Barcellona: Park Güell-Gaudì, il museo a cielo aperto creato dall’estro del geniale artista catalano

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Angelo Benedetti, Barcellona

Pochi artisti hanno avuto la fortuna di Antonio Gaudì nell’avere ben otto opere dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Tra queste c’è il Park Güell-Gaudí, il parco pubblico ubicato a nord di Barcellona che è un vero e proprio museo a cielo aperto. E’ una delle grandi opere del geniale artista catalano, la più famosa e più visitata della sua vasta produzione, dal 1984 inserita nella Lista del World Heritage. Dalla Spagna, in occasione dell’anniversario, arriva anche l’omaggio sia filatelico che numismatico.

 

(TurismoItaliaNews) Non si può essere a Barcellona e mancare una visita al Park Güell. La creatività dell’architetto di Reus, classe 1852, qui trova un ulteriore suggello. Ed altrettanto originale è la storia di questo parco nato sul versante sud-ovest del Monte Carmelo, meglio conosciuto come Muntanya Pelada. Siamo all’inizio del Novecento quando l’ imprenditore Eusebi Güell commissiona ad Antonio Gaudì la realizzazione di un complesso residenziale: l’intenzione condivisa dal committente e dall’architetto è quello di creare uno spazio che rispetti la natura rifuggendo la speculazione.

Barcellona: Park Güell-Gaudì, il museo a cielo aperto creato dall’estro del geniale artista catalano

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Per raggiungere questi obiettivi Güell offre ai potenziali acquirenti un lungo contratto di locazione che esige un assoluto rispetto per l'ambiente naturale. Gaudí a sua volta, influenzato dalle idee di Ebenezer Howard sulla città-giardino inglese (da qui la scelta della denominazione anglosassone di “park”) pianifica l’uso del terreno dividendolo in sessanta lotti triangolari, edificabili solo per la loro sesta parte e facendo in modo che le case non coprano il panorama sul mare né privino del sole i vicini. Il terreno restante viene destinato agli usi comuni: concierge, stalle, mercato, attività culturali e ricreative... e poi vie, strade, ponti, piazze e scalinate, permettendo di muoversì agevolmente in un luogo caratterizzato da rocce e pendii. I lavori vengono eseguiti tra il 1900 e il 1914, con l’architetto che si trasferisce a vivere nella casa-modello progettata dal suo collaboratore Francesc Berenguer. Gaudí resta qui per molti anni con il padre e la figlia della sorella, fino al suo trasloco definitivo nel cantiere della Sagrada Família. Un anno dopo, Güell utilizza il vecchio casale padronale Casa Larrard come residenza di famiglia.

Tuttavia le rigide condizioni fissate per l’acquisto di un lotto all’interno del “Park Güell” non agevolano le vendite, anzi non seducono affatto la borghesia catalana del tempo e il lungimirante progetto praticamente fallisce. Così Güell comincia a cedere l’ampio giardino privato per eventi pubblici finché nel 1922, quattro anni dopo la sua morte, il Comune di Barcellona acquisisce l’area aprendola al pubblico nel 1926, intuendo il grande interesse architettonico, culturale e ricreativo.

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Barcellona: Park Güell-Gaudì, il museo a cielo aperto creato dall’estro del geniale artista catalano

Per la sua costruzione Gaudì ha infatti impiegato variopinte ceramiche di recupero e pezzi di vetro, utilizzati come tessere di mosaici colorati, insieme alle sue sculture in calcestruzzo, che rappresentano tutto un universo di animali fantastici, rifacendosi in maniera chiara al concetto del pittoresco. In cima alla scalinata principale con la fontana a forma di salamandra (simbolo dell'alchimia e del fuoco) si trova la sala ipostila, realizzata come un tempio classico greco. Questa sala, chiamata anche sala delle 100 colonne (benché soltanto 85 siano state completate), si situa sotto la piazza centrale del parco. La piazza è delimitata da un sedile sinuoso come un serpente di 150 metri di lunghezza. Su questa panchina straordinaria, seduti in curva, si è al riparo e si vedono i propri vicini, in uno spazio intimo, pur avendo la vista sul resto della panchina. Nelle altre zone del parco Gaudí ha creato spazi altrettanto fantastici, dove ponti in cemento armato sembrano strutture ottenute dalla scultura della roccia, dissimulando così l’incredibile sforzo architettonico.

Il francobollo che nel 2014 la Spagna dedica al Park Güell-Gaudí in occasione dell’anniversario della sua iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità, è di forma circolare (c’è anche in versione foglietto) in quanto volutamente richiama la moneta commemorativa da 2 euro coniata sempre nel 2014 in otto milioni di esemplari e dedicata ugualmente al Parco Güell. Sia il francobollo che il foglietto raffigurano il drago - l’immagine più popolare del parco stesso - che si trova sulla scalinata che collega il piazzale d'ingresso con la Sala Hipostila. La tecnica del mosaico Trencadís realizzato con frammenti di ceramica uniti con malta, è una creazione di Gaudí adottata dal modernismo catalano e oggi utilizzato da importanti architetti. Dal 1960 la Spagna ha dedicato tredici emissioni e quindici francobolli (la prima emissione in occasione del Congresso internazionale di filatelia a Barcellona) fino alle due di quest’anno, incluse quella uscita il 2 gennaio e dedicata alla Porta di Finca Miralles nell’ambito della serie “Porte ed archi monumentali”.

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Il sito ufficiale del Parco
La scheda ufficiale dell’Unesco

 

 

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