Fragranza e sapida giovinezza: il Verdicchio della Cantina Moncaro ed il gusto dello chef

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Giovanni Bosi, Montecarotto / Ancona

Prima una visita della Bottaia, per scoprire come nascono il Verdicchio e gli altri vini della tradizione marchigiana. Poi a tavola dallo chef del “ristorante di mare in collina” per scoprire con i cinque sensi abbinamenti di grande efficacia. Siamo alla Casetta e al centro “Le Busche” di Montecarotto, in provincia di Ancona, dove l’alleanza tra l’azienda vitivinicola Terre Cortesi Moncaro e il ristorante Erard ha creato un connubio tutto da gustare.

 

(TurismoItaliaNews) Il mare Adriatico da quassù si coglie in lontananza, ma su queste colline il sapore delle Marche si coglie per intero. Uno dei sedici castelli del Contado di Jesi, Montecarotto rappresenta idealmente l’incontro tra la vallata dell’Esino e quella del Misa. Siamo nel cuore dell’area classica di produzione del Verdicchio, il vitigno a bacca bianca che origina quello che è uno dei grandi vini italiani, conosciuto per la sua inconfondibile e ricca personalità. Il Verdicchio è un rosso vestito di bianco, si dice comunemente per sottolinearne gusto ed intensità.

E’ anche in questa zona che opera la società cooperativa Terre Cortesi Moncaro, nata nel 1964 per mano di un gruppo di viticoltori con la volontà di valorizzare la loro produzione e quella di tutta l’area. “Moncaro è profondamente insediata nel suo territorio grazie ai suoi agricoltori e ai suoi vigneti – spiega il presidente Doriano Marchetti - impegnata nella ricerca ed attenta a cogliere e conservare la biodiversità dei tantissimi microambienti di cui è spettatrice e garante, Moncaro è un fondamentale custode della memoria del territorio e un contributo al mantenimento del tessuto economico e sociale e, di conseguenza, del paesaggio”.

La cantina di Montecarotto – a cui si affianca l’attività delle cantine di Acquaviva e del Conero – può contare su una superficie a vigneto di 800 ettari, dei quali 450 destinati al Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico. “Siamo nel regno del Verdicchio che qui è re incontrastato e dà i risultati qualitativi migliori in assoluto – sottolinea Doriano Marchetti - gli altri vitigni coltivati sono la Malvasia ed il Trebbiano, che si adatta molto bene alle colline della zona dando risultati qualitativi molto interessanti”. La struttura della cantina costruita nel 1972 è un pezzo d’architettura: l’impostazione tecnica richiama visivamente quella della tradizione marchigiana, cornice ideale per una produzione di grande qualità, che funge da punto centrale nella lavorazione separata delle uve provenienti dai vari tipi di terreno. Qui si trova anche il centro di imbottigliamento di tutte e tre le cantine della società.

“L’estrema cura nel lavoro di cantina e le più moderne tecnologie sono finalizzate alla ricreazione delle condizioni che, da sempre, permettono di ottenere vini bianchi di grande qualità – spiega ancora il presidente Doriano Marchetti – trent’anni di esperienza nella coltivazione biologica, infatti, ci hanno permesso di estendere a tutti i vigneti i metodi della lotta guidata e della coltivazione a basso impatto, con grande attenzione all’equilibrio vegetativo e produttivo della vite. L’estrema cura nel lavoro di cantina e le più moderne tecnologie sono finalizzate alla ricreazione delle condizioni che, da sempre, permettono di ottenere vini di pregio, collegati al territorio e che riflettano i caratteri varietali dell’uva”.

Per apprezzare al meglio un Metodo Classico Madre Perla piuttosto che un Verdicchio dei Castelli di Jesi Verde non c’è di meglio che affidarsi allo chef Pasquale Russo, che insieme alla moglie Sara Gasparrini gestisce da poco più di un anno il ristorante attiguo alla cantina Moncaro. Si chiama Erard ed è il “ristorante di mare in collina” come loro stessi amano definirlo. “Dalle tagliatelle alla pasta ripiena: ravioli, cappelletti e pasta di stagione sono fatti esclusivamente all’interno del ristorante – sottolinea Pasquale Russo - affinché non perda la sua freschezza e per mantenere alto il valore della tradizione. Acquistiamo invece la pasta secca dall’azienda Verrigni di Roseto degli Abruzzi. Selezioniamo i nostri fornitori secondo rigidi criteri di qualità per garantire sempre il miglior prodotto ai nostri clienti”. Il pesce arriva invece freschissimo direttamente dall’Adriatico. Tra le specialità, Carpaccio di storione affumicato con germogli e crema di yogurt bianco e wasabi, Cappellacci di gamberi marinati al lime e bisque di crostacei, Maccheroncini di Campofilone alla carbonara di seppia e guanciale croccante, Tagliata di ricciola dorata con crema di zafferano e julienne di verdure, un semifreddo al gianduja con crema di cioccolato bianco e yogurt da accompagnare con un Passito Turdiruta.

Il Verdicchio è conosciuto tra i grandi vini bianchi italiani per la sua inconfondibile e ricca personalità e soprattutto per la sua sorprendente versatilità. Nella primavera successiva alla vendemmia, è possibile gustarlo nella sua fragrante e sapida giovinezza e quando l’affinamento prolungato in cantina prevede un imbottigliamento in estate o a fine estate, ecco il Verdicchio che offre un grande equilibrio gustativo, frutto di una maturazione che generalmente avviene con una sosta del vino in vasca e/o in serbatoi di acciaio e talvolta in grandi botti di legno.
Sono ben cinque le tipologie di Verdicchio previste:
-Verdicchio dei Castelli di Jesi
-Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico
-Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore
-Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito
-Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante
Il sito dell’Istituto Marchigiano di tutela vini

 

Moncaro - Cantina e direzione
Via Piandole, 7/a - 60036 Montecarotto (An)
tel. 0731-89245
www.moncaro.com
Ristorante Erard
Il sito istituzionale del Comune di Montecarotto

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