Trentino, in questo paese dai colori pastello i dipinti delle case sono un patrimonio artistico: Folgaria, arte, neve e fantasia
Giovanni Bosi, Folgaria / Trentino
Ben 104 km distribuiti tra 66 splendide piste dove chiunque può divertirsi. Sentieri con panorami mozzafiato in cui lasciarsi andare e dove perdersi in mezzo alla natura. In qualunque stagione dell’anno – d’inverno con la neve o d’estate con un soleggiamento incredibile – a Folgaria c’è anche dell’altro che attira l’attenzione dei visitatori: le pitture iconiche ed allegoriche che decorano le facciate dei molti palazzetti che si affacciano sul corso principale. E qualcuna racconta storie incredibili…
(TurismoItaliaNews) Poteva la peste fermarsi in un punto e non proseguire oltre con il terribile contagio, salvando tutti quelli che si trovavano oltre? Sì, poteva. E non solo una volta, ma ben tre volte nell’arco di due secoli. La riprova è una sorta di ex-voto che a Folgaria, Perla delle Alpi, comunità tra le più antiche del Trentino, si può ammirare sulla facciata di un palazzo lungo via Emilio Colpi, il “salotto” buono del bel villaggio alpino a 1.168 metri di quota.
“Qui si arrestò la peste nel 1440, 1575 e 1630. Rifatto a cura dei fratelli Leiterpergher nel 1878”: la didascalia d’epoca chiarisce tutto e racconta che quella tavola lignea affissa sulla parete dell’attuale Folgaria Post Hotel (lo storico Albergo Folgaria) è stato collocato nel 1863 in questo punto del Maso dei Laiterpèrgheri in quanto l’epidemia non andò oltre la vicina casa di Giovanni battista Veneri, detto Stricher. Il quadro raffigura la Madonna con il Bambino che, sporgendo da un cielo di nuibi, si affaccia su un paesaggio alpestre nel quale si riconosce chiaramente il santuario di Ecken; di lato si scorge San Rocco, protettore degli appestati, accompagnato dal cane, classico elemento dell’iconografia legata al santo. Poco lontano da questo punto di via Emilio Colpi (lui era un irredentista che per la prima guerra mondiale, arruolato nell’esercito austriaco, passò senza pensarci due volte in Italia nelle file del VI reggimento Alpini) si trovava sin verso la fine degli anni Trenta del secolo scorso la Cà dela Capeleta, un’alta casa-torre che sporgeva sulla sede stradale e appunto per questo demolita.
Il dipinto del Folgaria Post Hotel (è uno degli alberghi storici di Folgaria già da fine Ottocento, continuando una tradizione iniziata come locanda) non è però l’unico che si trova sulle pareti delle case nel cuore di Folgaria, così godendosi la passeggiata lungo il corso ricco di negozi, bar, pasticcerie, ristoranti dove comprare le tipicità trentine e gustare le prelibatezze dell’enogastronomia trentina, buttare un occhio verso l’alto si rivela edificante e interessante, soprattutto se si è curiosi. Mestieri tipici, immagini devozionali come quella del beato Enrico, paesaggi, decorazioni floreali, si trova un po’ di tutto. Sull’esterno del Municipio è dipinto invece lo stemma della Magnifica Comunità: tre abeti allineati dentro uno scudo ovale che rappresentano la foresta, l'antica ricchezza collettiva della Comunità.
“Non vi sono documenti ufficiali che attestino la nascita della Magnifica Comunità – ci spiega il direttore del'Apt, Daniela Vecchiato - è però noto che agli inizi del dodicesimo secolo Folgaria era già una comunità organizzata, retta da organi amministrativi ad ampia partecipazione popolare e democratica”. E oggi Folgaria è la punta diamante nel territorio dell’Alpe Cimbra, in particolare d’inverno con il vasto carosello sciistico della Ski Area Folgaria Lavarone, dove praticare sport come sci alpino, sci d’alpinismo, snowboard, freeride, sci di fondo, fat-bike e sleddog.
A proposito di decorazioni e pitture sulle case, c’è anche un altro luogo che merita di essere citato: Guardia, frazione di Folgaria, è chiamato anche il paese dipinto proprio per i murales risultato di varie rassegne d’arte murale ospitati a partire dal 1988. “Diversi gli artisti, come i colori sulla tavolozza, che nel tempo hanno dato vita a queste opere – aggiunge Daniela Vecchiato - in primis Cirillo Grott, scultore, pittore e poeta che ha riunito a Guardia una sorta di cenacolo artistico, di gusto popolare e con un grande richiamo alle radici. Pitture che dalle facciate delle case raccontano tradizioni contadine, lavori di montagna e leggende”.
Per saperne di più
www.alpecimbra.it
folgariaposthotel.it










