MOSTRA | Insieme nel segno di Bodoni: Saluzzo e le Terre del Monviso insieme a Parma Capitale italiana della cultura 2020

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Nel segno del grande tipografo di cui il 26 febbraio ricorrono 280 anni dalla nascita. Prende il via sotto il segno di Giambattista Bodoni la collaborazione tra le città di Saluzzo e di Parma siglato nel 2019 da un protocollo di che guarda agli eventi dell'anno in cui la città emiliana è Capitale italiana della cultura. Ci sono infatti molteplici ragioni per instaurare un duraturo dialogo tra i due territori. Li uniscono infatti i nomi non solo di Giambattista Bodoni, ma anche di Carlo Alberto dalla Chiesa e di Magda Olivero. Li lega un peculiare vincolo culturale di stampo e lingua francese.

 

Giambattista Bodoni (foto Lucio Rossi)(TurismoItaliaNews) Il primo tassello è la mostra fotografica Bodoni à rebours - The dazzling beauty che racconta le terre di Bodoni, incisore, tipografo, editore nato a Saluzzo il 26 febbraio 1740 e morto a Parma nel 1813. Apprese l'arte tipografica nella piccola officina del padre, poi si recò a Roma come compositore nella stamperia di Propaganda Fide, quindi passò a Parma, invitato dal duca a fondare e a dirigere la Stamperia Reale. A Parma restò sino alla morte, divenendo celebre per l'incisione di nuovi caratteri e per le molte splendide edizioni che pubblicò. Dapprima stampò coi caratteri di P.-S. Fournier, ma nel 1771 diede un primo saggio di caratteri suoi, che a poco a poco perfezionò fino a giungere al famoso Manuale tipografico (post. 1818).

Saluzzo, l'Antica Capitale del Marchesato, e il suo territorio, sono ancora oggi scrigno dell'eredità culturale di Bodoni, come della manualità e artigianalità che vi stanno dietro. A Saluzzo vi sono la Biblioteca Storica che ha saputo gestire al meglio il materiale antico preservato e manifestazioni che annualmente raccontano Antiquariato e Artigianato, proponendo un continuo confronto tra passato e futuro. A narrare questa storia sarà l'immagine: il fotografo parmigiano Lucio Rossi ha raccontato le Terre del Monviso attraverso migliaia di scatti; 250 di questi divengono una mostra che a partire dall'8 maggio a Saluzzo aprirà le sue porte per narrare un territorio attraverso i volti, le emergenze architettoniche e paesaggistiche, le strade e i passi alpini.

La mostra fotografica rappresenta un saggio di un reportage fotografico di enormi proporzioni che Lucio Rossi ha realizzato, nel territorio intorno al Monviso, durante l'estate del 2019. Quattro categorie di immagini restituiscono l'ambiente in cui Bodoni vide la luce (con particolare riguardo alle montagne), i volti della gente, la storia artistica ed architettonica del Marchesato di Saluzzo con cui egli potè venire in contatto e che, possiamo presumere, ne influenzò il gusto. In particolare, sarà la verticalità degli orizzonti al centro delle scelte, poiché proprio la verticalità dei tipi bodoniani ne rappresenta un elemento fortemente distintivo, oltre che l'origine del dazzling effect che a tale peculiare, elegantissimo stile si associa. La quarta sezione si chiama bodoniana e rappresenta gli elementi che più da vicino raccontano il legame del nostro illustre, comune concittadino con la sua petite patrie: le immagini della casa natale, del convento dei gesuiti dove studiò (oggi casa comunale), dei monumenti medievali e rinascimentali che poterono impressionare la sua estetica, si alterneranno in uno zibaldone di rimandi che affondano le radici nella storia tra Italia e Francia di questo rapporto.

Insieme nel segno di Bodoni: Saluzzo e le Terre del Monviso insieme a Parma Capitale italiana della cultura 2020

La mostra fa parte di Start/storia e arte Saluzzo, un mese di appuntamenti in cui la città diventa capitale dell'Arte di ogni tempo: Arte contemporanea, Artigianato e Antiquariato (dal 24 aprile al 31 maggio 2020). La mostra Bodoni à rebours - The dazzling beauty con le immagini di Lucio Rossi in autunno si sposterà a Parma, all'interno delle iniziative per la Capitale italiana della cultura 2020.

La collaborazione prosegue poi con la musica: in occasione della Festa della Musica (21 giugno), dalle Terres Monviso giungerà la musica occitana per lanciare Occit'amo Festival 2020. Inoltre in programma appuntamenti di carattere enogastronomico, con l'incontro di produzioni che nel Parmense come nel Saluzzese (sempre rappresentato da Terres Monviso) presentano motivi di interesse: erbe e miele, arte casearia, norcineria e vini.

Per saperne di più
www.saluzzoturistica.it
fondazionebertoni.it
startsaluzzo.it

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