Ecco l’oro rosso del Mediterraneo: è il Corallo di Alghero, materia viva raccolta dai pescatori della città sarda

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E’ riconosciuto come tra i più pregiati del Mediterraneo ed eccelle per quantità, qualità, compattezza e, soprattutto, per il colore rosso rubino. E’ il corallo di Alghero, la cui storia è legata a doppio filo con questo oro rosso del Mediterraneo: quando nel 1355 il re Pietro IV concesse alla città sarda lo stemma civico, volle che vi fosse rappresentato un ramo di corallo che emerge dalle onde del mare.

 

(TurismoItaliaNews) Conosciuto sin dall'antichità, il Corallium Rubrum conserva ancora oggi nell'immaginario comune il suo misterioso fascino e dal Medioevo fino ai giorni nostri, la presenza dei numerosi banchi corallini ha sempre avuto un particolare rilievo nella vita economica e sociale di Alghero, già sede dell'importante istituzione "Caixa del Coral".

“L'oro rosso di Alghero, materia viva raccolta dai nostri pescatori – spiega il sindaco Mario Bruno - viene ancora oggi lavorato dalle abili mani degli artigiani, e trasformato in opere d'arte e gioielli unici, senza tempo. La sua rinomata costa, chiamata Riviera del Corallo, alternando spettacolari falesie a suggestivi tratti sabbiosi, fa di Alghero con il suo antico nucleo storico e le sue botteghe artigiane un centro di grande richiamo turistico”.

L’occasione per parlare di questo prezioso elemento è il francobollo in circolazione dal 14 maggio 2016, che l’Italia gli ha dedicato nell’ambito della serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”; la tiratura è di ottocentomila dentelli in fogli da quarantacinque esemplari. La vignetta raffigura, in primo piano, un ramo di corallo, affiancato da scorci architettonici di Alghero, e in particolare, in senso orario da sinistra: la Torre di Sulis o de l’Esperó Rejal, la Cupola policroma della Chiesa di San Michele, la facciata della Chiesa di San Francesco e la Torre campanaria della Cattedrale di Santa Maria, uno dei simboli della città.

E’ la sua intensa colorazione, la qualità, la compattezza ma soprattutto la fama di abbondanza che rendono il corallo di Alghero uno dei più pregiati di tutto il Mediterraneo. Un tempo pescato grazie alla tecnica dell’ingegno a croce di Sant’Andrea con un devastante impatto ambientale, oggi la pesca dell’oro rosso è sottoposta a controlli piuttosto rigidi. E’ consentita esclusivamente a corallari esperti ed autorizzati e all’anno vengono concesse non più di 25 autorizzazioni da sfruttarsi fra maggio e ottobre, periodi durante i quali è consentito il suo prelievo. La pesca è permessa esclusivamente in immersione e con l’utilizzo della sola piccozza a una profondità non inferiore agli ottanta metri. Perfino l’utilizzo dei R.O.V., evoluti robot sottomarini, è stato vietato: tutto in nome di uno sfruttamento razionale e sostenibile della risorsa.

Il bollettino illustrativo che presenta l’emissione è firmato proprio dal sindaco Mario Bruno. Il quale ricorda che la Scuola del Corallo, istituita ad Alghero nel 1952 all'interno dell'Istituto Statale d'Arte, oggi denominato Liceo Artistico, rappresenta un ulteriore elemento capace di alimentarne la valorizzazione. Nata con il proposito di specializzare i giovani nella lavorazione artistica e tramandare i contenuti tecnici di un artigianato raffinato, la Scuola ha permesso la creazione di una vasta gamma di opere d'arte e gioielli unici che si possono ammirare presso il Museo del Corallo.

La città di Alghero ha voluto ringraziare il ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane che si sono adoperati per l'emissione del francobollo, “prezioso ed efficace strumento di identità civile, di promozione culturale ed economica, valido testimone della cultura e delle tradizioni di un Paese, che come pochi è in grado di rivolgersi anche alle nuove generazioni”.

 

 

Il sito della Regione Sardegna

www.comune.alghero.ss.it

 

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