Adrenalina o relax? Nel Parco del Matese il senso di libertà si respira a pieni polmoni: è il Molise che ti aspetti

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Giovanni Bosi, Campobasso / Molise

E’ davvero il paradiso degli escursionisti e degli sportivi. Non solo per i tanti itinerari che propone, anche per quel vero senso di libertà che assicura guardandosi intorno e respirando a pieni polmoni. Panorami mozzafiato su cui gettare lo sguardo e perdersi nell’alternanza di montagne, colline, vallate, piccole pianure. E’ il Molise che ti aspetti: bello, intonso e per certi versi, ben superiore alle aspettative. E qui siamo nel Parco del Matese.

 

(TurismoItaliaNews) Mountain bike, trekking, sci d‘erba e alpino, deltaplano, ma anche passeggiate a cavallo e escursioni speleologiche. Nel Parco del Matese si può fare tutto questo, come andare alla scoperta di luoghi di grande effetto, sempre pronti a cogliere il dettaglio. “Il suo territorio – ci spiegano - è costituito da una catena di monti prevalentemente calcarei, tra Molise e Campania, ricco di luoghi selvaggi, popolati da lupi e aquile reali, paesaggi dolci, con laghi dalle acque azzurre in cui si specchiano le cime delle montagne, centri storici originali e ottimamente conservati, tanta storia, fatta anche dei rapporti sempre tesi tra Romani e Sanniti, prodotti tipici genuini, unici e saporiti”.

Adrenalina o relax? Nel Parco del Matese il senso di libertà si respira a pieni polmoni: è il Molise che ti aspetti

Adrenalina o relax? Nel Parco del Matese il senso di libertà si respira a pieni polmoni: è il Molise che ti aspetti

Beh, ce n’è abbastanza per lasciarsi tentare e venire qui, anche per un long weekend, in cui inserire la visita ad altri borghi accoglienti. Una visita slow, senza rinunciare all’adrenalina: dal volo all’arrampicata, dall’escursionismo alla speleologia, dal torrentismo allo sci, le occasioni per fare sport e stare all’aria aperta non mancano di certo. “Sono sufficienti pochi colpi di pagaia in canoa o kayak per addentarsi, sui laghi e sui fiumi, oasi naturalistiche di rara bellezza – ci spiegano ancora dal arco del Matese - e bastano due balzi a spiccare il volo, sospesi alla vela di un parapendio o di un deltaplano, e imitare il falco pellegrino e l’aquila nelle loro sapienti virate sulle faggete, sulle creste rocciose e sulle valli”.

Il territorio è immenso e basta il colpo d’occhio dalle montagne più alte per rendersene conto: “Centinaia di chilometri di sentieri, percorsi in cresta, traversate, direttissime e itinerari brevi. Mille sono le occasioni per esplorare questa montagna, godendosi il gusto dell’avventura e il contatto con la natura”. Peraltro tra quelle che sono ritenute le montagne carsiche più importanti e note della penisola, tanto che le sue grotte e i suoi canyon attraggono ogni anno centinaia di visitatori, tra speleologi, studiosi o semplici sportivi desiderosi di vivere un’avventura diversa dal solito. Tra i punti d’interesse più famopsi c’è il Pozzo della Neve, chiamata “la signora del Matese”, tra le faggete del settore nord-orientale del massiccio, poco oltre il confine molisano. “E’ una grotta famosa tra gli speleologi di tutta Europa – sottolineano dal Parco - con una profondità di 1.048 metri dall’ingresso, è stato tra i primi abissi italiani a superare la mitica soglia dei mille metri di profondità”.

Adrenalina o relax? Nel Parco del Matese il senso di libertà si respira a pieni polmoni: è il Molise che ti aspetti

Nel Parco del Matese l'esperienza è anche a tavola

E comunque le forre del Matese sono ambienti del tutto peculiari: profonde incisioni nel calcare sono percorse dai torrenti che le hanno scavate. “Anche i canyon richiedono esperienza e attrezzature adeguate, ma nel territorio del parco è possibile visitarne una appositamente attrezzata, la Gola di Caccaviola. Mediante cavi collaudati e sicuri, e con l’accompagnamento di guide specializzate, è possibile vivere un’esperienza indimenticabile. I salti e le cascate vengono discesi utilizzando teleferiche e carrucole, i laghi vengono superati con comodi traversi. Il viaggio dura diverse ore, e consente di portare a casa ricordi indelebili” sottolineano dal Parco del Matese.

E poi ci sono i borghi, che raccontano la storia del territorio: ogni centro ha la propria rocca o il proprio palazzo fortificato e tutta la Valle del Volturno, del resto, è ricca di ruderi di castelli, eredità anche del successivo periodo normanno, svevo e angioino. Ad esempio Gioia Sannitica, borgo isolato su un colle a poca distanza dal centro attuale, e il centro storico e il Palazzo Ducale di Piedimonte Matese; il cuore antico di Castello del Matese, in posizione strategica sulla valle e una delle principali porte d’accesso al parco, prende il nome proprio da due torri, ciò che resta di un forte normanno. Anche Faicchio ha un notevole maschio, in pieno centro, tuttora utilizzato per eventi culturali e altre iniziative.

Sepino è uno dei borghi della zona da visitare

Nel Parco del Matese l'esperienza è anche a tavola

Il Caciocavallo del Molise

E ancora Prata Sannita, con il suo centro storico rche ha restituito molte testimonianze archeologiche, i vicoli e le case arroccate della Prata Superiore, dominata da un imponente castello. Oppure Ailano, pugno di case alla sommità di un colle, con i resti di una rocca cinquecentesca, e il centro storico di Capriati al Volturno. Tra i centri meglio conservati, quello di Cusano Mutri, interamente in pietra calcarea, sorge in magnifica posizione nel Matese sudorientale, al piede del monte Mutria, ed è un punto di partenza ideale per escursioni nei dintorni.

In tema di gastronomia come non citare il Caciocavallo del Matese, che qui si chiama Casicavagliu ré Matese: tipico delle aree montane del Massiccio e pur essendo un classico di tutto il Mezzogiorno, da queste parti ha tuttavia delle peculiarità non riscontrabili in altre zone. La tradizione racconta che si produce nel Matese sin dai tempi del Regno delle due Sicilie e da sempre è tra i formaggi più prodotti e apprezzati a tavola.

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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