Nicaragua, l'opera letteraria El Güegüense è Patrimonio Unesco: forte espressione di protesta contro il dominio coloniale

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Angelo Benedetti, Managua / Nicaragua

E' una forte espressione di protesta contro il dominio coloniale in chiave di dramma satirico. Talmente radicato nella popolazione che lo vive ancora oggi come la propria voce. E' infatti, da 15 anni, El Güegüense è Patrimonio immateriale dell'Umanità per volontà dell'Unesco, che la descrive come una sintesi delle culture spagnole e indigene che combinano teatro, danza e musica, e dunque una delle espressioni più distintive dell'era coloniale dell'America Latina. Siamo in Nicaragua.

 

(TurismoItaliaNews) La tradizione di questa “obra literaria” è vivissima e se i primi testi di El Güegüense sono stati probabilmente composti all'inizio del diciottesimo secolo, oggi questo dramma satirico ben conosciuto in tutto il Paese dell'America centrale viene eseguito durante la festa di San Sebastián, patrono della città di Diriamba, nella provincia di Carazo. “Questa rappresentazione teatrale di strada viene proposta soprattutto durante la celebrazione delle feste patronali di San Sebastián tra il 17 e il 27 gennaio di ogni anno – ci spiegano da Visit Nicaragua - poiché è anonimo, non si sa dove sia stato scritto, ma gli esperti in materia concordano sul fatto che avrebbe potuto essere redatto tra i dipartimenti di Carazo, Masaya e Granada. Probabilmente fu prodotto alla fine del diciottesimo secolo e potrebbe essere la prima opera scritta della letteratura nicaraguense e americana dopo l'arrivo degli spagnoli”.

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È stato scoperto, secondo le ricerche più accreditate, da Juan Eligio de la Rocha; suo fratello, Jesús de la Rocha, ne diede una copia nel 1874 al medico, esploratore e linguista tedesco Karl Berendt. Sono noti tre manoscritti di quest'opera e quella di Masatepe è la più conosciuta e completa. Come la stesura dell'opera, è anonimo anche l'autore della musica, che si compone di 14 suoni. La musica fu registrata per la prima volta dal musicologo Salvador Cardenal Argüello nel 1951 e poi nel 1966. Ma di cosa parla esattamente la storia di El Güegüense? La storia ruota attorno agli incontri tra le autorità coloniali spagnole e i nativi americani, rappresentati in particolare dal personaggio centrale: una figura venerabile e rispettata nel Nicaragua preispanico, El Güegüense appunto, che risponde alle accuse mosse contro di lui dai funzionari coloniali attraverso una serie di abili manovre verbali. Piuttosto che affrontare direttamente o sfidare un'autorità, cerca di apparire costantemente cooperativo e conforme, mentre utilizza sotterfugi per minare l'autorità spagnola.

Intervallate in cortei di strada, le rappresentazioni sono generalmente eseguite da otto personaggi principali supportati da ballerini. Violini, chitarre e batteria forniscono l'accompagnamento musicale. Costumi, maschere di legno, cappelli e altri attributi differenziano i vari personaggi. La tradizione è familiare alla maggior parte della popolazione prevalentemente di lingua spagnola del Nicaragua a causa della copertura televisiva nazionale della processione annuale del Giorno del Santo. In effetti, è così noto che i nicaraguensi hanno coniato l'espressione "indossare la faccia della Güegüense" per riferirsi a qualcuno che apparentemente sembra rispettare le regole mentre lavora sottilmente per minarle. È dunque una perfetta sintesi della fusione della cultura spagnola e indigena, in cui è rappresentata una satira e una critica contro le autorità iberiche, unendo teatro, musica e danza.

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E pur tuttavia nonostante la sua popolarità, El Güegüense rischia di veder scemare la sua popolarità e forse di scomparire, a causa della difficile situazione economica del Paese, del sostegno insufficiente per gli artisti e del calo di interesse tra i giovani. E' dal 2005 che l'Unesco ha inserito questa tradizione nel Patrimonio orale ed immateriale dell'Umanità.

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