Sulle orme della Regina Margherita: ai Musei Reali di Torino un viaggio tra libri, salotti e fasti sabaudi
Eugenio Serlupini, Torino
Dal 21 maggio al 6 gennaio 2027, i Musei Reali di Torino accendono i riflettori su una delle figure più iconiche e popolari della storia nazionale: Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia. A cent’anni dalla morte, la città sabauda le dedica un articolato programma di iniziative che intreccia storia, cultura e costume, offrendo ai visitatori l’occasione di riscoprire non solo il personaggio pubblico, ma anche la donna, l’intellettuale, la protagonista di un’epoca. Cuore delle celebrazioni è la mostra dossier “Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Biblioteca e Palazzo Reale”, curata da Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci. E per celebrare la Regina c’è anche il francobollo italiano.
(TurismoItaliaNews) Allestita nella suggestiva Biblioteca Reale, l’esposizione propone un percorso raffinato tra volumi, documenti e fotografie – in gran parte inediti – che raccontano la vita privata e gli interessi culturali della sovrana. Lettrice curiosa, attenta osservatrice del suo tempo e grande appassionata di musica, Margherita emerge dalle carte e dagli oggetti come figura colta e moderna, capace di influenzare il gusto e l’immaginario dell’Italia postunitaria. Accanto ai materiali librari e archivistici, saranno esposti doni preziosi e singolari provenienti da tutta la penisola: omaggi che testimoniano la straordinaria popolarità della regina e, insieme, l’affermarsi di un’estetica fin de siècle nelle arti decorative.
Oggetti che raccontano un’epoca in cui l’identità nazionale si consolidava anche attraverso simboli, rituali e rappresentazioni pubbliche. Le celebrazioni non si fermano alla Biblioteca. Nel corso dell’anno sono previste aperture speciali dell’Appartamento abitato da Margherita al primo piano di Palazzo Reale, un’occasione rara per entrare negli spazi privati della sovrana e cogliere l’atmosfera quotidiana della corte torinese. Un’esperienza immersiva che consente di attraversare sale, arredi e dettagli decorativi rimasti a lungo custoditi, restituendo al pubblico la dimensione più intima della prima regina d’Italia.
Momento centrale del programma sarà il convegno di studi in calendario dal 12 al 14 novembre, dedicato ad approfondire la figura di Margherita sotto il profilo storico, politico e culturale. L’iniziativa, organizzata con i Musei Reali, il Palazzo Reale di Milano e la Villa Reale di Monza, coinvolge il Centro Studi delle Residenze Reali Sabaude, il Dipartimento di Storia dell’Università di Torino e il Dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a conferma dell’ampiezza e del rigore scientifico del progetto.
Per il turismo culturale, si tratta di un appuntamento di grande richiamo: un itinerario tra Biblioteca e Palazzo Reale che invita a riscoprire Torino attraverso la lente della sua storia monarchica, tra memorie risorgimentali e atmosfere fin de siècle. Un viaggio nel tempo che restituisce alla prima Regina d’Italia il suo ruolo di protagonista nella costruzione dell’immaginario nazionale e offre ai visitatori un’occasione unica per entrare nel cuore della tradizione sabauda.
“Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia”, a cura di Elisa Panero con la collaborazione di Patrizia Petitti e Daniela Speranza, è poi la mostra dossier ospitata dal 21 maggio 2026 al 6 gennaio 2027 nel Medagliere Reale. Con la recente riapertura del Medagliere Reale, prende infatti avvio una nuova stagione espositiva che restituisce al pubblico, nelle quattro storiche vetrine del Medagliere Reale, un vero "museo nel museo", con la selezione di volti femminili di epoche diverse che tornano a dialogare con i visitatori. Nel centenario della scomparsa di Regina Margherita di Savoia (1851–1926), la mostra rinnova l'attenzione su una figura che seppe costruire consapevolmente la propria immagine pubblica, diventando icona di un'intera stagione storica.
C’è anche la sottolineatura filatelica nell’ambito delle celebrazioni per la Regina Margherita di Savoia nel centenario della scomparsa. Il 14 febbraio l’Italia ha messo in circolazione un dentello postale con il valore della tariffa B pari a 1,30 euro; la tiratura di duecentomilaventicinque esemplari in fogli da quarantacinque esemplari. La vignetta riproduce un particolare del dipinto “Ritratto della Regina Margherita con costume tipico di Gressoney” di Giuseppe Bertini, realizzato nel 1890 e conservato nel Castel Savoia di Gressoney-Sant-Jean in Valle d’Aosta. Sullo sfondo del dipinto la Valle del Lys, meta designata dalla Regina per le sue vacanze. La presentazione dell’emissione è stata affidata per il Bollettino Illustrativo al capitano di Vascello Ugo d’Atri, presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, che ha ripercorso la storia di questa donna straordinaria.
La regina Margherita di Savoia morì a Bordighera (Imperia) il 4 gennaio 1926, città da quale il 10 Gennaio 1926 è partito il treno che ha condotto la salma a Roma per la tumulazione al Pantheon. “L’emissione di questo francobollo – spiega il presidente d’Atri - vuole ricordare la prima regina consorte d’Italia che ebbe un impatto eccezionalmente rilevante sia sul territorio che sulla comunità italiana: secondo Ugoberto Alfassio Grimaldi fu il personaggio politico dell’Italia unita che suscitò, dopo Giuseppe Garibaldi e Benito Mussolini, ‘i maggiori entusiasmi nelle classi elevate e nelle classi umili’. “Era una vera e seria professionista del trono, e gli Italiani lo sentirono. Essi compresero che, anche se non avessero avuto un gran Re, avrebbero avuto una grande Regina”. ”Le arti e la cultura vennero promosse e protette dalla sovrana: introdusse la musica da camera in Italia, fondò il quintetto d’archi di Roma e il giovane Giacomo Puccini, grazie ad una borsa di studio da Lei concessa, dal 1880 al 1883 poté studiare al Conservatorio di Milano. Famosi sono i ritrovi settimanali al Quirinale con il meglio della cultura italiana e di quella europea di passaggio nella capitale, come Ruggiero Bonghi, Theodor Mommsen, Ferdinand Gregorovius e Giuseppe Martucci” ricorda ancora Ugo d’Atri”.
Che aggiunge “La prima sovrana italiana era conosciuta per la sua eleganza, il suo gusto per la moda e i gioielli, divenendo una vera icona di stile a livello europeo; non da ultimo la pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, creata per Lei, riscosse così tanto successo da essere ribattezzata pizza Margherita proprio in suo onore e in rappresentanza dei colori del nostro Tricolore. Non da meno, attività rara per una donna dell’epoca, era un’appassionata ed esperta alpinista, scalando diverse cime alpine anche impegnative e partecipando alle manovre militari degli Alpini. Tutt’oggi il rifugio alpino più alto d’Europa è intitolato alla sua memoria: la Capanna Regina Margherita fu il primo rifugio alpino aperto sul versante italiano delle Alpi e la sovrana presenziò personalmente all’inaugurazione".






