Il capolavoro di Le Corbusier a Tokyo diventa Patrimonio dell’Umanità: è il Main Building of the National Museum of Western Art

Giuseppe Botti, Tokyo / Giappone

Diventa il primo sito Patrimonio culturale dell’Umanità l’edificio principale del National Museum of Western Art di Tokyo, che l’Unesco ha iscritto nella World Heritage List. E’ infatti uno degli edifici rappresentativi progettato dall’architetto francese Le Corbusier ed è l'unico edificio nel Paese del Sol levante. Per la capitale giapponese si tratta di un obiettivo di grande prestigio.

 

(TurismoItaliaNews) Progettato nel 1959, il Main Building of the National Museum of Western Art, vale a dire il Museo Nazionale di Arte Occidentale, è una grande opera architettonica. E dietro la realizzazione di questa imponente struttura, c’è la storia della collezione d’arte dell’armatore giapponese Kojiro Matsukata (1865-1950) che dal 1916 al 1923, ha investito la sua fortuna personale per raccogliere opere d’arte occidentali, tra dipinti, disegni, sculture e stampe. La sua collezione francese era conservata a Parigi e quando il Giappone ha subìto la pesante sconfitta nella seconda guerra mondiale, il governo francese l’ha sequestrata come proprietà nemica.

Solo una contrattazione bilaterale ha consentito nel 1953 il trasferimento della maggior parte delle opere della collezione Matsukata al governo giapponese, con la clausola di istituire un nuovo museo d'arte nel quale accogliere adeguatamente ed esporre le opere d'arte per accrescere la comprensione giapponese sulla storia dell'arte occidentale. Richiesta accolta da Tokyo, che ha scelto il parco di Ueno per costruire l'edificio principale del Museo Nazionale di Arte Occidentale, con la progettazione preliminare affidata a Le Corbusier (pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris) che nel novembre 1955 ha effettuato un sopralluogo nel sito di progetto per studiarne l’ambientazione e lavorare quindi nel suo atelier a Parigi. Sulla base dei disegni di Le Corbusier, il progetto esecutivo è stato messo a punto da tre architetti giapponesi - Kunio Maekawa, Junzo Sakakura, e Takamasa Yoshizaka – allievi di Le Corbusier nella capitale francese. I lavori sono iniziati nel marzo 1958 e completati appena un anno dopo sotto la supervisione dei tre professionisti nipponici.

 

Il Main Building of the National Museum of Western Art ha una struttura in cemento armato con una copertura piano, due piani fuori terra ed uno interrato. L'organizzazione dell'edificio si basa su una spirale in un quadrato: al centro c'è uno spazio a doppia altezza (Nineteenth Century Hall) con un lucernario a cono triangolare. Con il suo tetto piatto e la configurazione planare quadrata è considerato un lavoro rappresentativo del concetto di Le Corbusier del “Musée à croissance illimitée” (museo a crescita illimitata) ed apprezzato per i suoi elementi di design che sono caratteristici del progettista francese, tra cui pilotis, un giardino pensile, rampe e un sistema di illuminazione che valorizza la luce naturale. Ecco perché secondo l’Unesco ha un valore universale eccezionale come edificio rappresentativo di Le Corbusier, uno dei padri dell'architettura moderna che ha esercitato un'influenza senza pari sulla progettazione del ventesimo secolo. Inoltre, è l'unico edificio in Asia orientale progettato da Le Corbusier.

Ispirato dal progetto Mundaneum (1928-1929), Le Corbusier ha creato il concetto del Musée à croissance illimitée, un ideale che ha poi cercato di esprimere in vari progetti di architettura. Si dice che siano solo tre gli edifici che incarnano pienamente questo concetto e tra questi c’è appunto il Main Building of the National Museum of Western Art di Tokyo. Oltre a questo, Le Corbusier ha progettato quali contenitori di arte il Sanskar Kendra (Museo a Ahmedabad, India, 1957) e il Government Museum and Art Gallery a Chandigarh (India, 1965), tutti basati sul concetto di Musée à croissance illimitée.

Per saperne di più
Il sito del Museo
Il sito ufficiale del Turismo giapponese

Il quartiere di Ueno è quello che si può tipicamente definire lo shitamachi di Tokyo, vale a dire il quartiere popolare. Oggi si articola intorno al parco ed alla stazione omonima. Il parco è stato aperto nel 1973, ma nel 1924 è stato offerto alla municipalità di Tokyo dall’Imperatore Taisho, da cui deriva il suo nome Ueno-Onshi Koen, o "parco di Ueno, regalo imperiale". Ospita numerosi musei, tra i principali del Giappone, templi e santuari, uno zoo e, soprattutto, molti alberi di ciliegio sotto i quali, durante la fioritura, i tokyoti vengono a bere, ridere, mangiare e cantare come vuole la tradizione hanami. La stazione di Ueno è uno dei principali snodi ferroviari. È proprio qui che si trova il capolinea dello Skyliner che arriva dall’aeroporto Narita. Ai piedi della stazione si diramano le vie pedonali di Ameyoko-dori, bazar a cielo aperto, dove si trovano sia prodotti alimentari che magliette a prezzi stracciati.

 

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