Bruxelles: la Grand Place celebra i 20 anni di iscrizione nel Patrimonio Unesco, attesa per il Tapis de Fleurs

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La Grand Place di Bruxelles, che quest’anno celebra i 20 anni di iscrizione nel Patrimonio Unesco, è una delle piazze più belle al mondo ed è circondata dai palazzi delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri che offrono un trionfo di stucchi e statue dorate. E nella capitale belga è già conto alla rovescia per la XXI edizione del Tapis de Fleurs: un vero e proprio tappeto di fiori.

 

(TurismoItaliaNews) Tra gli edifici della Grand Place di Bruxelles, risalenti per la maggior parte alla fine del XVII secolo, spicca l’Hôtel de Ville, capolavoro gotico brabantino, con il Beffroi, la torre alta 96 metri talmente bella e slanciata da essere definita “Tour Inimitable”.  Uno degli appuntamenti più attesi nei prossimi mesi è la ventunesima edizione del Tapis de Fleurs: un vero e proprio tappeto di fiori lungo 75 metri e largo 24 che ricoprirà la Grand Place dal 16 al 19 agosto 2018. Realizzato impiegando una media di 550–600mila coloratissime corolle, in gran parte begonie, viene allestito ogni 2 anni ed è sempre ispirato ad un tema, che guida anche la composizione di musiche e la realizzazione di spettacoli di son et lumière. Quest’anno è intitolato “Guanajuato, cultural pride of Mexico” in omaggio alla regione messicana del Guanajuato, caratterizzata da un ricco patrimonio storico culturale e da una lunga tradizione legata alla coltivazione dei fiori, che la accomuna al Belgio. Proprio come a Bruxelles, anche in Guanajuato si svolge una manifestazione in cui chilometri di strade vengono ricoperti di coloratissimi fiori: l’evento si chiama “Octava Noche” e si tiene nella città di Uriangato, in onore del patrono San Michele Arcangelo, lo stesso di Bruxelles.

La capitale belga si rivela una volta di più città vivace, pittoresca e dinamica, adatta veramente a tutti: giovani e meno giovani, famiglie, amanti del buon cibo, della vita notturna, dell’arte, del design e della cultura pop. Come se non bastasse, si colloca tra le capitali più sostenibili d’Europa, in grado di offrire ai suoi abitanti una media di 28 mq di verde pro capite tra parchi, viali alberati, giardini all’inglese e persino boschi e foreste. “L’andamento nei primi mesi del 2018 – sottolinea Ursula Jone Gandini, responsabile Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles – è positivo e conferma il trend di crescita iniziato lo scorso anno. Ci sono tuttavia ancora degli ampi margini di incremento: Bruxelles è una città cosmopolita, frizzante, multiculturale ed è molto amata dagli Italiani. Con l’apertura della sede milanese di Visit Brussels, operativa da settembre 2017, puntiamo a sviluppare una strategia di promozione mirata”. Sulla base degli indicatori relativi ai flussi turistici 2017, l’Italia rappresenta l’8° mercato per Bruxelles, con il 3,8% dei pernottamenti totali. Un turismo di qualità: la media di pernottamenti per soggiorno degli Italiani è più alta rispetto al dato generale: 2,03 contro 1,86.

“Uno dei segmenti su cui stiamo lavorando maggiormente – prosegue Gandini – è quello delle famiglie, con tante proposte collaterali per vivere Bruxelles in chiave esperienziale, incontrando anche il favore dei bambini: in primo luogo il cioccolato, con workshop e laboratori per imparare a prepararlo, in secondo luogo i fumetti, con il celebre Museo e il 60° anniversario dei Puffi che festeggeremo in autunno. Daremo anche molto spazio agli amanti dell’arte, dell’architettura urbana, del design. All’ordine del giorno abbiamo poi il potenziamento di tutto il segmento Lgbt che ci sta dando importanti soddisfazioni”. Confermato infine l’impegno sul fronte del turismo congressuale, che fa parte del dna di Bruxelles: in questo caso, la nuova sfida sarà la creazione di proposte in ottica tipicamente “bleisure”, volta cioè al superamento della dicotomia tra turismo d’affari e di piacere. “Vorremmo ad esempio intercettare – conclude Gandini – i famigliari di chi viaggia per lavoro o allungare la durata dei soggiorni con proposte ludico/culturali al termine degli impegni professionali”.

Bruxelles sorprende anche a tavola: la cucina belga, nata da una originale rielaborazione della tradizione francese, offre un’ampia varietà di portate. E’ comunque lo street food a trionfare, con almeno 2 “ricette di culto”: le gaufre (o wafles all’olandese) tipiche cialde servite con fragole e banane, cioccolato fuso, panna montata o marmellata, e le patatine fritte, vendute in tutti gli angoli delle strade, nei “baraques à frites”. La colonna portante della tradizione gastronomica locale, a cui Visit Brussels quest’anno dedica un focus con itinerari turistici e pacchetti a tema, è il cioccolato, apprezzato per l’aroma particolarmente intenso.

Bruxelles, inoltre, è la patria mondiale della pralina, inventata nel 1902 da Jean Neuhaus proprio sotto le arcate delle Gallerie Reali Saint-Hubert: da allora il profumo di cioccolato è una costante nelle vie che circondano la Grand Place, animate da decine di locali storici che propongono “manon”, “orangette”, tartufi e decine di altri capolavori del gusto messi a punto da Maestri Cioccolatieri di fama internazionale.



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