Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

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Giuseppe Botti, Oristano / Sardegna

C’è una Sardegna meno conosciuta, lontana dalle spiagge affollate e dai riflettori del turismo di punta, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e ogni pietra racconta una storia. È la Sardegna del Sinis, dei nuraghi silenziosi, dei fenicotteri rosa e delle pianure che profumano di grano e vento. Al centro di questa Sardegna autentica c’è Oristano, città elegante e riservata, custode di un patrimonio storico e culturale sorprendente. Che racconta storie affascinanti come quella di Eleonora d’Arborea. E poi c’è la tradizione della ceramica…

 

(TurismoItaliaNews) Fondata in epoca bizantina e divenuta capitale del Giudicato di Arborea nel Medioevo, Oristano è ancora oggi permeata dal ricordo della sua eroina: Eleonora d'Arborea, giudicessa e legislatrice visionaria, che nel XIV secolo promulgò la Carta de Logu, un codice di leggi incredibilmente avanzato per l’epoca. Passeggiando per il centro storico, tra la torre di Mariano II, il Duomo e le piazze tranquille, si respira un passato fiero e autonomo che rende questa città a suo modo un unicum nel panorama sardo. In particolare, Porta Ponti è un po’ il “guardiano secolare” di Oristano. Affacciata sulla moderna piazza Roma, svetta silenziosa ma fiera la Torre di San Cristoforo, conosciuta dai più come Porta Ponti: non un semplice monumento, ma una sentinella del tempo: testimone di battaglie, restauri, rivoluzioni e trasformazioni urbane.

Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

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Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

Costruita nel 1290 per volontà del giudice Mariano II dei Serra-Bas, la torre è un chiaro esempio di architettura militare romanico-gotica. A sancire la sua origine, un’iscrizione incisa nella pietra custodita al suo interno. L’imponente struttura, realizzata su una base in basalto e rivestita da blocchi di arenaria, raggiunge un’altezza di 19 metri nella sua configurazione originaria, ampliata poi a 28 metri nel corso dei secoli. Ma Porta Ponti non era solo un presidio difensivo. Con le sue feritoie, caditoie, spessi muri e meccanismi a saracinesca, rappresentava la principale via d’accesso a nord della città, collegando Oristano con il “Ponti Mannu”, l’antico ponte sul fiume Tirso. Il suo nome, infatti, deriva proprio da quel collegamento strategico con il nord-ovest della Sardegna.

Il secondo dopoguerra ha visto Porta Ponti protagonista di un restauro attento, che ha cercato di restituirle dignità e sicurezza. Tuttavia, l’espansione urbana e la necessità di ridisegnare la viabilità hanno portato allo smontaggio e alla ricollocazione del portale in una posizione diversa da quella originaria. Oggi la Torre di San Cristoforo si presentata isolata ma simbolica, staccata dalle antiche mura, come un faro che continua a raccontare la storia di Oristano. Nonostante le trasformazioni, Porta Ponti resta uno dei simboli più forti e riconoscibili della città, un baluardo di pietra che ha saputo adattarsi ai secoli senza perdere la sua identità.

Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

Ma Oristano non è solo memoria. Ogni anno, durante il Carnevale, esplode la spettacolare Sartiglia, una corsa a cavallo di origine medievale dove i cavalieri in maschera si sfidano in un rituale che mescola sacro e profano, adrenalina e teatro. Un evento che da solo vale il viaggio. A pochi chilometri dalla città, il viaggio continua con la storia di Arborea, città agricola nata da un sogno. Fondata nel 1928 come “Mussolinia di Sardegna”, Arborea fu uno dei progetti di bonifica più ambiziosi dell’epoca fascista. Coloni veneti, friulani ed emiliani furono trasferiti qui per trasformare le paludi in campi fertili.

Oggi Arborea conserva un’impronta architettonica razionalista, insolita per la Sardegna, e una cultura agricola vivace, famosa per la produzione lattiero-casearia d’eccellenza. Il mare, in questa parte dell’isola, è una scoperta continua: dalle spiagge bianche di Is Arutas e Mari Ermi, coperte da sabbia di quarzo, ai fenicotteri che popolano le saline dello Stagno di Cabras. Gli amanti dell’archeologia possono perdersi tra le rovine della città punico-romana di Tharros, dove le colonne guardano il mare, e i nuraghi di Santa Cristina, con il misterioso pozzo sacro millenario.

Oristano: un viaggio tra storia, mare e mistero nel cuore della Sardegna nel nome di Eleonora d’Arborea

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Infine, ma non certo ultima per importanza, c’è la Oristano Città della Ceramica, riconosciuta tale per una produzione che vanta una storia plurisecolare. Nel centro storico, la cui testimonianza del quartiere dedicato ai figoli, Su Brugu De Sos Congiolargios risale al XVI secolo, si possono vedere ricchissime testimonianze della storia della ceramica di Oristano, insieme alle produzioni dei maestri ceramisti contemporanei, nei cui laboratori visitabili si possono vivere autentiche esperienze incentrate sulla creazione di autentiche opere d’arte.

Oristano è insomma una porta su un’altra Sardegna: più quieta, più autentica, più vera. È il luogo ideale per chi cerca storie da ascoltare, paesaggi da contemplare e tradizioni da vivere. Qui, tra la pietra, il grano e il sale, il viaggio si fa racconto.

 

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