Thugga, l’antica città romana sull’altopiano della Tunisia

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Giovanni Bosi, Dougga / Tunisia

La vista spazia a tutto tondo tra campi di grano ed uliveti. L'antica città si erge su un'altura e a dominare è il Capitolium. La vastità del sito denota l'importanza che ha avuto durante la sua esistenza e del resto i mosaici che conserva il Bardo di Tunisi lo documentano. Il teatro, le porte, i templi, il circo, le strade lastricate su cui si affacciavano le botteghe, il foro, il mercato. C'era davvero di tutto a Thugga, straordinario sito archeologico della Tunisia, e visitarla è come fare un salto indietro nel tempo di duemila anni. Ecco perché è Patrimonio dell’umanità grazie all’Unesco.

 

(TurismoItaliaNews) Oggi la città - a 120 km dalla capitale Tunisi - si chiama Dougga, ma non è che l'evoluzione del suo antico nome romano Thugga. In realtà nel corso del tempo questo luogo ha avuto anche altre denominazioni, come ad esempio Tocai stando a quanto riferisce Diodoro di Sicilia citandola come città numida fin dal IV secolo avanti Cristo. Oppure Tukka quando nel II e nel I secolo è una delle residenze dei re massili Massinissa, Micipsa e Giugurta. La storia la ritrova all'epoca romana con il territorio municipale diviso fra la città numida e un pagus (cioè un territorio rurale) che dipende da Cartagine. Una volta riunificata, diventa municipio nel 205 e quindi colonia onoraria nel 261. Per quei tempi la crescita è praticamente vertiginosa e con i suoi quasi 5.000 abitanti arriva a dotarsi di un complesso monumentale sotto gli impulsi della borghesia municipale.

Ed è praticamente così che la si ritrova oggi: conservata in modo tale da permettere al visitatore di comprendere l'imponenza e la ricchezza. Per capire meglio Thugga è forse opportuno visitare prima il grande Museo del Bardo a Tunisi, dove i sontuosi mosaici ritrovati qui, con i loro colori consentono di immaginare quella che poteva essere la vita di tutti i giorni nella città. Come ad esempio lo straordinario mosaico che racconta di Ulisse ritrovato nell'inpluvium della cosiddetta “casa di Dioniso e Ulisse” del III secolo dopo Cristo.

L'ideale per arrivare nel sito di Thugga è a primavera inoltrata, quando i fiori di campo rendono viva la città e la inebriano con il loro intenso profumo. Il colpo d'occhio è formidabile: il primo che si vede è il teatro, ma l'occhio cade subito sul Capitolium poco lontano. Un giro d'orizzonte equivale ad un censimento: 12 templi di cui tre trasformati nel IV secolo in chiese, 3 terme, diverse fontane e cisterne, un acquedotto, un ninfeo, un mercato, due teatri, un circo, diverse necropoli e mausolei. E perfino ciò che resta del fortino bizantino del IV secolo, simbolo di un breve periodo di rinascita dopo la decadenza seguita alla prosperità del II secolo. Nella visita del sito si segue il percorso che si snoda dal teatro per arrivare al Capitolium, il tempio di Mercurio, la piazza della Rosa dei venti, il foro, il mercato, il tempio di Tellus, il tempio di Giunone-Caelestis, il tempio di Saturno, le terme di Lucinia e ovviamente case e botteghe.

Il teatro, “appoggiato” come tradizione al fianco della collina, risale al 168-169 dopo Cristo e poteva contenere 3500 spettatori. Un colonnato circondava le gradinate e raggiungeva il muro della scena in modo da permettere l'installazione di un velario. Le gradinate alte 15 metri erano composte da tre piani e il portico del palcoscenico, all'epoca a due piani, aveva tre entrate: Porta Reale, Porta Città e Porta Straniero.

Il Capitolium è l'altro pezzo forte dell'antica Thugga: costruito nel 166-167, è composto da una cella di 13 per 14 metri al cui interno c'erano una statua di marmo di Giove alta 6,50 metri e due statue di Giunone e di Minerva, precedute da un portico con sei colonne corinzie scanalate che dà su una scala monumentale. Davanti al Capitolium uno spazio collega la piazza della Rosa dei venti al foro circondato da un portico corinzio. Molto interessante è anche il tempio di Giunone – Caelestis, costruito tra il 222 e il 235, che si innalza al centro di un portico a emiciclo; il santuario è stato poi trasformato in chiesa nel V secolo. Situato più in alto, il tempio del Saturno africano comprendeva tre celle che precedevano un portico corinzio; ad un livello inferiore si trova la chiesa di Santa Vittoria (V secolo) sotto la quale una cripta conteneva le sue reliquie.

Da guardare con attenzione sono anche le antiche case di Thugga: sprovviste di aperture sulla strada, le case sono simili a quelle musulmane, il vestibolo a zig-zag dà accesso sul patio a peristilio che si apre sulle due stanze principali - l'oecus e il triclinum - i cui suoli sono ricoperti da mosaici. Le camere sono in lunghezza e possiedono un palco in muratura che serviva da letto.

L'occhio cade poi su quella che viene definita l'eredità libico-punica, ovvero un mausoleo della metà del II secolo avanti Cristo che racchiudeva le spoglie del re numida Massinissa: è alto 21 metri ed è composto di tre piani, sull'ultimo del quale troneggiavano delle donne-uccello ai quattro angoli di un tetto a piramide. Ogni piano è decorato con cavalieri, mentre il terzo è ornato con quadrighe in bassorilievo. Le sue iscrizioni sono state utilissime per decifrare l’antico alfabeto libico.

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