La fascia olivata da Assisi a Spoleto si candida a Patrimonio dell’Umanità e Sistema agricolo di importanza mondiale

images/stories/umbria/FasciaOlivataAssisiSpoleto03.JPG

Giuseppe Botti, Trevi / Umbria

Una vasta porzione collinare dell’Umbria si candida per l’inserimento nella Lista del Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e nel programma Giahs (sistemi di patrimonio agricolo di importanza mondiale) della Fao. E’ la Fascia olivata che va da Assisi a Spoleto e che coinvolge anche i territori dei comuni di Spello, Foligno, Trevi e Campello sul Clitunno.

 

(TurismoItaliaNews) Il comitato promotore vede come capofila il Comune di Trevi e il primo obiettivo da centrare è l’iscrizione della Fascia Olivata nel Registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, istituto dal ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, pre-requisito per la candidatura del territorio nella Lista del Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Al contempo la candidatura della Fascia Olivata Assisi - Spoleto al Programma Giahs della Fao è un altro obiettivo strategico tenuto conto che consentirà al territorio di acquisire il riconoscimento di paesaggio rurale con un focus particolare sugli aspetti legati al cibo e alle pratiche agricole tradizionali.

Un territorio, questo, i cui caratteri sono stati forgiati nel corso della storia grazie alle attività agricole, forestali e pastorali che da queste parti si praticano da secoli. Dunque per i Comuni di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto rappresenta un fattore di sviluppo, sul quale implementare uno specifico Programma per la valorizzazione e la promozione a livello regionale, nazionale ed internazionale. “Il Programma di valorizzazione – sottolineano i promotori del progetto - deve puntare al riconoscimento dei valori storico-ambientali dell’area e degli elementi di originalità paesaggistica generati dall’uso dei suoli e dallo svolgimento delle pratiche economiche e di produzione collegati agli oliveti”.

Sul posto è già arrivata la delegazione Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) che ha effettuato un sopralluogo nella fascia olivata, recandosi anche nella zona di Sassovivo nel territorio comunale di Foligno dove sorge l’omonima abbazia. Alla delegazione, composta da 12 membri, di cui 2 italiani e 10 stranieri (da Kenia, Tunisia, Giappone, Cina, Brasile e Francia) sono stati illustrati gli aspetti agronomici e le caratteristiche tipiche della coltivazione dell'olivo oltre che alla produzione dell’olio.

Alla Fondazione Villa Fabri, (partecipata da Regione Umbria, Comuni di Trevi e Spello; Università di Perugia, Camerino e l’Aquila; Scuola Umbra di Pubblica Amministrazione; Azienda Vivaistica Regionale “Umbraflor”; Care srl – spinoff dell’Università di Perugia; Terre.it srl - spinoff dell’Università di Camerino) è stato assegnato il ruolo di soggetto per la gestione tecnica, amministrativa e finanziaria delle procedure finalizzate al conseguimento dell’iscrizione della Fascia olivata Assisi-Spoleto nel Registro Nazionale del Mipaaf, nonché relativamente alle candidature Fao e Unesco.

 

Umbria, Abbazia di Sassovivo: l’antico complesso benedettino testimone di pace: San Marone restituito alle montagne siro-libanesi

 

Un pezzo di Boemia nel cuore dell’Umbria: Villa Fabri a Trevi testimonial della scuola artistica benedettina di Beuron

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...