Tunisia, Djerba si candida a Patrimonio Unesco: da millenni qui ebrei, musulmani e cristiani convivono in perfetta armonia

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Giovanni Bosi, Djerba / Tunisia

Il patrimonio religioso di Djerba candidato ad essere iscritto nel Patrimonio mondiale dell'Umanità. La richiesta parte proprio dall'Isola tunisina, mediterranea e sahariana al contempo, per portare agli occhi del mondo uno splendido esempio di convivenza di fedi diverse da millenni: musulmana, ebraica e cristiana. E per il turismo un'iniezione di fiducia in tema di sicurezza.

 

(TurismoItaliaNews) Djerba crocevia della storia del Mediterraneo. Su questa isola di 550 chilometri quadrati sono passati davvero tutti, fin dai tempi di Omero, e giocoforza le testimonianze artistiche, culturali e religiose sono parte integrante del Dna di questo territorio detentore di un patrimonio unico. Come appunto quello che rispecchia le diverse fedi: dalla moschea alla chiesa cristiana, fino alla Sinagoga della Ghriba, uno dei principali indicatori di identità degli ebrei di Djerba, una delle comunità ebraiche ancora in vita nel mondo arabo. Ma anche un punto di riferimento per tutto il mondo, tanto che qui in maggio si svolge un pellegrinaggio annuale il 33° giorno dell'Omer raccogliendo ebrei provenienti dal nord Africa, Europa e Stati Uniti.

L'importanza di questa triplice presenza, in perfetta convivenza e con un rispetto che va avanti da millenni, è stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa a Djerba dal ministro del turismo della Tunisia, Salma Elloumi Rekik, la quale ha voluto porre l'accento anche sul valore del riconoscimento richiesto all'Unesco e sul valore emblematico di questa testimonianza che arriva dal proprio Paese, da sempre votato al rispetto delle culture e del pensiero. Un modo per puntualizzare come anche la sicurezza sia sempre un tema in primo piano, per garantire chi sceglie di venire qui in vacanza e che deve sentirsi assolutamente protetto.

Concetto ribadito dal ministro della cultura Mohamed Zine el-Abidine, il quale ha voluto evidenziare la piena collaborazione con la società civile e il mondo accademico per l'iscrizione del Patrimonio di Djerba nell'Unesco Heritage List, anche per quanto riguarda il Tavolato di Jugurtha (una montagna di 80 ettari, alta 1.271 metri, legata a un famoso principe berbero dell'antichità, eroe della resistenza alla conquista romana) e la musica tradizionale tunisina per preservarne la storia.

Il centro in cui si trova l'antichissima Sinagoga della Ghriba a Djerba

La difesa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, umano ed artistico rappresenta, come hanno sottolineato i due esponenti del governo di Tunisi, un passaggio fondamentale per il sostegno al turismo. Con l'Italia chiamata ad essere uno dei maggiori protagonisti fruitori. Basti considerare che appena lo scorso anno la Tunisia ha investito nel settore del turismo 240 milioni di dinari (circa 96 milioni di euro) a cui si sono accompagnati 106,9 milioni di dinari di investimenti stranieri; gli arrivi internazionali sono stati 5,7 milioni per 17,8 milioni di pernottamenti.

E Djerba, su questo versante, ha una sua dinamica positiva grazie ad una capacità ricettiva di 134 strutture fra alberghi, hotel de charme e aparta-hotel e quasi 54mila posti letto. Per l'estate 2017 ormai alle porte ci sono ottime speranze in una nuova crescita delle presenze, in particolare quelle italiane.

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