Lipari, il miracolo delle venti spighe: Antonello Cincotta fa rinascere il grano antico Margherito e restituisce alle Eolie una tradizione perduta

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di Giovanni Bosi, Lipari / Isole Eolie

Quarant’anni di silenzio in un vasetto custodito dal nonno, poi l’intuizione di un giovane economista che lascia Milano per tornare nella sua isola. A Piano Conte, Antonello Cincotta trasforma terreni abbandonati in dieci ettari di coltivazioni, recupera il grano autoctono Margherito e, insieme alla madre Pietrina Mandarano, rilancia un’impresa agricola capace di coniugare memoria, biodiversità, gastronomia e turismo esperienziale. Una storia straordinaria di lungimiranza e coraggio, nata da appena venti spighe e diventata un modello di valorizzazione del territorio eoliano.

 

(TurismoItaliaNews) Venti spighe dimenticate per quarant’anni in un vasetto di cucina. Un nonno che le aveva conservate quasi volesse affidare al futuro un frammento della propria vita. Un nipote che, molti anni dopo, intuisce il valore straordinario di quell'eredità e decide di trasformarla in un progetto imprenditoriale. Sembra la trama di un romanzo, invece è una storia autentica di passione, coraggio e ritorno alle origini. Succede a Lipari, la maggiore delle isole Eolie, sulle colline di Piano Conte, tra panorami che abbracciano Vulcano, Salina e le altre isole dell'arcipelago. Il protagonista è Antonello Cincotta, giovane imprenditore dell'Azienda Agricola Mandarano, artefice del recupero del Margherito, un'antica varietà di grano duro autoctono che rischiava di scomparire dalla memoria agricola dell'isola. Oggi quelle venti spighe sono diventate dieci ettari di campi coltivati, settanta quintali di raccolto annuo, farine macinate a pietra, pasta artigianale e persino una birra. Ma soprattutto rappresentano la dimostrazione che il futuro di un territorio può germogliare dal suo passato.

Lipari, il miracolo delle venti spighe: Antonello Cincotta fa rinascere il grano antico Margherito e restituisce alle Eolie una tradizione perduta

Antonello Cincotta

Da Milano a Lipari, la scelta coraggiosa di Antonello

Laureato in Economia all'Università di Messina, una carriera avviata a Milano come consulente finanziario e prospettive professionali ben definite, Antonello Cincotta avrebbe potuto continuare a costruire il proprio futuro lontano dalle Eolie. E invece sceglie di tornare. A convincerlo non è soltanto il richiamo della terra natale, ma un'intuizione imprenditoriale precisa: recuperare una coltivazione che aveva segnato per generazioni la vita degli abitanti di Lipari, restituendole dignità economica e prospettive di mercato. La scintilla arriva da un piccolo recipiente custodito in famiglia. Al suo interno, venti spighe conservate dal nonno materno Antonino, detto Nino Mandarano, per circa quarant'anni. Un patrimonio apparentemente insignificante, eppure preziosissimo.

“Mio nonno Antonino chiamava questo grano antico Barbettune, per via delle spighe di colore nero che ricordavano la barba, ma la stazione lo ha certificato come Margherito, un grano antico duro di varietà autoctona”, ci racconta Antonello. Prima di trasformare quell'eredità in una coltivazione, occorre però capire se i semi abbiano ancora la capacità di germogliare. Le spighe vengono portate alla Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone, che ne verifica la vitalità e identifica la varietà. È il passaggio decisivo. Il sogno può diventare un'impresa.

