I segnali di crescita nei mercati, ma all’Italia serve un’accelerazione per sfidare il futuro

I segnali di crescita nei mercati a Bit2015 si riflettono nel match making tra operatori che, con la nuova agenda di incontri prefissati allo stand, sta dando risultati soddisfacenti: lo ha sottolineato Enrico Pazzali, ad di Fiera Milano. E per Bit innovare significa, oltre che rafforzare il ruolo di piattaforma di business, anche porsi come centro di conoscenza da trasferire agli operatori, con indicazioni come quelle che emergono dagli esperti di oggi.

 

(TurismoItaliaNews) I trend del futuro al microscopio a Bit2015, in fieramilano a Rho, con l'ulteriore considerazione che all’Italia serve un’accelerazione per sfidare il futuro e la conoscenza è il vantaggio competitivo su cui può contare questo Paese. Grande protagonista il primo Congresso annuale del Turismo, che ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti internazionali del settore, moderati dall’editorialista de La Stampa, Gianni Riotta in un incalzante alternarsi tra presentazioni, discussione con il panel e sessioni Q&A. Chris Fair, presidente di Resonance Consulting – realtà internazionale specializzata nel destination marketing – ha presentato il 2015 Tourism and Travel Trends Report, una ricerca su alcuni tra i più interessanti trend del prossimo futuro. Per quest’anno, ha spiegato Fair, l’Unwto prevede una crescita del 3-4% nel turismo mondiale e si tratta di un fenomeno che, nel lungo termine, porterà a raggiungere i 2 miliardi i viaggiatori internazionali. Quali i fattori trainanti? “Nei mercati emergenti si segnala il passaggio dai viaggi organizzati a quelli indipendenti – ha spiegato Fair – è così ormai per il 75% dei cinesi, ad esempio (+5% nel 2013), con lo ‘shopping safari’ come una delle motivazioni prevalenti e con una crescente capacità di spesa”.


A livello generazionale sono i millennials (18-34 anni) che sempre più dettano le regole: 1,8 miliardi di persone che, spiega la ricerca, hanno come motivazioni di viaggio principali la voglia di sperimentare lo stile di vita di altri paesi e di accrescere le conoscenze e che, spesso, sono più giovani famiglie che single. Irrinunciabile per loro la connettività ovunque e centrale la condivisione tramite i social: il 57% posta contenuti giornalmente mentre è in vacanza. Sempre più spesso, però, bisognerà tenere conto anche delle “pantere grigie”, gli ex baby boomers (da 65 anni in su) che, nelle economie avanzate, non rinunciano a viaggiare e che possono necessitare di attenzioni particolari in termini di accessibilità e mobilità.


Nelle modalità di viaggio si segnala la sharing economy che però non sta affatto “cannibalizzando” l’ospitalità classica: se il 40% dei millennials l’ha utilizzata saltuariamente, il 58% continua comunque a preferire l’hotel tradizionale. Cresce anche il Bleisure, l’abbinamento di alcuni giorni di relax a un viaggio business (il 94% dei viaggiatori più giovani). Di grande rilievo anche il luxury che, con la globalizzazione delle classi medio-alte, assume dimensioni rilevanti pur restando nicchia. Sono 35 milioni circa i plurimilionari nel mondo e, come risulta dall’indagine, cercano soprattutto esperienze “uniche” in luoghi fuori dal comune. “Sono tendenze che vediamo confermate anche tra i lettori del nostro blog – ha commentato William Ridgers, che cura il travel blog di The Economist – in particolare il crescente orientamento verso la tecnologia e il mondo social e una sempre maggiore richiesta di servizi particolari e personalizzati e destinazioni fuori dai percorsi più battuti”.


Social al centro, naturalmente, anche della ricerca presentata da Sylvain Querné, Head of Marketing, Southern Europe di Facebook. “La socialità attraverso il mobile ormai non è più un trend ma una realtà – ha spiegato – sono 7,6 miliardi le sim attive nel mondo e 3,6 miliardi di persone sono online ogni giorno, 600 mila in più al giorno”. L’indagine ha rilevato che il 56% degli utenti Facebook pone viaggi e vacanze tra i temi di maggiore interesse nei post e il 76% lo utilizza per avere notizie sulle vacanze degli amici. Interessante il fatto che l’uso dei social accompagna tutto il processo del viaggio: non solo la fruizione finale, dall’ispirazione iniziale alla conversione in prenotazione o biglietto fino alla redemption, sotto forma di commenti e condivisione.


Ancora focus sul lusso, visto in particolare come opportunità per il Bel Paese, nella nuova ricerca di Think with Bit, l’Osservatorio di Bit, realizzata da Emilio Becheri, direttore di Mercury Turistica. Lo studio evidenzia che il lusso è diventato soprattutto una modalità di fruizione del viaggio (ad esempio con servizi molto personalizzati e in alto di gamma) che si articola in un 19% circa di luxury vero e proprio (tra extra, intermediate e accessibile) e un 34% della fascia medio-alta, che diventeranno rispettivamente quasi 20% e più di 35% del totale viaggi nel 2020. Il lusso Made in Italy attira soprattutto cinesi, russi e atri paesi Brics, coreani e mediorientali, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi e svedesi. Nel lusso, i turisti stranieri rappresentano il 69,4% del totale contro il 34-38% dei segmenti più bassi. Su cosa puntare? Sostanza, qualità e bello: “La Grande Bellezza”, insomma, si conferma la chiave per affermare nel mondo il prodotto Italia.

 

 

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