Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

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Giovanni Bosi

A una spanna di mare da Marsiglia, un piccolo arcipelago con tanto di castello-fortezza è un caposaldo dell’architettura militare e del perfetto equilibrio della “fabbrica nel paesaggio”. Le Isole Frioul con lo Château d’If, reso celebre dal romanzo di Alexandre Dumas Padre, “Il conte di Montecristo”, sono una destinazione affascinante, grazie anche all’unicità di una Natura che è valso il riconoscimento di Sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale. Bellezza e tante storie. Imperdibili.

 

(TurismoItaliaNews) Da un lato l’arcipelago, dall’altro lo spirito di Alexandre Dumas Padre come attivista politico e protagonista della seconda Rivoluzione francese. Un antefatto che, a ben guardare, ha giocato un ruolo imprevedibile per le îles du Frioul, immerse nel Mediterraneo, proprio di fronte alla Marseille testimone di ventisei secoli di storia. Storia e storie che esortano a visitarle, ecco perché.

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

Le Isole sono quattro: Pomègues a sud, la maggiore; Ratonneau a nord; If ad est delle due isole principali; Tiboulen du Frioul, a ovest di Ratonneau. Costruito per ordine del re Francesco I tra il 1527 e il 1529, proprio su If c’è lo Château considerato uno dei superbi esempi di architettura militare provenzali. Questa fortezza medievale nei suoi 400 anni di utilizzo ufficiale è stata principalmente destinata a prigione di Stato (poi anche museo e faro), con tanti illustri “ospiti” come Jean-Baptiste Chataud, comandante della nave “Grand-Saint-Antoine” ritenuto responsabile di aver portato la peste a Marsiglia nel 1720; Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau, rinchiuso nel 1774 per volere del padre; il rivoluzionario socialista Auguste Blanqui. I primi detenuti ad entrare nel castello d'If nel 1540 erano stati due pescatori marsigliesi, gli ultimi ad esservi rinchiusi alcuni prigionieri tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale.

Quel che accadeva dentro le mura dello Chateau d’If, ha inevitabilmente esercitato un fascino incredibile su Alexandre Dumas Padre (lo stesso autore de “I tre moschettieri”) che finì per visitarlo. Qualche anno dopo, l’approdo nella piccola isola di Montecristo, nell’Arcipelago Toscano, durante uno dei suoi numerosi viaggi, ha fatto da catalizzatore: bellezza, storia, immaginazione e talento, hanno portato alla scrittura del celebre racconto. Con la creazione del personaggio di Edmond Dantès, il terribile vendicatore meglio conosciuto come il Conte di Montecristo... Il resto è noto.

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

In realtà sono tanti gli aneddoti legati allo Château d’If. Come quello secondo cui la prima volta che Francesco I ha messo piede a If è stato per ammirare un rinoceronte indiano, quando un pachiderma del genere non si vedeva in Europa dal III secolo d.C. La visita, in ogni caso, fra storia e leggenda permette di scoprire come una fortezza reale che difendeva uno dei porti più importanti della Francia, sia diventata una sinistra prigione, con detenuti sia reali che immaginari. C’è anche un episodio legato a Napoleone: dopo la morte durante la campagna d'Egitto del generale Jean-Baptiste Kléber (14 giugno 1800) Bonaparte, temendo che la sua tomba diventasse un luogo sacro del repubblicanesimo, ne dispose la sepoltura nel castello; diciotto anni più tardi Luigi XVIII fece traslare la salma del generale nella sua città natale, Strasburgo.

Tra le curiosità ci sono anche i graffiti dei prigionieri, che sono stati oggetto di un inventario esaustivo e di uno studio archeologico. “Prigionieri di ogni epoca hanno lasciato tracce della loro prigionia – ci spiegano dall'Office de Tourisme, des Loisirs et des Congrès de Marseille - la più grande ‘collezione’ comprende graffiti di lavoratori incarcerati nel 1848, per aver preso parte a violente rivolte contro la chiusura delle Officine nazionali. Poiché i graffiti tenevano occupati i prigionieri, le autorità arrivarono persino a fornire loro degli attrezzi! I graffiti che si vedono sono sia una straordinaria testimonianza delle condizioni della prigione, sia un messaggio di speranza per le generazioni future”. Per non parlare di quelli creati dai visitatori che, da quando il castello d'If è stato aperto al pubblico a metà del XIX secolo, hanno voluto dare il loro contributo.

Lo Château d’If e le Isole Frioul: a una spanna di mare da Marsiglia le storie della “fabbrica nel paesaggio” (Conte di Montecristo compreso)

Marsiglia

Lo Château d’If è raggiungibile grazie a un servizio di navette collegate al porto vecchio di Marsiglia. Un’esperienza da provare con il caldo sole provenzale sul viso e una brezza marina rinfrescante tra i capelli. Esplorare la zona intorno al Porto Vecchio durante la traversata, consente di ammirare la costa di Marsiglia, inclusa la Côte Bleue, dai monti Nerthe alle spiagge dei quartieri meridionali della città.

Tra leggenda e storia attuale.

La fondazione della città greca di Massalia è il frutto di una mitica storia d'amore del VI secolo a.C., tra Gyptis, una principessa nativa, e Protis, un navigatore di Focea, in Asia Minore. Insieme crearono un avamposto commerciale greco sulle rive del Lacydon (l'attuale Porto Vecchio). Un incontro casuale, simbolo di quei valori di apertura al mondo che restano, ventisei secoli dopo, l'essenza stessa della città focese.

Marsiglia

Marsiglia

Oggi Marsiglia, forte del suo patrimonio storico e architettonico, lavora per costruire il suo futuro, con grandi interventi di pianificazione urbana, come il progetto Euroméditerranée... Senza dimenticare di abbellire e rinnovare gli edifici esistenti, come l'antico porto. Le vestigia dell'epoca antica (600 a.C.), scoperto nel 1967, è stato restaurato per consentire agli abitanti di recuperarlo e tramandarne la storia alle generazioni future. Marsiglia sta ulteriormente consolidando la sua reputazione a livello mondiale grazie ai grandi nomi dell'architettura dei quali ha ospitato i progetti nell'ultimo decennio, come le "archistar" Zaha Hadid (torre Cmacgm), Jean Nouvel (torre La Marsigliese), Stefano Boeri (Villa Méditerranée), Rudy Ricciotti e Roland Carta (Mucem, J4...) e Norman Foster (Ombrière sur le Vieux-Port).

Per saperne di più
www.marseille-tourisme.com
marseilleexperience.com
www.chateau-if.fr/en
www.france.fr/it

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