Turismo musicale, dai festival ai boschi sonori, un tesoro da mettere a frutto: Italia meta preferita davanti a Germania

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Il turismo musicale rappresenta un segmento importante del più ampio turismo culturale in termini sia quantitativi - perché i numeri, pur riferiti a una nicchia, sono significativi e, secondo gli esperti, in crescita – sia qualitativi perché il profilo del turista musicale è quello di un turista di fascia alta, interessato a una fruizione di qualità dei luoghi e del territorio e che viaggia anche fuori stagione. Emerge dal primo rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto, curato da Fondazione Santagata per l'economia della cultura di Torino per Cuoa Business School nell'ambito del più ampio progetto "Note in Viaggio. Itinerari formativi esperienziali per valorizzare l'offerta musicale del Veneto", finanziato dalla Regione Veneto.

 

(TurismoItaliaNews) Anche gli appassionati di musica amano l'Italia: il nostro Paese è la destinazione preferita da questo tipo di turisti che viaggiano per interessi musicali, seguita da Germania, Austria, Francia e Regno Unito. Arrivano per assistere a opere liriche e a concerti nei più bei teatri italiani, per partecipare ai festival musicali, per visitare i luoghi di Verdi, Puccini, Rossini, Donizetti e i laboratori dei liutai, coniugando in molti casi anche un'esperienza culturale più allargata del territorio: musei, borghi, ville, botteghe artigiane e molto altro.

L’offerta musicale (intesa non solo come rassegne di musica classica e operistica, ma aperta a forme musicali più moderne e contemporanee, e luoghi della cultura musicale) del territorio rappresenta, inoltre, un attrattore complementare e di valore per turisti con motivazioni di viaggio diverse come il turismo enogastronomico o culturale in senso ampio. Le opportunità insite nel turismo musicale non riguardano solo i grandi eventi e i festival più riconosciuti ma anche i flussi di “fan” al seguito di grandi interpreti ospiti delle società concertistiche e dei teatri locali, come pure gli artisti che soggiornano sul territorio (cori, orchestre).

A oggi non esistono ricerche a livello nazionale e regionale specificamente rivolte alla conoscenza del turismo musicale nazionale e internazionale. La ricerca tenderà a delineare un quadro psicografico del turista culturale in Veneto con specifico interesse per la musica e per la musica classica in particolare e a delinearne le abitudini di acquisto e la propensione di spesa traendone alcune considerazioni strategiche per la promo-commercializzazione dei nuovi prodotti. Lo studio condotto dalla Fondazione Santagata, svolto nell’ambito di un programma più ampio di valorizzazione dell’offerta turistica del Veneto, ha come obiettivo quello di offrire ai decision maker e agli operatori uno strumento di riflessione e di aggiornamento, che consenta di individuare le strategie di valorizzazione migliori per il territorio.

E quello musicale è un turista esigente, che investe molto per esperienze di qualità, autonomo nell'organizzazione dei propri viaggi (circa l'80% si organizza il viaggio da solo) e che si sposta più di frequente con gli amici che condividono la passione per la musica (37% dei rispondenti). Un pubblico importante non solo per il settore turistico ma anche, molto, per gli operatori e tutta la filiera della musica. Nello scegliere la meta e il viaggio musicale la principale fonte utilizzata per raccogliere informazioni è il web (72%). Dalla formazione dei conservatori e delle prestigiose masterclass alla tradizione liutaia, dall'editoria musicale all'alto artigianato per la realizzazione di costumi e scenografie, a una vastissima offerta lirica e concertistica nei teatri, nelle sale da concerto e sul territorio con il ricco panorama dei festival fino ai "boschi sonori" che hanno fornito il legno per strumenti di grandissima eccellenza, dagli Stradivari ai Guarnieri: in Italia l'offerta è davvero vasta.

Flussi turistici importanti anche i teatri dell'opera italiani: il Museo Teatrale alla Scala ad esempio accoglie circa 250.000 visitatori l'anno e i Laboratori del Teatro alla Scala, sempre a Milano all'Ansaldo o, ancora, le visite al teatro La Fenice con circa 160.000 accessi all'anno posizionano il teatro prima di importanti musei veneziani. C'è poi l'attrattività generata dai luoghi legati ai grandi nomi della classica italiana: Pesaro con Rossini, Lucca con Puccini, Parma e Busseto con Verdi, Bergamo con Donizetti, Venezia con Vivaldi ma anche Modena con Pavarotti. E veri e propri itinerari - brevi e più lunghi - alla scoperta di compositori come Monteverdi o a grandi interpreti come Paganini in onore del quale nel 2018 è nata la European Paganini Route.

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