Dallo zenzero all’assenzio: con l’essenza di Ibbur il processo interamente manuale dona il gusto di una volta

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Edoardo Betti, Spoleto / Umbria

E’ una bella storia quella di Raffaella Ricci, figura materna di Ibbur. Una storia contraddistinta da una forte passione per le spezie che l’ha portata oggi a chiudere con il suo passato da commercialista per dedicarsi esclusivamente alle sue creazioni: liquori naturali ed insoliti come l’assenzio.

 

(TurismoItaliaNews) Sono andato a trovare Raffaella nel suo laboratorio alle porte di Spoleto. Fin da subito ho sentito quel flusso che ti arriva quando qualcuno parla di ciò che ama veramente. Motivo per cui, ho deciso di spendere qualche parola per questa bella realtà del territorio umbro. Ho sempre un debole per chi ha il coraggio di pescare tra le proprie passioni e farle emergere. Prima di aprire il laboratorio, Raffaella si è fatta la gavetta con tanto studio e una marea di sperimentazioni: “Sono anni che mi piace sperimentare le spezie con l’alcool. Inizialmente ho provato le piante fresche senza trattamenti chimici. Ho provato anche a distillare, ma per fortuna mi sono rassegnata al fatto di non essere capace!!!”.

Dallo zenzero all’assenzio: con l’essenza di Ibbur il processo interamente manuale dona il gusto di una volta

Dallo zenzero all’assenzio: con l’essenza di Ibbur il processo interamente manuale dona il gusto di una volta

Dopo anni di prove, dal melograno alla rosa canina, centerbe... sono nati 7 liquori: genziana, liquirizia, ginepro, rabarbaro, china, zenzero e infine assenzio. I punti di forza su cui si basa l’essenza di Ibbur sono sicuramente il processo interamente manuale, la scelta dei migliori prodotti erboristici biologici, l’uso di acqua depurata e remineralizzata, i lunghi tempi di macerazione che necessitano un’immensa pazienza e infine il fatto che sono prodotti molto diversi tra loro e quindi… ce ne sono per tutti i gusti! Assai interessante, come mi dice Raffaella, è l'abbinabilità dei liquori con i cibi; infatti come insegna la storia delle spezie, ognuna di esse viene associata a un particolare alimento per esaltarne il sapore e la digeribilità. Molto varia anche la scelta delle quantità: ogni liquore è presente in piccole bottiglie da 100, 200 e 500 ml.

A mio avviso non resta che fare un salto in quel di Spoleto e aprire la porta di Ibbur per lasciarsi influenzare dalla passione di Raffaella che saprà consigliare il giusto liquore artigianale per il vostro palato. Per ultimo, ma non per importanza credo che valga davvero la pena saper dare valore a certe piccole realtà del proprio territorio, per riassaporare quelle tradizioni che in fin dei conti ci hanno plasmato. Non è solo il caso di Ibbur, ma il mio è un discorso in generale, perché se da una parte è giusto guardare al futuro, è conoscere chi eravamo che fa la differenza.

Dallo zenzero all’assenzio: con l’essenza di Ibbur il processo interamente manuale dona il gusto di una volta

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