“Io amo la cucina italiana”: il patrimonio più buono del Paese celebrato dalla Zecca dello Stato, dalla tavola alla moneta

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di Eugenio Serlupini, Roma

Dall’arte del cucinare all’arte di coniare: una moneta celebra il trionfo della cucina italiana. «Io amo la cucina italiana Patrimonio dell’Umanità»: è un’autentica attestazione di fede il claim scelto per la moneta d’argento da 5 euro con l’Italia celebra il suggello dell’Unesco per una delle più autentiche tradizioni del Bel Paese. Dalla tavola alla numismatica: un’emissione straordinaria coniata dalla Zecca dello Stato per celebrare uno dei simboli più amati della nostra identità.

 

(TurismoItaliaNews) La cucina italiana entra ufficialmente nella Collezione Numismatica della Repubblica Italiana. Non si tratta soltanto di una nuova emissione destinata agli appassionati di monete, ma di un riconoscimento dal forte valore simbolico che trasforma una delle espressioni più rappresentative della cultura del Paese in un'opera d'arte da collezione. Con una moneta d'argento da 5 euro, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato celebrano infatti il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, suggellando un percorso che affonda le proprie radici nella storia, nelle tradizioni e nelle abitudini quotidiane di milioni di persone.

L'emissione rappresenta un tributo a un patrimonio che va ben oltre la dimensione gastronomica. La cucina italiana è infatti considerata un sistema complesso di saperi, pratiche, rituali e relazioni sociali che si sono sviluppati nel corso dei secoli, tramandandosi di generazione in generazione e contribuendo a definire l'identità culturale del Paese. Dalla preparazione dei piatti tradizionali ai prodotti tipici dei territori, dalle ricette familiari ai momenti di convivialità, tutto concorre a comporre un patrimonio immateriale riconosciuto e ammirato in ogni parte del mondo.

La nuova moneta è realizzata in argento 925‰ con finitura Fior di Conio e presenta raffinati elementi colorati che ne esaltano il valore artistico e comunicativo. Il progetto nasce con l'intento di celebrare una pratica sociale profondamente radicata nella storia nazionale e capace di rappresentare l'eccellenza italiana a livello internazionale.

A raccontare questo messaggio è anche l'iconografia scelta per la moneta. Sul dritto compare l'Italia Turrita, allegoria della Repubblica, raffigurata mentre regge il Tricolore. L'immagine richiama l'unità nazionale e il legame tra la cultura gastronomica e l'identità del Paese. Intorno corre la scritta “Repubblica Italiana”, mentre nella parte superiore destra trovano posto l'anno di emissione, 2026, e la lettera “R”, identificativa della Zecca di Roma. In basso compare la firma dell'autrice, l'incisore Silvia Petrassi. Il rovescio è interamente dedicato al logo ufficiale della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco. Si tratta dello stesso simbolo presentato il 4 agosto 2023 nell'anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei durante uno degli appuntamenti più significativi del percorso che ha portato al riconoscimento internazionale.

La scelta del logo non è casuale: rappresenta infatti il risultato del lavoro creativo della Scuola dell'Arte della Medaglia dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, una delle più prestigiose istituzioni italiane dedicate alla formazione artistica e all'arte incisoria. Attraverso questa immagine la moneta stabilisce un collegamento diretto tra il patrimonio gastronomico e quello artistico, sottolineando come entrambe le dimensioni costituiscano elementi distintivi della cultura italiana.

Il tondello è stata progettata da Silvia Petrassi e coniata nelle Officine della Zecca dello Stato, confermando l'elevato livello qualitativo raggiunto dalla numismatica italiana contemporanea. L'utilizzo della tecnica Fior di Conio, unito agli inserti cromatici, contribuisce a valorizzare ulteriormente il significato celebrativo dell'emissione. La moneta assume così un duplice valore. Da una parte è un oggetto destinato ai collezionisti e agli appassionati di numismatica; dall'altra rappresenta uno strumento di divulgazione culturale capace di raccontare l'importanza della cucina italiana anche attraverso il linguaggio dell'arte e della memoria.

Negli ultimi decenni la gastronomia italiana si è affermata come uno degli elementi più riconoscibili del brand Italia. Pasta, pizza, olio extravergine d'oliva, formaggi, vini e centinaia di specialità regionali costituiscono un patrimonio che genera valore economico, promuove il turismo e contribuisce a rafforzare l'immagine del Paese all'estero. Tuttavia il riconoscimento Unesco non riguarda singoli prodotti o ricette, ma la cultura del cibo nel suo insieme: un sistema che comprende convivialità, rispetto delle tradizioni, valorizzazione della biodiversità, trasmissione dei saperi e legame con i territori. La nuova emissione numismatica traduce tutto questo in pochi centimetri di metallo prezioso. Un piccolo oggetto che racconta una grande storia, quella di una tradizione che continua a evolversi senza perdere le proprie radici e che oggi trova posto non solo sulle tavole di milioni di persone, ma anche tra le testimonianze ufficiali della Repubblica Italiana.

Con questa moneta da 5 euro, la cucina italiana compie dunque un ulteriore passo nel proprio percorso di valorizzazione internazionale. Dalla tavola alla collezione numismatica, passando per il riconoscimento dell'Unesco, il messaggio rimane lo stesso: il patrimonio gastronomico italiano è una delle espressioni più autentiche della cultura nazionale e continua a rappresentare uno dei simboli più amati e riconoscibili del Paese nel mondo.

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