In Molise tre territori ricchi di valori estetici e tradizionali diventano meritevoli di tutela

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Tre porzioni di territorio del Molise vengono riconosciute di notevole interesse pubblico. A sancirlo, a conclusione di un iter avviato da tempo, sono altrettanti decreti del ministero per i Beni e le attività culturali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 4 settembre e che riguardano il Comune di Toro in provincia di Campobasso e l’Alta Valle del Biferno (Colle d'Anchise, Spinete, Baranello, Busso, Casalciprano, Castropignano, Oratino e parte di Boiano) e l’intero territorio del Comune di Pescolanciano in provincia di Isernia. Ma quali sono le peculiarità di questi luoghi?

 

(TurismoItaliaNews) A differenza della media e bassa Valle del Biferno (dove, a seguito della costruzione della superstrada, si sono avuti incontrollati ed inopportuni interventi edilizi che male si inseriscono nel paesaggio) l'Alta Valle del Biferno è una delle poche aree del Molise centrale rimaste intatte. La zona, solcata da numerosi torrenti, è caratterizzata dall'alto corso del fiume Biferno a cui fanno da cornice pendii montuosi coperti da una ricca verdeggiante vegetazione. L’uomo attraverso millenni, sfruttando sapientemente le condizioni naturali, ha saputo impreziosire questa valle fondendo mirabilmente la propizia opera con quella della natura. I vari paesi, che si specchiano nelle acque del fiume dalle alte cime dei monti su cui sono collocati, sono costruiti con sapiente equilibrio volumetrico.

Il paesaggio rurale, con le sue armoniose variazioni cromatiche ed i suoi ondeggianti sentieri, forma un pittoresco quadro d'insieme. Viene a trovare in questa cornice la sua giusta collocazione ciò che l'ingegno umano ha saputo erigere a monumento di se stesso e del proprio lavoro attraverso tutte le epoche della storia: il recinto  megalitico di Monte Vairano, tra Busso e Baranello, parte dal tratturo Lucera - Castel di Sangro, i ruderi del castello di Colle d'Anchise, il Castello d'Evoli di Castropignano, la Torre dei briganti presso Oratino, costruzione già nota in epoca romana, e le grandiose chiese di Casalciprano e Roccaspromonte. Per queste peculiari caratteristiche l’Alta Valle del Biferno rappresenta un quadro omogeneo ricco di valori estetici e tradizionali meritevoli di tutela.

Il territorio del comune di Toro (Cb) è situato su una cresta collinare che sovrasta la fertile valle del Tappino; visibile proprio per la sua posizione eminente da tutti i centri circostanti. Ma non è solo questa la caratteristica che differenzia Toro dal punto di vista paesaggistico dagli altri centri del sud-est del  Molise. Esso si compone, infatti, di uno stradale che culmina in un borgo arroccato a guisa di acropoli sulla cui cima sorgono la bella chiesa settecentesca e il Castello che sovrasta con le sue mura le case,  le strette vie e le piazze del centro storico. Ai piedi dell'acropoli si estende il vasto territorio del comune caratterizzato da insediamenti sparsi: case coloniche ben armonizzate con gli elementi naturali del paesaggio che, l'uomo, attraverso i secoli, ha spesso utilizzato, con finalità precise, tenendo presente la  disposizione dei sentieri, delle recinzioni in un piano certamente non studiato ma derivato da secoli di educazione estetica.

E' per questo motivo che l'anfiteatro naturale su cui sorge Toro si introduce  armonicamente  nel paesaggio circostante. Le direttrici dello sviluppo moderno, se non indirizzate potrebbero snaturare la fisionomia attuale del luogo. E dalla strada che percorre il fondovalle del Tappino, non appena si esce dalla città di Campobasso, e dall'alto della collina dell'abitato e dalle varie frazioni si godono panorami di non comune bellezza meritevoli li tutela.

Il Comune di Pescolanciano presenta una delle tipiche conformazioni naturali delle montagne molisane  fra le quali Monte Totila, dalla caratteristica forma triangolare, che domina da vicino il paese con una folta foresta di faggio, ricca di esemplari annosi e di magnifiche forme, Colle Meluccio, con una bellissima fustaia mista di abete bianco e di cerro; Colle Rannurata, Colle Pertuso con Selvabella. Tutto il sistema montano è ricoperto da incontaminato manto boschivo, interrotto solo da zone di pascolo, che crea profondi e suggestivi aspetti estetici nel paesaggio. Il territorio è attraversato dal tratturo Lucera - Castel di Sangro che rappresenta un peculiare aspetto della tradizionale attività pastorale della
regione che, fin dalla preistoria, ha trasfuso i propri caratteri nel paesaggio modellandolo  armoniosamente alle proprie esigenze.

Contribuiscono alla bellezza del paesaggio numerose sorgenti e  corsi d’acqua. Il centro abitato di Pescolanciano e soprattutto il centro storico, che è ancora perfettamente conservato, ricco di aspetti tradizionali e pittoreschi, riveste particolare importanza  sotto  il profilo panoramico essendo dominato da un grande castello, visibile da tutte le vie di comunicazione anche a grande distanza.

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