[ REPORTAGE ] Un bicchiere (di ghiaccio) per l’aperitivo al GlacioBar: sensazioni uniche al Glaciarium Museo del Hielo Patagónico [VIDEO]

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Giovanni Bosi, El Calafate / Patagonia

Che ne dite di bere qualcosa a 10 gradi sotto zero circondati dal ghiaccio, bardati di tutto punto per non prendere freddo? Un’esperienza straordinaria che assicura il GlacioBar Branca, nell’interrato del Glaciarium Museo del Hielo Patagónico. Siamo a El Calafate, nella Patagonia meridionale, in Argentina. Qui neppure il barista può esimersi dall’indossare guanti e cappello… E quel che si serve è italianità a tutti gli effetti.

 

(TurismoItaliaNews) Irrinunciabile. E’ sicuramente questa la peculiarità di questo insolito bar famoso in tutto il mondo e al quale si collega un brand altrettanto famoso: Branca, l’azienda fondata nel 1845 a Milano, pioniera nella creazione di un amaro a base di erbe e radici, il Fernet. Siamo a El Calafate, la città di pionieri sulla riva meridionale del Lago Argentino, nella parte sud-occidentale della provincia di Santa Cruz, conosciutissima per essere la porta d’ingresso del Parque Nacional Los Glaciares. E più in particolare siamo nell’interrato del modernissimo Glaciarium Museo del Hielo Patagónico, il museo che racconta la storia e l’evoluzione del Campo di ghiaccio Patagonico sud (in spagnolo Campo de Hielo Patagónico Sur) che poi è il gigantesco ghiacciaio continentale delle Ande meridionali, sulla linea di confine tra Cile ed Argentina.

Un museo multimediale e sensoriale che bisogna assolutamente visitare quando si arriva a El Calafate, perché da queste parti si può comprendere quale sia la potenza e la straordinarietà della Natura. E la curiosità è talmente tanta che non si esita a mettersi in coda per entrare al GlacioBar Branca, progettato con pareti di ghiaccio e mobilio realizzato con parti scolpite del ghiacciaio stesso. Bicchieri del bar, tavoli e sedie sono realizzati interamente di ghiaccio. E ovviamente la temperatura ambiente costante è -10°, tanto che prima di accedere si viene dotati di un apposito abbigliamento che protegge dal freddo pungente, guanti inclusi per tenere il bicchiere. Il costo del biglietto d’ingresso include la consumazione di aperitivi, liquori e bevande analcoliche; i bambini possono entrare solo da 3 anni in su.

La struttura del Glaciarium ha un’architettura suggestiva e decisamente moderna, che in qualche modo contrasta volutamente con l’ambiente naturale circostante della steppa patagonica, quasi lunare e bellissima al tramonto. Il percorso espositivo si sviluppa in due padiglioni utilizzando tecnologie e risorse di ultima generazione. Si entra attraverso un corridoio guidati dal piacevole suono del gocciolamento dell’acqua di fusione del ghiacciaio e qui comincia la sorpresa: i pannelli descrivono la formazione del ghiaccio e la storia di esploratori e scienziati attraverso gli scatti di famosi fotografi argentini e stranieri.

E poi ci sono un grande modello del Campo di ghiaccio Patagonico sud, che fa ben comprendere l’assetto dei ghiacciai che si possono ammirare dal vivo in zona; e pannelli interattivi per la visualizzazione, ad esempio, del ritiro del ghiacciaio di Upsala; non manca una sezione dedicata a Francisco Pascasio Moreno (1852 – 1919), l’esploratore argentino ricordato come Perito Moreno (ovvero specialista, esperto) e che ha dato il nome anche al più famoso dei ghiacciai. Al quale è dedicato un’altra sezione, in cui si spiega in dettaglio il suo comportamento. Il tour si conclude in un tunnel che risveglia sensazioni ed emozioni grazie un interessante sistema di proiezioni simultanee. La visita fa capire come per l’umanità ci sia un allarme rosso: qui al Glaciarium ci si trova di fronte agli effetti reali che il cambiamento climatico sta producendo sul pianeta.

La città. Davvero la sensazione che si prova camminando per le strade di El Calafate è quella di un luogo di frontiera, quasi al limite di un altro mondo, quello del ghiaccio perenne, incorniciato dalle grandiose Ande. Ai margini della steppa patagonica, El Calafate (a 320 km dal capoluogo di provincia, Rio Gallegos) grazie ai grandi laghi Argentino e Viedma, è il punto focale delle attività turistiche nella regione, sia all'interno che fuori del Parque Nacional los Glaciares. Facilmente raggiungibile grazie all’aeroporto internazionale a 23 chilometri dal centro cittadino (che assicura voli diretti da Buenos Aires, Bariloche, Ushuaia, Puerto Madryn, Trelew e Puerto Natales) è il punto di partenza dei circuiti per avventurarsi alla scoperta dei ghiacciai cime Perito Moreno, Marconi, Viedma, Moyano, Upsala, Agassiz, Bolado, Onelli, Peineta, Spegazzini, Mayo, Ameghino e Frías.

I suoi alberghi di lusso, le sue nuove e funzionali cabañas e i ristoranti tipici (dove l’agnello patagonico è il protagonista principale dei piatti) hanno reso la città una delle destinazioni del mondo che meritano di essere conosciuti. El Calafate deve il suo nome ad un cespuglio spinoso, il Berberis microphylla dai caratteristici fiori gialli del sud della Patagonia, che produce bacche blu scuro. La rottura del ghiacciaio Perito Moreno, la possibilità di navigare nei pressi e contemplarlo da vicino, o addirittura camminare sopra grazie al trekking appositamente organizzato per questo scopo, hanno richiamato in questi ultimi anni visitatori provenienti da tutto il mondo. E le sensazioni che si provano sono davvero indimenticabili.

Glaciarium Museo del Hielo Patagónico
Ruta Provincial 11, 9405 El Calafate, Santa Cruz, Argentina

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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