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La rinascita di Chianu Ranni: dai rovi a dieci ettari di grano

Nel 2018 prende forma il progetto di recupero agricolo. A Piano Conte, nella zona chiamata dai liparoti Chianu Ranni, ossia Piano Grande, il paesaggio racconta anni di abbandono: sterpaglie, rovi, erbacce, qualche ulivo e appezzamenti ormai sottratti alla produzione. Antonello non si lascia scoraggiare. Anzi, comprende che proprio quei terreni rappresentano un'opportunità per riportare il grano sulle colline dell'isola. Comincia così un paziente lavoro di coinvolgimento dei proprietari. Una cinquantina di persone accoglie il progetto, concedendo in comodato d'uso appezzamenti inutilizzati. Terreno dopo terreno, prende forma una superficie agricola di circa dieci ettari destinata alla cerealicoltura. È un'operazione che richiede capacità organizzativa, perseveranza e soprattutto fiducia. Quella dei proprietari, disposti a rimettere in gioco i propri terreni, e quella di Antonello, convinto che un'attività agricola legata alle tradizioni possa trovare spazio nell'economia contemporanea. I risultati gli danno ragione. Il Margherito torna a crescere e a colorare di verde e giallo le colline affacciate sul Mediterraneo. La produzione raggiunge settanta quintali di grano all'anno, pari a sette tonnellate, un risultato significativo per un progetto nato da appena venti spighe.

Il recupero riguarda anche un altro cereale della tradizione locale: il grano tenero Maiorca. “Coltiviamo anche grano tenero di varietà Maiorca, che ai tempi di mio nonno si chiamava Janchedda per il colore dorato durante la maturazione”, spiega l'imprenditore. Due varietà, due testimonianze di una cultura agricola che per lungo tempo ha contribuito a definire l'identità di Lipari.

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Pietrina Mandarano, la forza di una madre e la memoria della famiglia

Accanto ad Antonello c'è una figura fondamentale, senza la quale questa storia perderebbe una parte essenziale della propria anima: Pietrina Mandarano, sua madre e titolare dell'azienda agricola di famiglia. Donna instancabile, cresciuta tra i campi e il lavoro contadino, Pietrina rappresenta il legame diretto con un mondo fatto di gesti tramandati, ricette familiari, conoscenze pratiche e rispetto per la terra. Non è casuale che l'azienda porti il suo cognome. È un riconoscimento alla sua storia personale, ma anche a quella delle generazioni che hanno lavorato queste campagne, custodendone saperi e tradizioni. Pietrina è molto più di una presenza familiare. È l'anima dell'impresa, una custode appassionata della memoria gastronomica e agricola eoliana. Il suo contributo emerge nella valorizzazione dei prodotti, nell'accoglienza dei visitatori e soprattutto nel rapporto con le nuove generazioni. Porta infatti il progetto del Margherito nelle scuole di Lipari, raccontando ai ragazzi la storia di quel grano recuperato e insegnando loro a preparare pane e pasta. Un'esperienza che supera il semplice laboratorio gastronomico. Attraverso la lavorazione della farina, i più giovani scoprono il significato del lavoro agricolo, il valore della biodiversità e l'importanza di non disperdere le conoscenze delle generazioni precedenti. E apprendono una lezione che difficilmente dimenticheranno: anche venti spighe, con pazienza e determinazione, possono diventare il principio di una grande avventura.

Dal molino a pietra alla pasta artigianale: il Margherito conquista la tavola

La lungimiranza di Antonello Cincotta non si esaurisce nel recupero della coltivazione. Il passaggio successivo è costruire una filiera capace di valorizzare il grano, trasformandolo in prodotti riconoscibili e apprezzati dal mercato. Nasce così un piccolo molino a pietra, utilizzato per ottenere farine integre, caratterizzate da profumi intensi e da una personalità aromatica legata alla varietà coltivata. Da queste farine prende forma una produzione di pasta secca artigianale che comprende caserecce, paccheri, fusilloni e spaghetti, oltre alla possibilità di realizzare su richiesta altri formati, come i tagliolini. Il progetto comprende anche la panificazione, con l'obiettivo di riportare sulle tavole sapori che appartengono alla tradizione agricola liparota.

