Alto Adige, Malles: sulla Strada del Romanico in Alta Val Venosta, cosa c'è da vedere

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Angelo Benedetti, Malles / Alto Adige

Ha mantenuto le tipiche caratteristiche di borgo medievale con i suoi tre campanili romanici. E oggi in un territorio che è già naturalmente vocato al turismo grazie alle sue straordinarie qualità ambientali, lo stile architettonico che caratterizza il paese – il Romanico – è davvero un valore aggiunto sul quale investire. Parliamo di Malles (Mals), in alta Val Venosta, Alto Adige, paese delle sette torri.

 

(TurismoItaliaNews) Collocata com’è in una zona tradizionalmente di confine, il Passo Resia, il Giogo di Santa Maria ed il Passo dello Stelvio, in una posizione strategicamente importante, là dove la Val Venosta raggiunge la sua massima ampiezza, Malles si è trovata spesso coinvolta in passati nelle lotte per il potere, specialmente tra il conte del Tirolo ed il vescovo di Coira (Svizzera). La valle si era enormemente impoverita e soprattutto gli abitanti dell’alta Val Venosta erano assoggettati a diversi signori feudali. Una valle di confine che permette un collegamento relativamente facile tra il nord e il sud.

Per secoli, raccontano da queste parti, nell’alta Val Venosta si è parlata la lingua “retoromanica” di cui si trovano ancora oggi le tracce nel dialetto, nella toponomastica e persino nel modo di costruire. Un tempo la valle era talmente povera che quasi nessuno si poteva permettere di costruire nel periodo gotico e barocco. La rinuncia di allora è la fortuna di oggi.

La costruzione del castello Frohlich risale alla fine del dodicesimo secolo. Sappiamo che era in possesso del vescovo di Coira. In una conferma di possesso del vescovo per il monastero Steingaden del 1276-68 si parla di un castello lungo il fiume Puni a Malles. Il castello ha cambiato un paio di volte padrone. Nel 1329 era già nelle mani del conte del Tirolo, che lo prestava al giudice di Glorenza. Nel 1433 la torre viene nominata come Torre della signoria, elemento che documenta il possesso del conte del Tirolo.

Escursione sulla Muta di Malles
sul granaio del Tirolo

Si chiama “Muta di Malles” ed è il più grande cono di deiezione delle Alpi orientali. Per secoli l’alta Val Venosta è stata considerata il “granaio del Tirolo” grazie alla predisposizione dell’area per la coltivazione dei cereali. Ora questo territorio si rivela interessantissimo da scoprire con una facile escursione che parte proprio da Malles. Dal centro si percorre via Dr. Flora verso nord fino alla cappella dei Santi Ausiliatori, dove si imbocca a destra via Spinaid. Il percorso conduce in alto verso la località di Ultimo Alsago. Ultimo, da dove si devia anche per Planol, segna la fine della salita: si imbocca il sentiero che attraversa tutta la Muta di Malles. Sopra i campi, irrigati dalle rogge, si arriva al paese di Burgusio situato all’ombra del famoso convento benedettino Monte Maria (Marienberg). Burgusio è un pittoresco paesino, molte case sono decorate con pitture. Dopo una pausa il percorso prosegue sulla pista ciclabile e pedonale in direzione Clusio. Da qui non manca molto a Malles. Il percorso si sviluppa su strada asfaltata, non è consigliabile fare questa escursione durante le giornate troppo calde.
 
 

Esistono pochi documenti, che parlano di questo castello. Uno è il diario di viaggio da Milano a Innsbruck di Bianca Maria Sforza, seconda moglie dell'imperatore Massimiliano. In viaggio per Innsbruck, trascorse una notte nel castello Frohlich e lo descrisse nel suo diario: parla di quattro “Stu-be” (salotti tirolesi), ognuno con una stufa, che per i tempi di allora era un simbolo di lusso. Verso sud si trovava la parte abitata e la sala dei guerrieri, mentre verso ovest c'erano i laboratori. Nel 1499 il castello venne preso dai Grigioni durante la battaglia sulla Calven. Il conte del Tirolo lo prestava poi a Balthasar Fohlich, giudice a Glorenza, che gli diede il nome “Frohlichsburg”. Oggi i ruderi del castello sono di proprietà privata. L’unico pezzo rimasto intero è la torre. La leggenda racconta che dopo l'incendio della chiesa parrocchiale nel 1799 vennero utilizzate le pietre del castello per ricostruire la parrocchia. Quasi a metà altezza c’era si trovava una galleria, l'entrata per la torre si trovava in alto. La torre è stata restaurata tra il 2002 e il 2004 dalla Fondazione “Amici della torre Frohlich”.

