Caorle, a tavola il gusto delle eccellenze fra mare, laguna e campagna: un’esperienza a tutto tondo nel borgo del colore
Giovanni Bosi, Caorle / Veneto
Cosa c’è di più intimo che godersi il tiepido sole primaverile su un litorale praticamente deserto, passeggiare per chilometri e chilometri di spiaggia tutta per sé respirando iodio e aria pulita e riempiendosi gli occhi con un paesaggio da cartolina? E se poi il tutto è accompagnato da un’offerta enogastronomica che parla di tradizione, km 0, eccellenze del gusto e creatività, allora l’attrazione è completa. Dove? A Caorle, il borgo che riesce a combinare mare da una parte e Laguna e campagna dall’altra.
(TurismoItaliaNews) Bastano i suoi colori ad appagare l’occhio. Mentre i profumi che arrivano dalle cucine dai tanti locali che propongono una gastronomia tradizionale quanto innovativa, ma sicuramente basata sulla qualità, sulle territorialità e sulla bontà, non bastano mai. E sì, perché Caorle riesce a rendere tutto unico e straordinariamente bello. Oltre che buono, ovviamente. Siamo a due passi da Venezia, ma questo borgo a ben guardare è un unicum, una gemma in uno spazio che è meraviglioso. La particolarità è che qui si va sempre a colpo sicuro, nel senso che ogni stagione va bene per esserci. Anzi, ogni periodo dell’anno è diverso e quindi vale la pena sperimentare ogni qualvolta se ne ha l’occasione.
Passeggiare per le stradine di Caorle, le sue piazzette, i suoi vicoletti lungo i quali si affacciano case e palazzetti di grande pregio (e grande valore immobiliare, tanto per capirci!) assicura suggestioni che poi si tramutano in esperienze quando si ci siede a tavola. L’enogastronomia è in effetti l’altro patrimonio di questa cittadina lagunare e sulla quale si spinge molto per favorire l’incoming, in genere sempre molto sostenuto a dimostrazione di come questa destinazione è molto amata. Ma, allora, quali sono le eccellenze enogastronomiche da assaporare durante un soggiorno a Caorle? Quali i piatti basati sui prodotti tipici del mare e della terra da non perdere assolutamente? L’amministrazione comunale, d’intesa con tutti gli attori del borgo, ha creato il progetto “Gusta Caorle” per condurre alla scoperta degli ingredienti e delle preparazioni della cucina caorlotta, suggerendo una serie di percorsi ed appuntamenti, dall’aperitivo alla degustazione in cantina, dalla Festa del Pesce alla scoperta dei vini e della birra artigianale. “Vivere una Destinazione assaporandone la tradizione enogastronomica che la caratterizza vuol dire fare un’esperienza sensoriale unica nel suo genere. Bere e mangiare come gli abitanti del luogo che si è scelto di visitare consente a chi viaggia di immergersi nella realtà locale, sentendosi non uno straniero ma parte della comunità” chiosano dal Comune.
Caorle è un borgo marinaro e qui si pratica la pesca da generazioni: giocoforza la sua cucina si basa sul pescato freschissimo. Dal moscardino al canestrello bianco, alle vongole sono i protagonisti dei piatti tipici. Proprio il moscardino è il principe della proposta gastronomica ed il protagonista indiscusso di ricette che hanno fatto la storia della cucina caorlotta. “Questa specie di piccolo polpo marroncino ama particolarmente i nostri fondali sabbiosi: tra la pesca e la presentazione in tavola, nei nostri ristoranti, non passano mai più di dodici ore” ci viene spiegato. Così anche una visita al Mercato Ittico Comunale in Riva delle Caorline diventa un valore aggiunto: è qui che va in scena lo spettacolo dell’asta “ad orecchio” con cui i pescatori appena rientrati, tra le 15.30 e le 16, lo vendono all’ingrosso secondo un’antica e particolarissima tradizione… Oltre alle tre eccellenze, anche orate, seppie, calamari, polpi, sogliole, scampi, mazzancolle, astici, anguille e cefali.
Le vongole biologiche di Caorle vengono allevate e raccolte nell’area di mare di fronte alla fascia costiera del litorale di Vallevecchia, oasi naturalistica dal fascino selvaggio, con una pineta in cui ripararsi nelle giornate estive più calde: un contesto paesaggistico unico incastonato tra le dune di sabbia e la Laguna di Caorle. All’interno di un’area marina ben delimitata alleviamo, nel pieno rispetto di tutti i criteri della sostenibilità, questo mollusco prezioso, controllato e garantito al 100%, protagonista di un piatto che è un evergreen della nostra tradizione gastronomica: gli spaghetti con le vongole (in veneto “coe cape pevarasse”) da servire in tavola con una macinata di pepe nero e di prezzemolo tritato ed accompagnati da un vino bianco secco rigorosamente locale.
Non solo mare comunque. “L’entroterra di Caorle (Ca’ Corniani, Ottava Presa, San Gaetano, La Brussa) con il suo terreno fertile grazie all’azione di bonifica del secolo scorso ci regala piacevolissime sorprese, dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ma anche enogastronomico” si sottolinea ancora attraverso il progetto“Gusta Caorle”. Prodotti genuini come frutta, verdura, cereali e legumi, e poi le nostre eccellenze, come il riso superfino Carnaroli ideale per i risotti, il miele di barena dell’isola Santa Cristin, il formaggio Montasio Dop, la birra artigianale e i vini del territorio sono tutti da provare. Molto amato è anche il tour esperienziale alla scoperta della Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore.
Di sicuro, c’è una ricetta che intriga moltissimo, anche perché veramente buona. Una ricetta in cui è racchiusa l’essenza stessa della cucina veneta, da preparare con pesce rigorosamente freschissimo ed ingredienti locali, come la cipolla bianca: sono le sarde in saor. Il “saor”, dal veneto “sapore”, viene garantito dalla combinazione di sarde, cipolle e aceto, con una proporzione che va sempre rispettata: 2 kg di cipolle per ogni kg di pesce. Le sarde, fritte in olio abbondante, e le cipolle, stufate, passate nell’olio e sfumate con l’aceto, creano un composto che prima di essere gustato (freddo e accompagnato da polenta bianca a fette) va lasciato riposare almeno un paio di giorni. Provare per credere…









