Ogliastra, la terra dei centenari tra cultura e tradizioni: la Sardegna più vera da scoprire con Paolo Pretelli

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Nell’Ogliastra, nella parte centro-orientale della Sardegna, fra tradizioni, cultura e prelibatezze in un territorio dalle mille attrazioni. E' questo l'itinerario che propone in ottobre Apatam Viaggi: in attesa di andare, ecco le anticipazioni del gran patron Paolo Pretelli.

 

Paolo Pretelli, Apatam Viaggi(TurismoItaliaNews) Da Osini a Ulassai, dai nuraghi più evocativi alle Tombe dei Giganti, dalla Scuola di cucina per imparare a fare i culurgiones alle grotte: questo viaggio nell'Ogliastra in calendario dal 13 al 18 ottobre 2020 è un'autentica full immersion nella storia dell'Isola, in una zona conosciuta anche per essere coltivata a uliveti e vigneti, dove nascono rinomati olio d’oliva e il cannonau. “La Scala di San Giorgio – spiega Paolo Pretelli – è il luogo giusto per ammirare le peculiarità di un ambiente naturale unico. Con una passeggiata in mezzo alla natura, si arriva al Nuraghe Serbissi per poi trasferirsi alle Grotte Su Marmuri di Ulassai, con la volta più alta d’Europa”. Con un’alta percentuale di persone longeve fra i suoi 1.500 abitanti, Ulassai contribuisce a una delle cinque blue zone del mondo: siamo proprio nell’Ogliastra più interna, il borgo èincassato a quasi 800 metri d’altezza fra tacchi calcarei, sulle cui pendici ricoperte da foreste sempreverdi che ospitano l’oasi faunistica di Girisai, si aprono spettacolari grotte, come is Lianas. E soprattutto su Marmuri, “il marmo”.

La grotta Su Marmuri

Ogliastra, la Torre di Santa Maria Navarrese

“Saremo ad Osini vecchio, la ghost-town abbandonata all’improvviso nel 1951 per un’alluvione, quindi visiteremo 'La Stazione dell’Arte', il museo dedicato all’artista di Ulassai, Maria Lai. Il programma – aggiunge Paolo Pretelli – e a Santa Maria Navarrese ci sarà la possibilità di effettuare la minicrociera alle bellissime cale del Golfodi Baunei: Goloritz, Mariolu, dei Gabbiani, Biriala, Sisine. A Talana assisteremo al rito della mungitura, vedremo quindi il Nuraghe Bau’e Tanca e le Domus de Janas della zona di Sillicacari. Imperdibili le piscine naturali Funtana ‘e Filigi (Sorgente delle Felci), a Villagrande il sito nuragico S’Arco ‘e Is Forros, il bellissimo bosco di Santa Barbara, il Bosco Selene con l'opportunità di vedere le Tombe dei Giganti”. In programma c'è anche la grotta Su Marmori, tra le più importanti d’Europa: “Si è formata a causa della forza dell'acqua che ha scavato una via sotterranea e una parte di questo antico percorso si è conservato fino ai nostri giorni – evidenzia Paolo Pretelli - è una grotta ancora viva: questo significa che le concrezioni continuano a formarsi. I percorsi sono agevoli e permettono di ammirare belle scenografie: due laghetti sotterranei, formati dal continuo stillicidio, vaschette, stalattiti, gigantesche stalagmiti, colonne, pisoliti, splash (forme globulari provocate dallo stillicidio) ed altre spettacolari concrezioni calcitiche”.

Certo è che in Sardegna l'attrazione di punta perché unici sono i nuraghi, costruzioni in pietra a forma di cono senza punta che si trovano in tutta la regione. “Durante il viaggio si vedranno i nuraghe Bau’e Tanca che domina l’altopiano del margine nel territorio di Talana a 1.100 metri sul livello del mare, e il sito S’Arco‘e Is Forros, un complesso templare di epoca nuragica che ospita un vasto villaggio e tre templi a megaron dedicati al culto delle acque – evidenzia il gran patron di Apatam Viaggi - non sappiamo dire con certezza quale sia stata la loro funzione, né quando furono costruiti. Alcuni parlano di età del bronzo e che furono edificati per scopi militari o religiosi e qualcuno più audace suggerisce un’ipotesi astronomica”. E naturalmente il tour prevede anche una visita alle Tombe dei Giganti, monumenti sepolcrali dell'epoca nuragica. Sono state chiamate tombe dei Giganti poiché, secondo una leggenda, furono ritrovate al loro interno ossa enormi. La struttura delle tombe è molto particolare: la pianta ricorda il muso di un toro, l'interno è monocamerale e la facciata esterna è costituita da pietre conficcate verticalmente nel terreno e disposte in semicerchio, a richiamare appunto la forma delle corna del toro.

Giganti al Museo archeologico di Cagliari

Ulassai

“Il contatto con la terra e il rispetto degli antichi mestieri, sono valori importanti in Sardegna – ammette Pretelli”. Così come la pastorizia in Sardegna: “una tradizione la cui caratteristica che la contraddistingue è il rapporto che si instaura tra gli animali e il pastore, che si occupa di loro a tempo pieno e non solo nel tempo del pascolo, ma proteggendoli dai predatori (anche grazie ai famosi cani da pastore), cure sanitarie e assistenza al parto. Di solito il pastore è anche la persona che si occupa della trasformazione dei prodotti, della tosatura della lana e della produzione del formaggio”.

E per restare in tema culinario, ci sarà l’occasione di assaggiare e preparare un piatto tipico dell’Ogliastra: i Culurgiones. Sono una pasta fresca ripiena, tipo ravioli. La versione classica è a base di patate, pecorino e menta e non sono considerati solo un alimento, ma un dono prezioso, segno di stima, di rispetto ed amicizia. Ma c'è anche molto altro in questo viaggio in Sardegna proposto da Apatam Viaggi...

I Culurgionis d'Ogliastra: una bontà della tradizione in Sardegna

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