L'azienda non guarda soltanto al mercato locale. I prodotti Mandarano raggiungono ristoranti e strutture alberghiere delle Eolie, ma trovano spazio anche in Lombardia, creando un collegamento commerciale tra l'arcipelago e il territorio nel quale Antonello aveva costruito la propria esperienza professionale. “Sono felice di essere tornato nella mia terra e di avere intrapreso questa avventura, i nostri prodotti stanno avendo grande successo e lavoriamo ogni giorno per soddisfare le richieste del mercato che sono in aumento», racconta Cincotta. Una soddisfazione che testimonia la possibilità di trasformare una coltivazione recuperata in un'attività produttiva, senza rinunciare all'identità originaria.

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Margherì, la birra artigianale nata dal grano antico

Tra le espressioni più originali del progetto Mandarano figura anche una birra artigianale che porta un nome strettamente legato al cereale recuperato: Margherì. L'idea nasce dalla volontà di esplorare nuove possibilità di utilizzo del grano duro Margherito, andando oltre le produzioni tradizionali di farina e pasta. Per sviluppare la ricetta, Antonello si affida alla collaborazione con un birrificio etneo appositamente selezionato, mettendo a punto una formula che utilizza proprio il grano coltivato a Lipari. La produzione, avviata nel maggio 2026, raggiunge le tremila bottiglie. “Siamo fieri della nostra birra per la quale abbiamo utilizzato il grano duro Margherito, con una formula studiata con un birrificio etneo, da noi selezionato”, sottolinea l'imprenditore. È un ulteriore tassello di una strategia che punta a diversificare l'offerta, valorizzando la materia prima e costruendo attorno al Margherito un'identità produttiva capace di incuriosire consumatori e operatori della ristorazione.

Gli chef delle Eolie scoprono le qualità del Margherito

Il recupero del grano antico ha trovato sostenitori anche nelle cucine della ristorazione eoliana, contribuendo a creare un dialogo tra agricoltura locale e gastronomia contemporanea. Tra le realtà che utilizzano i prodotti Mandarano figura il Castellaro Bistrot della Tenuta di Castellaro, a Lipari, affidato nel 2026 al ristorante Modì di Giuseppe Geraci. A Vulcano, il Margherito entra nelle preparazioni dei ristoranti Il Cappero e I Tenerumi e della pizzeria Arcipelago, premiata con due spicchi dal Gambero Rosso, tutte realtà appartenenti al Therasia Resort. A spiegare le caratteristiche delle farine è Gianluca Colucci, pastry chef del resort. “Sono farine che hanno una unicità perché aromatiche, perfette nella lavorazione dell'impasto, per la panificazione e la biscotteria. Nella preparazione delle pizze, per allungare la persistenza del profumo e valorizzarlo, creo un impasto con la biga e degli abbinamenti come il padellino con il grano cotto. Il risultato è una pizza leggera, digeribile e con delle note aromatiche interessanti”.

Tindaro Merlo, pizzaiolo del Ristorante Pizzeria Vulcanica di Lipari

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Anche a Lipari la farina Mandarano trova un interprete appassionato in Tindaro Merlo, pizzaiolo del Ristorante Pizzeria Vulcanica. Figlio d'arte, come il padre Bartolomeo e gli altri fratelli, Tindaro porta avanti una tradizione familiare legata alla pizza, utilizzando le farine di grani antichi recuperate dall'azienda agricola. La diffusione del Margherito nelle cucine dell'arcipelago dimostra come il recupero di una materia prima possa generare nuove opportunità di collaborazione tra produttori, pizzaioli e chef, offrendo alla ristorazione un ingrediente strettamente legato al territorio.

