Umbria: a Scheggino frammenti preziosi di San Salvatore in Campi, gioiello della Valnerina martoriato dal terremoto

images/stories/varie_2018/SchegginoMostra05.jpg

Giovanni Bosi, Scheggino / Umbria

Provoca davvero un tuffo al cuore guardare quei frammenti, comunque preziosi e straordinari, provenienti dalla chiesa romanica di San Salvatore a Campi, uno dei gioielli della Valnerina gravemente danneggiato dal sisma del 30 ottobre 2016. Decorazioni pittoriche ed elementi lapidei sono in mostra nello Spazio Arte Valcasana di Scheggino, in Umbria, nel contesto della mostra “Capolavori del Trecento” in corso fino al 4 novembre. Un’altra tappa da non mancare in questa splendida rassegna di capolavori provenienti dai luoghi martoriati dal terremoto.

 

(TurismoItaliaNews) Meravigliosa, mistica perla al centro della Valle Castoriana, la migliore chiesa quattrocentesca della montagna, dove spira un’aura satura di mistiscismo non ancora rarefatta dall’arte successiva: così veniva descritta la chiesa romanica di San Salvatore a Campi, praticamente ridotta ad un cumulo di macerie dal sisma devastante che nel 2016 ha scosso buona parte dell’Italia centrale.

Adesso alcuni frammenti delle tante decorazioni che impreziosivano l’edificio - salvati dagli esperti della Soprintendenza all'archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e dell’Istituto Superiore Conservazione e Restauro, impegnati in un complesso cantiere di recupero degli affreschi superstiti – vengono presentati nello Spazio Arte Valcasana di Scheggino, dove è anche allestito l’Ecomuseo della Dorsale appenninica umbra.

Un luogo strategico per la conoscenza di un territorio estremamente ricco e avvincente scelto non a caso come punto di partenza degli itinerari che nel contesto della mostra “Capolavori del Trecento” interessano ben quattro regioni: Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Ventinove i Comuni coinvolti, di cui 19 in Umbria, con 72 chiese e oltre cento tra opere e cicli pittorici; interessata tutta la Valnerina, ma anche la Valle Umbra, il Folignate e lo Spoletino, Nocera Umbra, Fossato di Vico e alcune zone del Ternano, la provincia di Macerata, il Reatino, L’Aquila e il suo circondario.

E proprio un ulteriore contributo agli itinerari è dato dalla scelta di esporre a Scheggino alcuni frammenti di decorazioni pittoriche e di elementi lapidei di San Salvatore a Campi recuperati grazie al sapiente lavoro della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, in vista di una loro futura ricostruzione. “La chiesa di San Salvatore era ricoperta completamente di affreschi databili dalla metà del Trecento fine ai primi anni del Cinquecento – ci spiegano mentre visitiamo l’esposizione - la parte più consistente era di Giovanni e Antonio Sparapane, pittori nursini che proprio in questa chiesa hanno firmato e datato la loro opera più rappresentativa, gli affreschi del pontile del tramezzo. Sulla parete di questo campeggiava il Crocifisso del Maestro della Croce di Visso oggi esposto nella sezione di Trevi. Parte di questi affreschi vengono esposti insieme ai frammenti del più antico dei due rosoni della facciata”.

La chiesa, infatti, fu ampliata alla fine del XV secolo con la costruzione di una seconda navata. Sul fronte fu quindi aperto un rosone identico a quello già in opera. “Reperti che rappresentano la testimonianza viva di quella chiesa apprezzata dai visitatori e amata dagli storici dell'arte, in cui è possibile vedere il grande affresco trecentesco raffigurante la Crocifissione, opera attribuita al Maestro di Celle Altino, miracolosamente risparmiato dal terremoto”.

La mostra presentata nelle quattro sedi espositive - Trevi, Montefalco e Spoleto (in una doppia sede) oltre a Scheggino – sta raccogliendo uno straordinario successo, proprio perché dedicata ad una stagione di rinascimento artistico di cui l'Umbria è stata protagonista in Italia e le cui testimonianze sono state gravemente compromesse dai recenti eventi sismici. Da vedere una settatina fra dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature che raccontano la meraviglia ambientale dell’Appennino centrale e la civiltà storico-artistica, civile e socio-religiosa nell’Italia di primo Trecento.

La visita allo Spazio Arte Valcasana regala peraltro l'occasione per una visita al borgo antico di Scheggino, un castello di pendio a forma triangolare, con in cima un cassero e una torre di avvistamento, sorto sulla riva sinistra del Nera a guardia dell’antica strada e di uno dei pochi attraversamenti del fiume. Un luogo decisamente ameno, da godersi con calma passeggiando per le sue stradine e visitando l'antica chiesa dedicata a San Nicola di Bari. Alle porte dell'abitato c'è il parco di Valcasana, una vasta area verde ricca di acque, dotata di strutture di accoglienza e per il tempo libero, meta di rilassanti passeggiate.

Per saperne di più
www.capolavorideltrecento.it
www.ecomuseodelladorsaleappenninicaumbra.it

In Umbria lo splendore dei capolavori del Trecento riaccende la grandiosità del patrimonio di Trevi, Montefalco e dintorni

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...