Immortali, storia e gloria di oggetti leggendari raccontati dal giornalista milanese Luca Pollini

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Giovanni Bosi, Perugia 

Quanti oggetti utilizziamo, guardiamo e acquistiamo quotidianamente? Azioni che il più delle volte si compiono meccanicamente, anche sulla scorta di una vera e propria “fidelizzazione” nei confronti del prodotto preferito, di cui da tempo abbiamo ben presente oltre al contenuto anche la veste. Già, proprio la veste, quella che ci fa andare a colpo sicuro quando lo preleviamo dallo scaffale. Un’immagine che nel corso degli anni magari non è mai cambiata, sull’onda lunga del successo in termini di marketing. Ci avete mai pensato? Se non lo avete mai fatto, è l’occasione giusta per leggersi il nuovo libro di Luca Pollini "Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari" edito da Morellini.

 

(TurismoItaliaNews) Giornalista, scrittore e autore. Ma soprattutto curioso per natura. Chi conosce Luca Pollini - cresciuto nella Milano degli anni Settanta – sa bene che è un vero cultore dell’immagine e soprattutto un vero e proprio maestro nel saper cogliere in quell’immagine un’infinità di sfumature. Forse anche perché un vero esperto di musica…

Così dalla sua abile penna e dalla sua attenzione per ciò che lo circonda, arriva questo volume che in 136 pagine con le fotografie d'autore di Barbara Lei e la prefazione di Tommaso Labranca (scrittore e autore televisivo, scomparso lo scorso 29 agosto), racconta la storia di oltre 60 prodotti immutati nel tempo. L'Amarena Fabbri, il Bacio Perugina, la penna e l'accendino Bic, il Cicciobello, il Cremino Fiat, la Coccoina, il Martini Rosso, il Fernet Branca, il Monopoli, le Timberland e la Pasta d'acciughe Balena. Ma anche la Cedrata Tassoni, la Crema Nivea, l'Ovomaltina, la Moka Bialetti, la polo Lacoste, gli occhiali Ray-Ban... “Su questi articoli – ci spiega Pollini - il tempo passa sopra senza lasciare il segno: sono stati indossati, mangiati, bevuti e utilizzati da intere generazioni perché la legge implacabile della moda non è riuscita a sostituirli e per questo diventati, per l'appunto, immortali. Si tratta di oggetti appartenenti a diverse categorie merceologiche (alimentari, cura della persona, abbigliamento, giochi, svago, cancelleria...), di produzione italiana ed estera, che sono riusciti a resistere a tutti i cambiamenti – generazionali, sociali o politici – e ancora oggi niente sembra metterli in pericolo”.

Che sia l'effetto del giusto mix di creatività, innovazione, marketing e comunicazione o della più fortunata dose di casualità, questi prodotti geniali e intramontabili celano tutti storie uniche e inaspettate. E' il caso, ad esempio, dell'evidenziatore Stabilo Boss creato dalla manata che nel 1971 il direttore dell'azienda, Gunther Schwanhäusser, rifilò all’ennesimo prototipo di plastilina creando così, del tutto involontariamente, la caratteristica forma piatta che contraddistingue lo Stabilo Boss da tutti gli altri evidenziatori; della geniale intuizione di Enric Bernat, pasticcere di Barcellona, che dopo aver accuratamente studiato i comportamenti dei bambini alle prese con le caramelle, nel 1958 inventa la caramella col bastoncino, il mitico Chupa Chups, con logo disegnato da Salvador Dalì. O, ancora, del bambolotto dalle fattezze di un neonato bergamasco, Cicciobello, realizzato nel 1962 dalla Sebino, la cui vera rivoluzione sta nel ciucciotto: il bambolotto l’ha sempre in bocca ma, appena glielo si toglie, comincia a piangere, facendo così intenerire le piccole mamme.

Tra gli "immortali" c'è anche il Bacio Perugina. Nel 1925 fu anche scelto come soggetto di un francobollo del Regno, che tuttavia non ha mai visto la luce

Inaspettatamente, accanto alle storie dei prodotti, emergono importanti nomi dell'arte, del cinema, della canzone e della moda, testimoni forse inconsapevoli di un successo che verrà perpetuato ben oltre il XX secolo. Da Fortunato Depero, artefice del design della bottiglietta per il Camparisoda, a Mina e il suo «Quante cose al mondo puoi fare? Costruire? Inventare? Ma trova un minuto per me» per la Cedrata Tassoni, fino a Gabriele D'Annunzio, creatore del nome dell'impresa Saiwa (oltre a essere un assiduo consumatore di biscotti), testimonial dell'acqua San Pellegrino ed estimatore dei Cremini Fiat Majani e del "liquido di velluto" Fernet Branca. Senza contare i più celebri Tom Cruise e gli "occhiali d'ordinanza" Ray-Ban immortalati nel film "Top Gun", o Marilyn Monroe che, alla domanda su cosa indossa per dormire, rispose: «Solo due gocce di Chanel N° 5».

L’autore. Luca Pollini ha pubblicato: Immacolata trasgressione (2004), biografia della cantante Madonna; Il Dizionario della musica leggera italiana (2004); il libro-inchiesta Vaticano pedofilia (2010) e i saggi I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia (2005); Hippie: la rivoluziona mancata (2008); Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione (2010); Musica leggera. Anni di piombo (2013); Amore e rivolta a tempo di rock (2014) e Ribelli in discoteca (2015). Ha debuttato a teatro col reading Hippie, a volte ritornano, scritto con la collega Livia Grossi. Collabora con mensili e quotidiani, si occupa di storia contemporanea, cura un sito (www.retrovisore.net) dedicato alla storia del costume italiano.

Il sito di Morellini Editore

 

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