Sulle colline di Amelia la produzione del vino riscopre le tradizioni dell’Umbria più genuina

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Giovanni Bosi, Amelia / Terni

Quella della viticoltura nel territorio di Amelia, in Umbria, è una storia che parte davvero da lontano. Tanto che Publio Virgilio Marone nelle sue “Georgiche” documenta come in questa zona i contadini erano soliti legare i tralci di vite con “vergelle” di salice. Ma si sa pure che il vino di queste parti era trasportato a Roma persino via fiume. Una tradizione così lunga presuppone inevitabilmente un’autentica arte nel saper produrre oggi vini di grande qualità. E allora siamo andati a visitare la cantina della famiglia Zanchi, in una suggestiva zona collinare.

 

(TurismoItaliaNews) La storia si arricchisce continuamente di pagine avvincenti sulle colline che circondano Amelia, la città di Germanico e delle mura ciclopiche. Una storia che è fatta anche di gusto e che perpetua la tradizione della coltura della vite dagli antichi Romani fino a noi, passando attraverso il Medioevo, altro periodo storico che pure in questo lembo d’Umbria ha lasciato le sue testimonianze più belle.

Leonardo Zanchi con le figlie Flaviana e Flores, la signora Annamaria e il genero Mario Vecchione Leonardo. In alto, uno scorcio di Amelia

E così oggi nel vigneto e nella cantina della famiglia Zanchi c’è la terza generazione a portare avanti un lavoro che è vanto del territorio. Nata nel 1970 quando il fondatore Licurgo Zanchi ha acquistato la tenuta di campagna Farattini abbandonata da anni, l’azienda ha conosciuto un continuo sviluppo con il figlio Leonardo e poi un ulteriore consolidamento con Flores e Flaviana ed il genero Mario Vecchione. Ma uno sviluppo che è rispettoso delle consuetudini e soprattutto dei vitigni autoctoni e delle varietà tipiche della regione. Qui siamo nel cuore della zona a denominazione di origine controllata “Amelia”, riservata ai vini Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Grechetto, Ciliegiolo, Ciliegiolo Riserva, Rosato, Novello, Malvasia, Merlot e Merlot Riserva, Sangiovese, Sangiovese Riserva, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice.

“Insieme abbiamo trasformato la passione del nonno Licurgo – ci racconta Flores durante il giro tra le vigne - in una moderna azienda vinicola, ristrutturando le cantine e potenziando la coltura dei vitigni autoctoni, tutti selezionati e riprodotti da marze provenienti da vigneti locali”. La superficie complessiva è di 30 ettari destinati a vigneto ed oliveto per una produzione a tutto tondo, nel pieno rispetto delle peculiarità dell’Umbria. Pioniera della vinificazione sulle colline di Amelia, la famiglia Zanchi ha scelto metodi di produzione integrata, utilizzando pratiche agronomiche a basso impatto ambientale, assecondando la natura e pure la storia della propria terra. La vendemmia viene effettuata totalmente a mano e le uve lavorate immediatamente garantiscono la freschezza e la fragranza dei mosti. Non solo: si è deciso anche di applicare un proprio Disciplinare etico, che negli anni ha portato a produrre le etichette più rappresentative di questo territorio, esaltando le caratteristiche dei diversi vitigni, come il Ciliegiolo vinificato in purezza, il Grechetto e l’Aleatico, ma anche la Malvasia, il Trebbiano e il Sangiovese, “traducendoli in vini dalle caratteristiche uniche, risultato della continua ricerca in vigna ed in cantina” tiene a dire Leonardo Zanchi.

Giocoforza non poteva mancare una sperimentazione che guarda al passato: nel contesto di una ricerca sul patrimonio varietale viticolo delle colline di Amelia volto al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni, condotta in collaborazione con il Dipartimento delle Coltivazioni Alboree della Facoltà di agraria dell'Università di Perugia, è stato impiantato nel 2008 un vigneto sperimentale con l'obiettivo di valutare le attitudini agronomiche ed enologiche dei "ceppi" raccolti sul territorio del Comune di Amelia. A questa ricerca in vigna, si affianca una ricerca in cantina, per interpretare al meglio le caratteristiche delle diverse uve e coglierne in pieno le potenzialità espressive per la creazione di vini che esprimano al massimo le tipicità del territorio.

E a proposito di cantina - che ospita tutte le fasi di lavorazione, dall'accoglienza dei grappoli all'imbottigliamento e dove le più moderne tecnologie enologiche si coniugano alla tradizione e all'esperienza del passato – tra le curiosità c’è un tunnel sotterraneo riservato all'invecchiamento in botti di rovere e all'affinamento in bottiglia che completa lo stato evolutivo del vino, arricchendolo di finezza olfattiva e gustativa. Tra i Bianchi c’è il Majolo, risultato della continua ricerca in vigna e in cantina: ottenuto da uve Malvasia raccolte a mano da vigneti a bassa resa, matura in tonneau di rovere per circa dodici mesi e completa l’affinamento in bottiglia per almeno altri sei; è un bianco morbido e complesso, con toni speziati e suadenti, che ben si abbina a piatti strutturati, carni e formaggi stagionati. Oppure il Lu, una piccola e preziosa produzione: ottenuto dalla vinificazione in purezza delle uve del vitigno Aleatico impiantato nell’azienda dal 1970; dal colore rosso intenso con riflessi violacei, di sapore gradevolmente dolce e dal caratteristico profumo di frutti rossi maturi è un indimenticabile vino da dessert.

E così una visita alle Cantine Zanchi diventa l’occasione per scoprire sicuramente vini superbi, ma anche per conoscere da vicino un territorio ancora troppo poco noto, in uno dei contesti paesaggistici più amati dell’Umbria, sul percorso della Strada dei vini Etrusco Romana, a due passi da Amelia.

La zona di produzione delle uve relative ai vini a Denominazione di origine controllata “Amelia” comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di Attigliano, Giove, Penna in Teverina, Alviano, Amelia, Calvi dell'Umbria, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Otricoli, Sangemini, Stroncone e Terni.

Per saperne di più
Azienda Agricola Zanchi
Sp8 Amelia-Orte Km 4,610 05022 Amelia (Tr)
telefono +39 0744 – 970011
www.cantinezanchi.it
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