A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

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Giovanni Bosi, Salonicco / Grecia

Ma che bello questo Museo che racconta aspetti della cultura bizantina e post-bizantina e quindi il passato di Salonicco, la più importante dell’Impero dopo Costantinopoli. La città oggi cardine della Calcidica, è il punto di partenza per l’esplorazione del sud-est ellenico della regione balcanica, ma la visita di questo “forziere” dell’antichità è d’obbligo. Tesori d’arte e migliaia di reperti meritano di essere ammirati. Non solo: l’edificio è considerato una delle migliori opere di architettura pubblica realizzate negli ultimi decenni in Grecia.

 

(TurismoItaliaNews) Il Museo della Cultura Bizantina di Salonicco è un ottimo esempio di allestimento pensato per divulgare, ammaliare, coinvolgere ed entusiasmare, in un percorso i cui ampi spazi danno davvero un respiro diverso al visitatore. Insignito di una speciale menzione da un comitato internazionale nel concorso “Awards 2000” dell’Istituto greco di architettura come “esemplare nel suo genere e degno esempio di edificio pubblico nella categoria Lavori pubblici”, ha incassato anche l’inserimento da parte del ministero della Cultura come monumento storico e opera d’arte. Museo di se stesso si potrebbe dire, anche se in questo caso l’uso del termine potrebbe indurre a pensare al solito posto in cui si susseguono noiosi espositori.
Non è questo il caso: le undici sale che compongono la mostra permanente del Museo, presentano in 3.430 metri quadrati gli aspetti della cultura bizantina e post-bizantina attraverso l'esposizione di manufatti originali, preziosi ed esposti in modo sapiente, spesso particolari protezioni, condizione che consente – con tutte le cautele del caso ovviamente – di ammirarli senza filtri in tutto il loro splendore.

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

E non solo dell’area di Salonicco, ma anche della più vasta area della Macedonia. Utilizzando un progetto espositivo completo e fantasioso, l’esposizione è organizzata in temi generali e secondo i periodi stabiliti di arte e storia bizantina e post-bizantina. Da una collezione che conta più di 46.000 reperti, 3.190 sono stati selezionati per la mostra: cimeli e opere d’arte datate tra il II e il XX secolo.

Pitture murali, mosaici, icone, elementi architettonici in marmo, tombe paleocristiane distaccate con i loro dipinti murali, vasi liturgici, strumenti per ornamento personale, ma anche umili manufatti quotidiani e strumenti per professionisti sono presentati non solo come opere d'arte, ma anche come testimonianze della cultura che li ha creati e della società umana che li ha usati. Accanto, una serie di informazioni fanno riferimento al loro ambiente e alle funzione originali, mentre audiovisivi e touchscreen informano su temi più specifici.

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

La particolarità architettonica del Museo fa sì che lasciandosi alle spalle l’accesso, si percorre un “sentiero” interno, che segue una spirale ascendente e termina al punto di partenza scendendo una scala. Questo percorso unifica le sale espositive offrendo la scelta di visitare una specifica sala espositiva senza necessariamente attraversare tutte le altre. “La qualità degli interni del Museo è caratterizzata da questo rapporto antitetico tra percorso e stanze, esaltato dalle diverse modalità di utilizzo dei materiali” ci spiegano.

E l’illuminazione in questo percorso è assicurata da cortili interni e finestre, mentre all’interno dei locali tramite aperture nelle parti superiori con elementi di protezione solare. La tecnologia ci aiuta poi nella comprensione: un’applicazione digitale appositamente progettata permette di essere informati sui diversi aspetti della vita quotidiana a Bisanzio, creata dal Centro europeo per i monumenti bizantini e post-bizantini e dunque perfettamente coerente con il design della mostra e il carattere educativo del Museo.

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

A Salonicco in un capolavoro dell’architettura contemporanea c’è in mostra il meglio della cultura bizantina e post-bizantina

Poiché si procede in senso cronologico, il punto di partenza è il periodo paleocristiano o protobizantino (IV-VII secolo) con la fondazione di Costantinopoli da parte di Costantino il Grande nel 330 e il trasferimento da Roma della capitale dell'Impero Romano. Questo spostamento verso est del centro di gravità dell'Impero, come anche l'adozione del cristianesimo come religione ufficiale di stato, ha cambiato il volto dell'Impero, enfatizzando la sua dimensione religiosa. Fu un cambiamento graduale e aspetti del periodo precedente permeavano ancora tutti i settori della vita. Le prime tre sale della mostra permanente trattano il periodo paleocristiano, affrontando il passaggio dalla tarda antichità al periodo protobizantino, il processo di affermazione della religione cristiana e il suo trionfo, dal IV al VI secolo.

Tanto da vedere e da portarsi a casa negli occhi e nel cuore, prima di tuffarsi nell’esplorazione della bellissima Calcidica.

Thessaloniki Museum of byzantine culture
2 Stratou Avenue, 54640 Thessaloniki
www.mbp.gr/en

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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