Expo - Experience: a Milano guardando il mondo per un'esperienza che fa vibrare i cinque sensi

Giovanni Bosi, Milano

Un'esperienza che fa vibrare i cinque sensi quella che si vive ad Expo 2015. L'Esposizione universale di Milano è qualcosa che va ben oltre il filo conduttore del cibo, inteso evidentemente non solo come gusto.

 

(TurismoItaliaNews) Diciamo subito che una toccata e fuga non basta ad Expo 2015. E che non si può solo andare per mangiare le cose degli altri. Sarebbe limitativo, fuorviante. Bisogna andare e ritornare per vedere, capire, assaporare, cercare, rivedere, cogliere il dettaglio. I tanti padiglioni - più o meno tecnologici, più o meno ammalianti, più o meno spartani - hanno tutti a loro modo qualcosa da raccontare: da una filosofia di vita alla voglia di stupire. Compreso il percorso nel Palazzo Italia del nostro Paese, nel quale non c'è ridondanza di temi che potrebbero apparire scontati agli italiani, ma neppure approcci da vetrinetta: la visita dona emozioni, anzi regala necessari stimoli di soddisfazione di appartenenza a quello che – nonostante tutto - rimane il Paese più bello del mondo. Regala un modo nuovo di guardare al Bel Paese, attraverso i suoi uomini e donne più o meno famosi che ogni giorno, in ogni regione, lavorano per farlo "girare" in cornici da favola che spesso neppure noi conosciamo troppo bene.

Palazzo Italia: al suo interno 21 personaggi raccontano storie di professionalità applicata degli italiani, in arte e manualità, che hanno trovato soluzioni facendo impresa

Palazzo Italia di fatto è una delle componenti del Padiglione Italia (completato dai quattro edifici sul Cardo e dalla Lake Arena) che mette in mostra le eccellenze italiane: la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione, caratterizzate dall’alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali. E questo è importante se davvero Expo dev'essere un nuovo punto di partenza per rilanciare il turismo nella penisola. Anche perché qui siamo davvero in campo per la partita Italia contro il resto del mondo. Proprio Expo 2015 ce lo dimostra: tanti Paesi sanno ben promuoversi e la visita ai loro padiglioni è un'ottima premessa, perfino politica.

 

Prendiamo ad esempio Israele: il messaggio che invia è forte, chiaro, convincente. Questo stato grande come da Milano ad Ancona (come si spiega all'ingresso in un simpatico duetto multimediale) ha dato grandi contributi nella ricerca alimentare, tecnologica e scientifica che oggi tutti gli stati impiegano. Si pensi all'irrigazione goccia a goccia. Oppure l'Iran, il cui padiglione (stupendo da visitare di notte) lascia intuite tra colori, storia e natura quanto questo Paese abbia voglia di integrazione con il resto del mondo.

Sopra: i Padiglioni di Israele, Cina e Giappone

Voto 10 lo merita il Giappone: la sua accoglienza, il suo ristorante virtuale, il suo percorso sensoriale (quasi una cromoterapia) e la sua attenzione all'arte tradizionale e contemporanea, così come al design, si rivelano un viaggio a tutto tondo nella filosofia orientale. E in questo contesto è innegabile che ad esercitare il fascino maggiore nei visitatori siano i Paesi del golfo persico, africani ed orientali in genere: dall'Oman al Kazakhstan, dalla Cina all'Indonesia, fino a luoghi di grande fascino come il sudamericano Ecuador. Una visita, in ogni caso, la meritano decisamente i padiglioni di Austria e Polonia per una passeggiata tra autentici boschi e giardini; e poi Spagna, Francia, Svizzera e Stati Uniti (forse il più parco) mentre la Russia - fra agricoltura tradizionale e alambicchi tecnologici - sa farsi ricordare per la ricercatezza del design. E qui peraltro il giardino pensile da cui si gode un bellissimo panorama di Expo, è ottimo per un happy hour al tramonto.

 

In effetti, per dirla tutta, dal tramonto fino a notte l'Esposizione universale diventa tutta un'altra cosa: da vedere, da vivere, da scoprire. Di certo è in questo momento che Expo riserva scorci ed inquadrature migliori per gli amanti di Instagram, twitter e facebook: lo dimostrano le immagini in rete diffuse con l'hastag #myExpo2015. Fino all'Albero della Vita, il cui spettacolo di suoni, luci e ritmi è il moderno capolavoro della creatività italiana.

Dall'alto in basso: i padiglioni di Iran, Austria, Cile, Polonia, Russia e Spagna

 

Il dettaglio. Palazzo Italia è il cuore dell’intero spazio, destinato a rimanere anche nel periodo post-Expo come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città. Il progetto è stato concepito dallo Studio Nemesi & Partners Srl, insieme a Proger Spa e Bms Progetti Srl, seguendo il concetto ispiratore del direttore creativo Marco Balich: quello dell’Italia come Vivaio di Energie Nuove, nido del futuro, ricco di passato, ma non malinconico museo delle proprie grandezze. L’Albero della Vita si innalza verso il cielo nei suoi 37 metri di altezza, riflettendosi nello specchio d’acqua del Lake Arena. Collocato davanti a Palazzo Italia, all’estremità del Cardo, l’asse di 350 metri che mette in relazione il nord e il sud del Sito Espositivo, l’Albero della Vita è stato realizzato da Orgoglio Brescia, consorzio di imprese locali, e si inserisce perfettamente all’interno della grande metafora del Vivaio che si trova alla base del concept del Padiglione Italia, progettato dall’architetto Marco Balich.

Il sito ufficiale di Expo Milano 2015

 

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