EVENTI | Si rinnova il 13 e 14 ottobre l'appuntamento con la bellezza: le Giornate d'Autunno del Fai, i luoghi

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Si rinnova il 13 e 14 ottobre l'appuntamento con la bellezza: grazie alle Giornate d'Autunno del Fai, il Fondo per l'Ambiente italiano, ben 150 itinerari e 660 aperture in tutta Italia, con l'opportunità di scoprire luoghi straordinari di tutta Italia che ancora non si conoscono. Lo slogan è quello ormai collaudato, "Ricordati di salvare l'Italia" con il leit motiv collegato alla manutenzione del patrimonio. Un richiamo neppure troppo velato alla tragedia del Ponte Morandi di Genova e al crollo del tetto della Chiesa dei Falegnami a Roma.

 

(TurismoItaliaNews) Il cartellone riguarda praticamente tutta Italia grazie alla disponibilità dei Gruppi Fai Giovani. Alla Stazione Termini di Roma sarà possibile visitare il bunker dell'impianto ferroviario: la Fondazione Fs ha avviato un dialogo con la Soprintendenza mirato al recupero ed alla valorizzazione del Fabbricato "I" di Termini. Costruita nel periodo 1940-42 come centro di comando di tutto l'impianto di segnalamento, la Cabina venne realizzata per ospitare tutte le apparecchiature ed i dispositivi elettrici per il comando automatico degli scambi e dei segnali, cioè gli impianti più delicati per il funzionamento della Stazione. Il nuovo Apparato Centrale Elettrico era in grado di consentire traffici superiori ai 300 treni giornalieri, e costituisce oggi un notevole esempio dello sviluppo della tecnologia italiana dell'epoca.

A Napoli apre i battenti il Real Orto Botanico: il re Giuseppe Bonaparte firmò nel 1807 il decreto istitutivo del “Real Giardino” già progettato nel 1796. Costruito entro il 1815 dagli architetti De Fazio e Paolotti espropriando dodici ettari al lato dell’Albergo dei Poveri, furono lì trasferite le numerose e diversificate piante coltivate nell’orto universitario dal professore di Botanica Petagna, provenienti dal Regno e da collezioni private. In base all’uso europeo, l’apertura al pubblicò sanciva lo scopo educativo dell’Orto, che, circondato da una passeggiata alberata, diveniva luogo ideale dove istruirsi all’aria aperta. La coltivazione, la conservazione di specie rare o in estinzione e soprattutto la ricerca e la didattica offerta a tutti gli studenti sono ancora oggi le attività principali dell’Orto, che, facente capo all’Università Federico II, conta più di diecimila specie per un totale di venticinquemila esemplari vegetali.

A Ortona, in provincia di Chieti, si andrà alla scoperta del quartiere "Terra Vecchia", nella zona nord - orientale della città, età romana medioevale e rinascimentale. Le architetture del quartiere: (borgo medievale) vicoli e piazzette interne; le torri; Corso Matteotti XV secolo e le sue nobili dimore; piazza plebiscito e i suoi fondaci; piazza San Tommaso e la Cattedrale; le mura Caldoriane XV secolo. A Matera si svelano le antiche Termae Romanae alla Locanda di San Martino: scavate nella roccia tufacea, sono un sito di straordinario interesse all’interno di una struttura ricettiva che si sviluppa a partire da via Fiorentini su quattro livelli, lungo una scarpata nel Sasso Barisano denominata Costone di San Rocco, la Locanda di San Martino, che trae il nome dalla strada omonima e dalla chiesa sconsacrata afferente. Le Terme sono un luogo senza tempo dove suoni, colori e luci riporteranno il visitatore nella quiete del grembo materno. L’articolazione degli ambienti individua: apodyterium (spogliatoio), antitepidarium, tepidarium, calidarium, frigidarium. Un singolare esempio d’uso di strutture originariamente destinate ad altre funzioni, un luogo in cui si coniugano perfettamente natura e tecnologia, sapienza antica e cultura contemporanea. Sonorità musicali renderanno più evocativa la visita.

A Bastia Umbria, in provincia di Perugia, è in scaletta il Monastero Benedettino - Rocca Baglionesca: è l'antica fortezza medievale con possenti bastioni, posta a presidio del territorio durante le continue lotte tra Assisi e Perugia. Occupata dai Baglioni in età rinascimentale fu poi acquisita dallo Stato Pontificio e "..addì 20 marzo 1602, ai preghi de' magistrati nostri il cardinale Aldobrandini camerlingo di Santa Chiesa concesse a questo Comune il luogo ingombro dalle rovine dell'antica rocca per edificarvi una chiesa intitolata a Sant'Anna con un chiostro per le monache benedettine...".

In provincia di Pordenone, a Montereale Valcellina si visita la diga di Ravedis, opera in calcestruzzo con altezza massima di 96 metri che delimita un bacino con capienza di circa 25 milioni di metri cubi. Anche se utilizzata per irrigazione e produzione d’energia elettrica, la sua principale funzione è quella di controllo delle piene del Cellina. Trovandosi in una delle zone più piovose d’Italia questo problema è sempre esistito ed infatti i primi progetti per una diga risalgono agli anni Cinquanta. La sua realizzazione sarà però molto travagliata: prima la tragedia del Vajont congelò il progetto e, quando venne ripreso nell’86, saranno gli scandali di Tangentopoli a fermare nuovamente i lavori. Solo nel 2014 verrà finalmente collaudata, dopo 28 anni di lavori. La sua azione permetterà il controllo delle piene afferenti al bacino del Livenza riducendo significativamente il rischio di esondazioni in una zona abitata da circa centomila persone. È visibile nel film "Come Dio comanda" di Salvatores.

Ma i luoghi sono molti di più e per scoprirli si può consultare il sito del Fai.

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