Casertavecchia, il borgo che guarda la Reggia: viaggio nel medioevo sospeso tra pietra, leggende e panorami mozzafiato

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Angelo Benedetti, Casertavecchia / Campania

Un borgo medievale che incanta con il suo fascino segreto. A pochi chilometri dalla monumentale Reggia di Caserta, sulle pendici verdi dei monti Tifatini, sorge un luogo dove il tempo sembra aver rallentato il suo passo: Casertavecchia, frazione medievale e cuore antico della città. Inserito dal 1960 nella lista dei monumenti nazionali, il borgo è oggi una delle mete turistiche più affascinanti della Campania, grazie al suo intreccio di storia, architettura e panorami che abbracciano la pianura campana fino al mare. E un highlight della Via Francigena del Sud.

 

(TurismoItaliaNews) Passeggiare tra le sue stradine lastricate in pietra significa entrare in un racconto secolare, fatto di vescovi, cavalieri, normanni, svevi e monarchi borbonici. Ogni angolo è un richiamo al passato: dalle case in tufo alle scalinate irregolari, dai palazzi religiosi alle rovine del castello che domina ancora oggi l’intero abitato. Solo così si scopre che questo è un borgo millenario che fonda la sua nascita su un mix di storia e leggenda. Nel 1970 Casertavecchia è stata scelta da Pasolini per girare alcune scene del film “Decamerone” e da allora il borgo ha iniziato un percorso di valorizzazione che ne fa oggi un luogo di turismo culturale.

Casertavecchia, il borgo che guarda la Reggia: viaggio nel medioevo sospeso tra pietra, leggende e panorami mozzafiato

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Il Castello medievale: l’antica sentinella dei Tifatini

Il simbolo più imponente del borgo è il castello medievale, edificato intorno all’861 e ampliato nei secoli successivi dai Normanni e dagli Svevi. Della struttura poligonale fortificata, circondata un tempo da un fossato, restano oggi suggestivi ruderi che raccontano secoli di assedi e resistenze: celebre quello del 1349, quando la fortezza respinse gli attacchi di Luigi d’Angiò.

A svettare orgogliosa è la Torre dei Falchi, o Maschio, una delle torri circolari più grandi d’Europa con i suoi 30 metri d’altezza e 19 di diametro. Un tempo accessibile tramite ponti levatoi, la torre era il cuore strategico della difesa: oggi è un’icona scenografica che domina i tetti del borgo e regala un’impronta inconfondibile al paesaggio.

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Piazza Vescovado: il cuore pulsante del borgo

Il centro vitale di Casertavecchia è Piazza Vescovado, uno degli slarghi medievali più suggestivi della Campania. Qui si affacciano i principali edifici religiosi e civili come il Duomo di San Michele Arcangelo, gioiello medievale dove si fondono influenze siculo-arabe, romaniche pugliesi e benedettine; il campanile, imponente struttura completata nel 1234, che porta le prime suggestioni gotiche; l’ex seminario e il palazzo vescovile, testimonianze del ruolo religioso che il borgo ha ricoperto per secoli. Ogni pietra di questo complesso racconta un’epoca in cui Casertavecchia era centro spirituale e politico, prima che l’arrivo dei Borbone spostasse il baricentro del potere verso la nuova Caserta e la sua Reggia.

Il Duomo: un capolavoro di stili tra Oriente e Occidente

Tra le architetture più affascinanti del Sud Italia, la Cattedrale di San Michele emerge come un vero scrigno artistico. Avviata nel 1113 dal vescovo Rainulfo e completata nel 1153 sotto il successore Nicola, la chiesa è un perfetto esempio della complessità culturale medievale:
- lo stile siculo-arabo richiama le influenze mediterranee;
- il romanico pugliese ricorda Bari e Trani;
- l’impronta benedettina di Montecassino sigilla il legame con i centri monastici dell’Italia centrale. All’interno, capitelli scolpiti, archi intrecciati e marmi sobri creano un’atmosfera di elegante spiritualità.

Casertavecchia, il borgo che guarda la Reggia: viaggio nel medioevo sospeso tra pietra, leggende e panorami mozzafiato

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Il campanile: una corona gotica che domina il borgo

Costruito alcuni decenni dopo la cattedrale e terminato nel 1234, il campanile è una delle strutture più riconoscibili del paesaggio casertano. La torre ottagonale che lo corona, sorretta da due piani di bifore e arricchita da arcate cieche, richiama modelli affini a quelli di Amalfi e Gaeta. Visibile da chilometri di distanza, il campanile è il “faro” medievale del borgo e accompagna i visitatori tra le sue vie strette e silenziose.

Una vita che scorre tra arte, panorami e sapori

Se da un lato Casertavecchia è un museo a cielo aperto, dall’altro non ha perso la sua anima vitale. I panorami che si aprono dai punti più alti del borgo – soprattutto al tramonto, quando la pianura si colora d’oro – attirano ogni weekend centinaia di visitatori. Le trattorie, le pizzerie e i locali caratteristici rendono il borgo una meta molto amata anche dagli abitanti della zona, che qui trascorrono serate e fine settimana tra arte e buona cucina.

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Un ritorno alla ribalta grazie al turismo

Dopo secoli di declino e l’abolizione del vescovado nel 1842, Casertavecchia ha conosciuto una nuova primavera grazie all’interesse turistico. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1960, il borgo ha ripreso il suo ruolo di luogo identitario, capace di raccontare la storia di Caserta ben prima della magnificenza borbonica.

Oggi Casertavecchia è uno dei borghi medievali più affascinanti d’Italia: un luogo in cui camminare significa sfiorare la storia con mano, respirare aria di altri tempi e godersi la bellezza autentica del Sud. Un viaggio che sorprende, incuriosisce e conquista.

 

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