Merita una visita la chiesa di San Benedetto, che sorge alla periferia occidentale di Malles. La costruzione risale alla prima metà dell’VIII secolo ed è molto semplice, ad aula rettangolare, con tre nicche per gli altari. Solo la parte dell’abside e quella settentrionale sono di epoca carolingia. Gli affreschi sono molto pregiati e denotano un influsso meridionale. Nella nicchia centrale è dipinto Cristo tra due angeli. Nella nicchia di sinistra è raffigurato papa Gregorio Magno; nella nicchia di destra vediamo Santo Stefano. San Benedetto è senza dubbio una delle più importanti chiese del primo medioevo di tutto l'arco alpino. I particolari più importanti sono i due ritratti: ai lati della nicchia centrale ci sono due offerenti che vivevano all'epoca della realizzazione dell'affresco. A destra si trova il vescovo di Coira, a sinistra un dignitario carolingio, unico in tutta l'Europa. Si trattava di un personaggio importante, come indica la spada verticale sul petto. La parete dell'abside era decorata con sei colonnine di stucco, delle quali si è conservato solo un frammento. Probabilmente il pavimento dell'abside era sopraelevato e separato dal coro con colonne di marmo e grate. Una di queste grate è rimasta quasi intatta e può essere ammirata in chiesa.

Nella parete nord gli affreschi erano disposti su due registri, ciascuno dei quali con cinque “immagini”. Uno dei primi meandri prospettici di tutto l'arco alpino decorava la sommità della parete. Sul registro superiore si ammira ancora la raffigurazione di papa Gregorio Magno, accanto dei chierici che si stanno intrattenendo sulle scritture gregoriane. I quadri successivi raccontano scene della vita di San Paolo. Nella parte inferiore, dai pochi frammenti rimasti, si intuisce che si tratta di un miracolo di San Benedetto.

Per siti romanici... con un occhio all'ambiente

E’ possibile raggiungere la maggior parte dei siti con mezzi pubblici di trasporto, in particolare grazie alla rete della ferrovia Val Venosta, degli autobus urbani ed extraurbani e della ferrovia Retica, con l'opportunità di scegliere tra le differenti opzioni. Combinando ferrovia e bicicletta a noleggio l'escursione diventa particolarmente adatta alle famiglie. Certo sarebbe più “medievale” raggiungere la propria destinazione a piedi: infatti fra le diverse mete si trovano spesso dei sentieri che hanno essi stessi una loro storia e sui quali un tempo si spostavano pellegrini, mercanti e cavalieri, attraversando valli e passi di montagna. In ogni caso l’ultimo tratto di strada dovrà essere compiuto a piedi.
 

Malles oggi è è il secondo comune dell’Alto Adige in ordine di grandezza, grazie ad un territorio che comprende le frazioni Burgusio, Laudes, Mazia, Planol, Piavenna, Clusio, Slingia, Tarces e Alsago. La quota varia da 921 a 3.738 metri sul livello del mare, su una superficie di quasi 250 km quadrati. Arrivare da queste parti per una visita come per una vacanza, va bene praticamente in qualsiasi regione: in estate si può percorrere la fitta rete di sentieri per escursioni e passeggiate, fino alle vette sopra le valli di Slingia al confine con la Svizzera e verso il ghiacciaio della Palla Bianca nelle Alpi Venoste. I centri storici dei paesini del comune, le rocche ed il famoso convento di Monte Maria (Marienberg) testimoniano le ricchezze culturali di un territorio abitato da tempi antichi sulla Via Claudia Augusta. In inverno si può raggiungere il comprensorio sciistico di Watles, che che si trova nelle vicinanze di Malles.

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