Giardino di Boboli, oltre un milione di visitatori per il cuore verde che ha ispirato l'Europa più bella

images/stories/toscana/FirenzeBoboli01.jpg

Eugenio Serlupini, Firenze

Nel 2017 ha accolto più di un milione di visitatori, tanto da figurare nella speciale Top Ten che il ministero dei Beni culturali ha stilato per evidenziare il boom di presenze che nell’anno appena trascorso hanno registrato i musei italiani. Il meraviglioso Giardino di Boboli - il “giardino di città” di Palazzo Pitti, nel cuore di Firenze (che da solo ha attratto 579.640 visitatori) - è un esempio incontrastato del giardino all’italiana e motivo di ispirazione dei giardini d’Europa.

 

(TurismoItaliaNews) Neanche a dirlo, il Giardino di Boboli è un elemento irrinunciabile di quel Patrimonio Mondiale iscritto dall’Unesco come sito seriale “Ville e giardini medicei in Toscana”, un insieme di 14 ville e giardini della famiglia Medici che da un lato esprime un modo di gestire e organizzare il territorio, dall’altro costituisce un valore rappresentativo e segna con eleganza il paesaggio. A Firenze il giardino rappresenta uno dei luoghi da non mancare, persino in ogni stagione dell’anno, quando gli scorci cambiano, complice la natura che modifica la livrea di questo bellissimo spazio verde progettato tra il XV e il XIX secolo da illustri architetti.

Tanto da essere pure uno straordinario museo all’aperto sia per l’impostazione architettonico-urbanistica, che prevede grotte, grandi fontane e incantevoli percorsi, sia per le numerose sculture antiche e rinascimentali. Un connubio inscindibile con Palazzo Pitti, prestigiosa residenza dei Medici, dei Lorena e poi dei Savoia. E in effetti le ville medicee e i giardini medicei in Toscana sono la testimonianza, in sintesi, della residenza rurale aristocratica quale incarnazione, sul finire del Medioevo, di una serie di nuove ambizioni politiche, economiche ed estetiche.

“Le ville e i giardini costituirono modelli che si diffusero ampiamente in tutta Italia durante il Rinascimento e poi in tutta l’Europa moderna” annota l’Unesco nel presentare il sito seriale. Le nobili residenze medicee costituiscono esempi eminenti della villa aristocratica di campagna dedicata al tempo libero, alle arti e alla conoscenza. Nel corso di un periodo che abbraccia quasi tre secoli, i Medici svilupparono molte soluzioni architettoniche e decorative innovative. L’insieme rappresenta una rappresentanza dell’organizzazione tecnica ed estetica dei giardini in associazione al loro ambiente rurale, dando risalto ad uno specifico stile di paesaggio dell’età dell’Umanesimo e del Rinascimento.

“I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana che divenne esemplare per molte corti europee – spiegano dalla Galleria degli Uffizi, la cui visita non può che completarsi con una passeggiata a Boboli – la vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all’aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte, prima fra tutte quella celeberrima realizzata da Bernardo Buontalenti, e di grandi fontane, come quella del Nettuno e dell’Oceano. Le successive dinastie Lorena e Savoia ne arricchirono ulteriormente l’assetto, ampliandone i confini che costeggiano le antiche mura cittadine fino a Porta Romana. Di notevole suggestione visiva è la zona a terrazzamenti dove si trova il settecentesco padiglione del Kaffeehaus, raro esempio di architettura rococò in Toscana o la Limonaia, costruita da Zanobi del Rosso fra il 1777 e il 1778”.

La prima data di riferimento per la creazione del Giardino è il 1549, su progetto di Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, per la Duchessa Eleonora di Toledo. Tra i primi interventi di rilievo c’è la realizzazione della Grotta di Madama, tra il 1553 e il 1555, nell’intento di ricreare ambienti naturalistici, popolati da misteriosi esseri e animali di pietra. Tra il 1583 e il 1593 prese forma, sotto la direzione di Bernardo Buontalenti, la grotta grande di Boboli, detta Grotta del Buontalenti, sorta al posto di un vivaio progettato da Vasari.

“Nel 1631 Giulio Parigi trasformò l’Anfiteatro da architettura di verde in architettura in muratura ed nella prima metà del ‘700, vi verranno collocati l’obelisco egizio arrivato da Luxor attraverso le collezioni medicee romane e la vasca dalle Terme di Caracalla a Roma – sottolineano dalla Galleria degli Uffizi - a monte dominava tutto il complesso la Statua dell’Abbondanza, iniziata dal Giambologna e terminata da Pietro Tacca. Sotto i Granduchi Cosimo II e Ferdinando II de’ Medici, il Giardino fu ampliato ad opera di Giulio e Alfonso Parigi, estendendosi a sud, parallelo al Palazzo, entro la cerchia delle mura. La direttrice fu data da un viale centrale, il Viottolone, al termine del quale Alfonso Parigi progettò una grande vasca ellittica con un isolotto centrale, entrambi popolati da statue di figure fantastiche e mitologiche; al centro dell’Isola fu trasportata la monumentale statua dell’Oceano del Giambologna. Nella seconda metà del ‘700, sotto il Granducato di Pietro Leopoldo di Lorena, furono commissionati i primi di una serie di notevoli interventi che videro all’opera architetti come Gaspare Maria Paoletti, Giuseppe Cacialli, Pasquale Poccianti e Zanobi del Rosso”.

La visita a Boboli completa quella alla Reggia di Pitti, di cui è parte integrante, e consente di cogliere pienamente lo spirito della vita di corte e insieme di godere dell'esperienza di un giardino che sempre si rinnova pur nel rispetto della sua tradizione. Nel 2015 l’Italia ha dedicato al Giardino di Boboli una moneta da 5 euro in argento versione Proof della Serie «Ville e Giardini Storici».

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...