerazione popolare, facendo rapidamente di Sablon un luogo di pellegrinaggio.

E’ alla fine del XIV secolo che si mette mano alla trasformazione della chiesa, con l’ultimazione dei lavori in pieno XV secolo insieme al portale principale. Le eleganti proporzioni e i tanti particolari decorativi architettonici sono rimasti pressoché intatti nei secoli; solo alla fine dell’Ottocento sono stati aggiunti ulteriori elementi nei prospetti esterni, come guglie e pinnacoli. Se vista dal di fuori si annuncia maestosa, l’interno non è da meno: le cinque navate (con pilastri a fascio in quelle laterali e rotondi in quella centrale, con le statue seicentesche degli Apostoli), le ampie dimensioni, l’altezza vertiginosa, le undici vetrate a mosaico alte 15 metri e le cappelle laterali, ne fanno un capolavoro artistico. Si fa notare per la sua maestosità il pulpito in legno intagliato del 1697 di De Vos. E poi alla destra del coro la sfarzosa Cappella di Saint-Maclou del 1690, decorata nel Settecento; a sinistra la Cappella Tours et Taxi (translitterazione dal tedesco Thurn und Taxis, ovvero i Tasso) costruita nel 1651 da Faydherbe per la famiglia d’origine italo-germanica che fondò nel XV secolo il sistema postale europeo.

Uscendo da Notre Dame vale la pena perdersi per le strade di Sablon. Nel quartiere, a riprova della sua eleganza, si trovano anche buoni ristoranti, antiquari e i migliori negozi di maitres chocolatiers, come Pierre Marcolini, nato a Charleroi ma il cui cognome denota la chiara origine italiana. Lui è conosciuto in tutto il mondo per i suoi cioccolatini: nato nel 1964, Pierre Marcolini è stato profondamente ispirato dalla sua famiglia e dalle sue origini italiane. All'età di 14 anni sapeva di voler diventare un cioccolatiere. La sua educazione gli ha dato un’enorme voglia di apprendimento, insieme al desiderio di lottare per realizzare i suoi più grandi sogni. Nel 1983, al termine degli studi, è diventato pasticcere e ha lavorato a fianco di molti dei migliori professionisti in Belgio. Oggi è a capo di un’azienda di valore mondiale.

Per saperne di più
Chiesa di NotreDame du Sablon
Rue de la Régence 3b, 1000 Bruxelles
valloniabelgioturismo.it
www.visitflanders.com/it
visit.brussels/it
museodeitasso.com
eu.marcolini.com

 

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