Castel San Giovanni, nell’antico maniero della Botonta c’è un raffinato albergo diffuso

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di Giuseppe Botti, Castel San Giovanni / Umbria

Risale al Trecento ed è il meglio conservato della piana spoletina. Tra le sue mura sono state scritte pagine di storia, legate a personaggi del calibro di Federico II di Svevia, i papi Giulio II e Leone X, gli Albornoz con le immancabili lotte di potere per il controllo sul territorio. Oggi questa fortezza-borgo è un affascinante albergo diffuso oltre che un presidio del gusto e della gastronomia umbra. Siamo a Castel San Giovanni, nel Comune di Castel Ritaldi. In Umbria ovviamente.

 

(TurismoItaliaNews) La sagoma del castello ma ancor più le sue torri angolari si notano già a distanza. Da queste parti la pianura è perfetta e le strade, dopo aver lasciato la statale Flaminia, corrono tra campi coltivati e paesi che meritano di essere visitati uno per uno, come San Giacomo di Spoleto, Beroide o La Bruna. La nostra destinazione però sono Castel San Giovanni e la Torre della Botonta, l’albergo diffuso realizzato all’interno della pregevole fortezza-borgo del XIV secolo.

Quando si arriva a destinazione, l’ammirazione per questa possente struttura e per il suo stato di conservazione, è notevole. Nell’Umbria medievale non mancano rocche e borghi circondati da mura di tutti i tipi, persino ciclopiche come quelle antichissime di Amelia, ma a ben guardare Castel San Giovanni è a suo modo un unicum. Nonostante le peripezie vissute nel corso dei secoli, era arrivato a conservare fino alla seconda guerra mondiale il fossato di guardia ed oggi la struttura è quasi totalmente intatta. Il primo approccio non può che essere con il suo assetto complessivo, compiendo un giro esternamente alle mura per comprenderne il funzionamento e ammirare le quattro torri angolari cilindriche e il torrione dell'ingresso principale. Di fatto il paese è tutto all’interno, con nobili dimore quattrocentesche e la chiesa del secolo XIII, collocata su un rialzo e più volte rimaneggiata, con una bella porta cinquecentesca e con affreschi di scuola umbra; è dedicata a San Giovanni Battista.

E allora entriamo: le tracce dell’antico ponte levatoio, in particolare gli elementi architettonici che ne indicano la passata esistenza, sono tuttora evidenti anche se scomparso. Sulla grande porta ad arco è posizionato uno stemma cinquecentesco papale (chiavi e mitria triregno) con la scritta “Dom Spol.”. La domanda è dunque d’obbligo: chi lo ha fatto costruire? Il cardinale Egidio Albornoz, lo stesso che ha legato il suo nome ad altre rocche importanti ed imponenti come quelle di Spoleto e Narni, assegnandogli il nome di San Giovanni della Botonta, nel 1376, su richiesta di Federico II di Svevia. In effetti è intorno al XII secolo - inizi del XIII che viene presumibilmente edificata la primitiva chiesa, intorno alla quale si sviluppa in un secondo momento il complesso fortificato; l’edificio era uno dei tanti luoghi di culto che avevano funzione di poli di aggregazionee di rifugio per le popolazioni che si erano stanziate nella valle. Nei secoli XIV e XI è stato fortilizio della famiglia Bitonta o Botontei. Inutile dire che nel corso della storia ha subìto vari passaggi di mano, dalla famiglia Trinci di Foligno a Trevi e Spoleto, con il controllo praticamente costante dello Stato Pontificio (nel cui territorio si trovava) con i papi Giulio II della Rovere e Leone X a sancirne destini e protettorati.

Storia suggestiva, che adesso si può in qualche modo rivivere soggiornando all’interno dell’antico castello e di Torre della Bitonta: una piccola parte è stata infatti trasformata in un’affascinante dimora in grado di offrire “raffinata ospitalità fatta di buona tavola, stile contemporaneo e antiche suggestioni” come tengono a sottolineare i suoi gestori.

L’austera eleganza delle quattro camere e dell’appartamento è rimasta quella di un tempo con le caratteristiche volte in pietra e i pavimenti in cotto. Ogni camera è un omaggio ad una fibra naturale, dal lino, alla canapa, alla seta, celebrato con tessuti e tendaggi artigianali che si integrano perfettamente con i mobili d'epoca e comfort di una moderna dimora di charme. Un'antica loggetta conduce all'appartamento con due camere che si sviluppa intorno al grande soggiorno con camino e angolo cottura. Qui si trova anche un prezioso affresco testimone della storia di questo luogo.

Il ristorante “Grotta della Torre”, davanti alla torre di guardia, è un paradiso per gli amanti della buona tavola. Il menù è un viaggio attraverso i sapori autentici della tradizione gastronomica locale. Un percorso del gusto che cambia con il volgere delle stagioni passando dal tartufo estivo al sedano nero di Trevi in autunno, alle specialità alla brace d'inverno. La cucina di Grotta della Torre è molto apprezzata anche in occasione di cerimonie e banchetti nuziali che si tengono nella piccola chiesa del castello. La Torre all'ingresso del maniero è uno dei luoghi più suggestivi del castello. Al suo interno c'è il Rivellino, una splendida sala per indimenticabili cene esclusive a lume di candela dove al mattino viene servita la colazione.

Una visita a Castel San Giovanni equivale a ritrovarsi ad esplorare il gusto lungo la Strada del Sagrantino. Questo territorio vanta infatti l’appartenenza all’area Docg del Sagrantino, un corposo vino rosso molto apprezzato. Non solo. Della grande tradizione nelle zone pianeggianti restano tracce della “vite maritata” del Trebbiano Spoletino Doc, un bianco che sta ottenendo importanti riconoscimenti per la sua unicità.

Per gli amanti del trekking in mtb o a piedi

Si chiama Sentiero del Castello della Normadia ed è un percorso essenzialmente di pianura, molto facile con gli interessanti monumenti storici di Castel Ritaldi e Castel San Giovanni, mentre la parte paesaggistica più interessante è ubicata lungo le sponde del Fosso Taltarena. E’ lungo 12 km, si può percorrere molto facilmente con 5 ore a piedi, con un’ora in mountain bike o volendo (davvero per i più pigri) 30 minuti in auto. Si esce da Castel Ritaldi dal lato sud-est per raggiungere la frazione della Bruna nella Sp 451 in direzione Spoleto. Dopo circa 500 metri, dopo aver superato l'incrocio per Petrognano, si devia a sinistra su una stradina asfaltata in pianura. Superata una piccola chiesina di campagna ed attraversato il ponticello sul fosso Alveo, si continua a sinistra sino ad arrivare sulla carrozzabile che porta a Beroide. Dall'incrocio si prende a sinistra per raggiungere Castel San Giovanni, che si lascia per immettersi sulla strada che porta alla Bruna. Raggiunta e superata la località di Borgo I e II, si prende a destra fino ad arrivare sul ponticello sul fosso Tattarena. Quindi si costeggia il corso di acqua fino alla Sp 451, che si attraversa per salire a Castel Ritaldi seguendo l'apposita segnaletica.

 

Per saperne di più
www.torredellabotonta.com
www.castelritaldi.eu
www.stradadelsagrantino.it

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