Non soltanto grano: i capperi delle Eolie Dop e la biodiversità

L'attività dell'Azienda Agricola Mandarano comprende anche un'altra produzione fortemente identitaria dell'arcipelago: il cappero delle Isole Eolie Dop. Accanto ai dieci ettari destinati ai cereali, l'impresa coltiva circa due ettari di cappereti, con una produzione di quattro quintali di capperi, utilizzati anche per realizzare paté. Una realtà dalle dimensioni contenute, che Antonello descrive come una delle più piccole tra i produttori di questo arbusto. L'interesse per la valorizzazione dei capperi precede il pieno sviluppo del progetto cerealicolo. Già nel 2016, infatti, il percorso imprenditoriale di Cincotta si intreccia con l'iter per il riconoscimento della Dop dei capperi delle Isole Eolie, promosso attraverso l'associazione dedicata. È un'esperienza che contribuisce a rafforzare una convinzione: i prodotti agricoli dell'arcipelago possiedono un valore che va ben oltre la loro dimensione commerciale, perché raccontano il territorio, le sue tradizioni e il lavoro di chi continua a coltivarlo. Il recupero dei terreni abbandonati, la reintroduzione dei grani antichi e la coltivazione biologica diventano così elementi di un progetto più ampio, orientato alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

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Brand Eolie, un'alleanza per raccontare le Sette Sorelle

L'esperienza Mandarano si inserisce in un movimento più ampio di valorizzazione delle produzioni e dell'offerta turistica dell'arcipelago, sostenuto anche dalle iniziative di Brand Eolie. La società promuove un progetto di collaborazione che coinvolge albergatori, ristoratori, produttori agricoli, viticoltori e tour operator, con l'obiettivo di costruire una proposta turistica capace di rappresentare l'identità delle sette isole. Antonello Cincotta è tra gli imprenditori protagonisti di questo percorso, che punta a rafforzare le relazioni tra le attività economiche locali e a promuovere un'idea di accoglienza fondata sulla memoria, sulle produzioni e sulla qualità delle esperienze. Tra gli obiettivi figura anche la destagionalizzazione del turismo, attraverso proposte capaci di generare interesse e opportunità economiche oltre i periodi di maggiore affluenza.

In questa prospettiva, la rinascita del Margherito assume un significato che supera i confini dell'azienda agricola. Il grano diventa un racconto da condividere con i visitatori, un ingrediente da valorizzare nella ristorazione, una produzione da commercializzare e soprattutto un elemento di riconoscibilità per Lipari. È proprio questa capacità di creare connessioni tra agricoltura, gastronomia e turismo a rendere particolarmente interessante la scelta imprenditoriale di Antonello.

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Il prossimo sogno: studiare il Margherito e custodirne il futuro

Il percorso non si ferma ai risultati già raggiunti. Antonello guarda alle potenzialità ancora inesplorate del Margherito e immagina di avviare una ricerca per approfondirne le caratteristiche, anche in relazione ai suoli vulcanici sui quali viene coltivato. L'obiettivo è comprendere meglio le peculiarità di questo grano antico e delle farine che se ne ricavano, caratterizzate da un profilo aromatico particolarmente apprezzato da chi le utilizza. Un ulteriore passo verso la valorizzazione di una varietà che, fino a pochi anni fa, sopravviveva soltanto nella memoria familiare e in un piccolo vasetto. Ma il risultato forse più importante è già visibile sulle colline di Piano Conte. I campi abbandonati sono tornati produttivi, una tradizione agricola ha ritrovato continuità, una famiglia ha costruito un'impresa e nuove generazioni possono conoscere un patrimonio che rischiava di andare perduto. La vera intuizione di Antonello Cincotta è stata comprendere che quelle venti spighe non rappresentavano soltanto un ricordo del nonno, ma una possibilità concreta per il futuro di Lipari. Una possibilità da coltivare con competenza, determinazione e visione imprenditoriale.

E mentre Pietrina continua a trasmettere ai ragazzi i segreti del pane e della pasta, Antonello lavora per dare nuove prospettive a un progetto che ha già dimostrato quanto possa essere fertile il dialogo tra passato e futuro. Su quelle colline affacciate sul mare, il Margherito è tornato a ondeggiare al vento. Quarant'anni di attesa, venti spighe e un giovane capace di credere nell'impossibile: la rinascita del grano antico di Lipari è soprattutto la storia di un'eredità che non è stata dispersa. Perché il nonno Antonino aveva conservato i semi. Antonello ha avuto la lungimiranza di restituire loro una terra. E Pietrina continua a insegnare come custodirne il valore.

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