Cultura, Correios de Portugal mette in mostra 1.350 anni di storia con le monete dall’antichità al Medioevo
Eugenio Serlupini, Roma
Un viaggio nella storia lungo ben 1.350 anni. E’ quello che assicurano i quattro nuovi francobolli che il Portogallo manda in pista dal 22 aprile 2020 per raccontare e documentare l’epopea delle monete e delle zecche locali nel periodo pre-unitario. Reperti preziosi oggi conservati al Museu Nacional de Arqueologia, nella Câmara Municipal do Porto e nel Museu Casa da Moeda.
(TurismoItaliaNews) “Le monete ci consentono di intraprendere un affascinante viaggio nel tempo. Nelle loro molteplici forme, ci parlano di politica e istituzioni, di economia e società, di lingua e cultura e persino di religione e filosofia. Arte e tecnologia si fondono perfettamente su questi oggetto portatili e resistenti, il cui lato contiene le chiavi per decodificare la storia”: la sottolineatura è di Mário de Gouveia del Museu Casa da Moeda, nel presentare l’emissione filatelica voluta da Correios de Portugal (Cct) in collaborazione con l’Imprensa Nacional - Casa da Moeda (Incm) comprendendo il loro inestimabile valore. “Sono monete coniate in terra portoghese in epoca pre-unitario, che coprono 1.350 anni di storia dell'Iberia occidentale, dall’antichità al Medioevo – spiega Mário de Gouveia - questa serie di francobolli ricorda dunque i tempi in cui i personaggi al potere utilizzavano monete per ripristinare vecchi ricordi e costruire nuove identità. Rinvenute durante gli scavi archeologici o parte delle collezioni museali in Portogallo, i conii mostrati sui valori postali si rivelano una fonte importante di notizie sulle società del passato. E del resto la filatelia ha una stretta relazione con la numismatica”.
Il primo francobollo mostra una moneta pre-romana, un bronzo coniato ad Alcácer do Sal nel II o I secolo a.E.V.. Presenta due delfini, rivolti a sinistra, e la testa di Eracle-Melqart, rivolta a sinistra, con una pelle di leone e un bastone sopra la spalla, combinati con lettere pre-latine. Collegando culture indigene e mediterranee, questa moneta evoca simboli legati ad antichi miti e leggende marittime.
Il secondo dentello presenta una moneta romana, un bronzo duplice coniato a Évora tra il 27 a.E.V. e 14 E.V., sotto Augusto. Mostra una patera, un aspergillum, una brocca, un simpulum e un coltello, con le parole Liberalitas Ivl Ebor (“Liberalitas Julia Évora”) e la testa di Augusto, rivolta verso sinistra, con le parole Permissv Caesaris Avgvsti Pm (“Col permesso di Cesare Augusto, pontifex maximus”). Gli oggetti si riferiscono a culti imperiali in cui il principe rappresenta l'unità politica e religiosa dell'Impero romano.
Sul terzo francobollo c’è una moneta sueva, una siliqua d'argento coniata a Braga nel 448-456, sotto Rechiarius; mostra una croce in piedi alta circondata da una corona di alloro, con le lettere Br e, sotto, un palmo, con le parole Ivssv Richiari Reges (“Per ordine di Rechiarius, re”) e un busto di Onorio, rivolto verso destra, con le parole Dn Honorivs Pf Avg (“Il nostro signore Onorio, pio, felice, agosto”). Per la prima volta nella storia, un barbaro re cristiano, che cercava legittimità, ordinò di coniare una moneta a suo nome.
Sul quarto francobollo è riprodotta la moneta visigota è un trio d'oro coniato in Idanha-a-Velha nel 710-711, sotto Rodericus. Mostra una croce su tre gradini, con le parole + Egitania Pivs (“Idanha, pious”), e il busto di Rodericus, in posizione frontale, con le parole + In D Ne Rvdericvs Rx (“Nel nome di Dio, Rodericus, re”). La croce e il re ricordano che la famiglia reale è un'istituzione sacra e che il re è un guerriero legato alle tradizioni ancestrali.
Per saperne di più
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.ctt.pt
www.facebook.com/Filateliactt

