Carciofo Spinoso di Sardegna testimonial del gusto e dell’immagine della stessa Isola mediterranea

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 GUSTO  Sapore gradevole, frutto di un’equilibrata sintesi tra amarognolo e dolciastro, e polpa decisamente tenera che ne favoriscono il consumo allo stato crudo. E’ il Carciofo Spinoso di Sardegna Dop, tipico dell’isola e molto apprezzato perché ricco di elementi nutritivi con una spiccata azione depurativa per l'organismo e per le sue proprietà terapeutiche, inclusa la diminuzione del colesterolo nel sangue.

 

(TurismoItaliaNews) Un’eccellenza isolana e un autentico protagonista a tavola. Il Carciofo Spinoso di Sardegna si fa apprezzare per una serie di qualità che trovano nel tradizionale consumo allo stato crudo (che riguarda oltre al capolino anche il gambo) una maggiore valorizzazione dei principi nutrizionali in esso contenuti. Dal colore verde, talvolta con ampie sfumature violetto brunastre, e presenza di spine di colore giallo, e a parte interna poco fibrosa e tenera, questo carciofo è immediatamente riconoscibile, la cui tutela è affidata allo specifico Consorzio.

Buona parte della Sardegna è interessata dalla produzione del Carciofo Spinoso, il quale grazie alle sue peculiarità, trova il proprio fondamento nel forte legame con il territorio isolano particolarmente vocato sia per le tradizionali tecniche di coltivazione che per le favorevoli condizioni pedo-climatiche e morfologiche. Tra gli effetti positivi legati al suo consumo a tavolo ci sono la stimolazione della diuresi, la disintossicazione del fegato e la diminuzione del colesterolo nel sangue. Contiene carboidrati in misura importante, sali minerali, ferro, potassio, fosforo sostanze polifenoliche e diverse tipologie di vitamine, in particolare del Gruppo A. Inoltre, la totale esclusione dei fitoregolatori da parte dei carcioficoltori sardi permette il raggiungimento di un prodotto con garanzie di alta qualità igienico-sanitaria; a ciò si aggiunge la particolare conformazione del capolino, che presenta brattee strettamente appressate le une alle altre, che lo preserva dalla penetrazione di eventuali sostanze esterne nocive nella parte del carciofo che si può mangiare garantendone quindi la salubrità.

La coltivazione. Questa coltura ha trovato il suo habitat naturale e quelle condizioni ideali al suo sviluppo nelle aree costiere, che godono di microclimi particolari, nei fondo valle e nelle pianure centrali dell'Isola, localizzate ai lati dei più importanti corsi d'acqua. Oltre a questa vocazione del territorio, i sardi con la loro tradizione, esperienza e capacità hanno consentito nel tempo, attraverso le operazioni manuali di raccolta, cernita e calibratura, la selezione del carciofo migliore. Le operazioni tecniche di dicioccatura e di scarducciatura effettuate da persone altamente specializzate contribuiscono all’ottenimento di un prodotto selezionato. Non solo: l’ottimale combinazione di fattori agronomici quali l'epoca di impianto, la densità colturale, il sapiente impiego di irrigazione, la concimazione e i mezzi di lotta fitosanitaria, saggiamente utilizzati dall'uomo, nonché la durata limitata delle carciofaie da 1 a 3 anni, accentuano la naturale predisposizione del Carciofo Spinoso di Sardegna al consumo crudo.

La storia. Da un punto di vista storico la produzione, la cultura del carciofo e, in particolare, il suo legame con l'ambiente, trovano le radici sin dal periodo dei Fenici e, percorrendo i vari secoli, sino ai nostri giorni dove rappresenta una delle economie cardine dell'agricoltura isolana e nazionale. Testimonianze scritte della presenza del carciofo in Sardegna sono riscontrabili già nella seconda metà del XVIII secolo nel trattato del nobile sassarese Andrea Manca dell'Arca che, nella sua opera "Agricoltura di Sardegna" pubblicata nel 1780, intitola un paragrafo "Cardo e Carciofo. Propagazione. Varietà. Coltivazione. Uso".

L'origine storica di questo prodotto ha portato il consumatore ad identificare nel corso del tempo il Carciofo Spinoso di Sardegna con l'immagine della Sardegna stessa, tanto che nel linguaggio comune si parla di Carciofo Spinoso di Sardegna nei menù di diversi ristoranti, nelle etichette aziendali e nei documenti commerciali; da qui è nata l'esigenza di formalizzare l'uso consolidato della denominazione, in modo da rendere indissolubile il legame fra le caratteristiche del prodotto agricolo ed il territorio sardo, tutelando i consumatori ed i produttori da eventuali utilizzi scorretti ed indebiti.

I territori interessati. In Provincia di Cagliari: Assemini, Assemini Isola Amministrativa, Barrali, Castiadas, Decimomannu, Decimoputzu, Donori, Elmas, Escolca, Guasila, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Muravera, Nuraminis, Serdiana, Pimentel, Pula, Quartu Sant' Elena, Quartucciu, Samatzai, San Sperate, San Vito, Selargius, Selegas, Sestu, Sinnai, Ussana, Uta, Villanovafranca, Villaputzu, Villasimius, Villasor, Villaspeciosa; in provincia di Carbonia-Iglesias: Giba, Masainas, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant'Anna Arresi, Tratalias, Villaperuccio; in Provincia del Medio Campidano: Furtei, Gonnosfanadiga, Pabillonis, Pauli Arbarei, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri, Sardara, Segariu, Serramanna, Serrenti, Villacidro, Villamar; in Provincia di Oristano: Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Bosa, Cabras, Cuglieri, Flussio, Magomadas, Marrubiu, Milis, Mogoro, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Nicolò Arcidano, Santa Giusta, San Vero, Siamaggiore, Seneghe, Sennariolo, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Tresnuraghes, Uras, Zeddiani, Zerfaliu; in Provincia di Nuoro: Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Posada, Siniscola, Torpè; in Provincia dell'Ogliastra: Arzana, Barisardo, Baunei, Cardedu, Girasole, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Tertenia, Tortolì; in Provincia di Sassari: Alghero, Banari, Castelsardo, Florinas, Ittiri, Montresta, Olmedo, Ossi, Valledoria, Viddalba, Villanova Monteleone, Porto Torres, Putifigari, Uri, Santa Maria Coghinas, Sassari, Usini, Sedini, Sennori, Sorso, Tissi; in Provincia di Olbia-Tempio: Badesi, Budoni, San Teodoro.

Per saperne di più
Consorzio di Tutela del Carciofo Spinoso di Sardegna Dop
Corso Europa 33 07039 Valledoria
www.carciofosardodop.it

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