Marche: Santa Maria del Ponte del Piano, a Sassoferrato la chiesa monumentale si scopre con i Cavalieri Templari

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Giovanni Bosi, Sassoferrato / Ancona

Già l’imponenza dell’edificio sacro annuncia dall’esterno che si è di fronte a un capolavoro di architettura e di arte. A Sassoferrato la monumentale chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano, alle porte del centro storico della città marchigiana, è un’attrazione che stimola la curiosità e la voglia di saperne di più, soprattutto su quello che c’è al suo interno. E la visita non delude.

 

(TurismoItaliaNews) Costruita dai frati Agostiniani come una vasta cappella a partire dal 1389, di quel nucleo originario resta oggi soltanto la parte absidale: nella parte interiore è stato aggiunto il corpo che la rende di fatto un edificio di dimensioni straordinarie, modificato e arricchito fino ai primi del Seicento e poi di nuovo nei primi anni del Novecento con l’aggiunta di un controsoffitto decorato che se ha nascosto alla vista le enormi capriate del tetto, ha inserito un elemento di grande impatto scenografico. In questo periodo la scoperta di Santa Maria del Ponte del Piano (che prende il nome dal vicino ponte romano sul fiume Marena, detto appunto Ponte del Piano) è consentita dalla disponibilità dei Templari cattolici d’Italia, nel rispetto della propria missione di “presidiare le innumerevoli chiese abbandonate, mantenendole con decoro ed aprendole alla popolazione dei fedeli almeno alcuni giorni al mese”.

E così quando l’enorme portone della chiesa è spalancato su piazza Sant’Ugo, nel rione Borgo, sono tantissimi i turisti che ne approfittano per conoscerla nel suo intimo. La sensazione che si ha entrando, è quella della maestosità e della ricchezza delle decorazioni. Questa chiesa dopo l’Unità d‘Italia, al pari di molte altre, ha conosciuto la cosiddetta “demaniazione”, cioè il passaggio in proprietà al Regno: annesso alla chiesa c’è il convento che fu abitato dagli Agostiniani fino alla soppressione del 1810; nel 1822 fu occupato dai Silvestrini, che nel 1842 vi portarono il corpo del Beato Ugo, protettore di Sassoferrato, con il sarcofago del 1698 realizzato reimpiegando una colonna marmorea dell’antica Sentinum.

Come detto, Santa Maria del Ponte del Piano è stata un continuo work-in-progress: nel 1492 è stata costruita la sacrestia e quasi un secolo dopo è arrivato il campanile di cui la chiesa era sprovvista. La maestosa facciata, di stile barocco, è stata fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli, a cui si devono anche gli interventi di ampliamento dell’edificio. La ricchezza di decorazioni testimonia l’importanza dell’Ordine: tra le opere i dipinti ad olio su tavola di Pietro Paolo Agabiti ed Ercole Ramazzani e tre dipinti su tela di Giovan Francesco Guerrieri, “Il Miracolo della Rosa”, “Il Miracolo della Canna” e la “Madonna della Cintola”. A Guerrieri sono attribuiti anche gli affreschi sulle volte della quinta cappella di destra, mentre molto interessanti sono la “Madonna del Soccorso” e la “Madonna con Gesù Bambino”, così come “La Madonna della Bella” in stile bizantino e i dipinti che raffigurano Santa Chiara da Montefalco.

Dopo il terremoto del 1997 c’è stata l’opportunità di intervenire con lavori di consolidamento che hanno riguardato la copertura e il restauro delle volte del presbiterio, della torre campanaria e delle cappelle laterali sinistre. Del resto Sassoferrato nelle Marche è un luogo di grande attrazione, a partire dall’essere il luogo di nascita del pittore Giovan Battista Salvi (detto appunto Il Sassoferrato), di cui conserva diverse opere.

“I nostri musei e le raccolte d’arte ‘raccontano' la storia, la capacità creativa e le tradizioni di una città fortemente ancorata alle radici e ai valori dell’entroterra marchigiano, così ricco e vitale sotto il profilo culturale. Una città che, facendo tesoro della propria storia, sia apre al futuro e all’evolversi delle arti e dei costumi – sottolinea il sindaco Ugo Pesciarelli - anche l’architettura mostra i segni di un nobile passato: la trecentesca Rocca Albornoz, che domina dall’alto il centro cittadino, le numerose chiese, gli edifici pubblici, gli angoli medievali della parte più antica del capoluogo, il Castello, ‘accompagnano’ il visitatore in un suggestivo itinerario che riconduce al vissuto della città e del suo territorio”.

Per saperne di più
www.sassoferratocultura.it
www.comune.sassoferrato.an.it

 

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