Ecce Homo, il Gregorio di Lorenzo "ritrovato" del Duomo di Foligno

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Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

E’ da oltre sei secoli che si prega davanti a quel volto sofferente, sul quale la maestria di Gregorio di Lorenzo ha scolpito anche le lacrime. E persino in queste ultime settimane, durante il periodo di restauro - quando un cartello avvertiva delle operazioni in corso per giustificare il vuoto nella minuscola cappellina nella parete destra della navata del Duomo di Foligno - tanti hanno continuato a pregare lì davanti facendosi il segno della croce. Ora l’opera d’arte è tornata all’originario splendore.

 

(TurismoItaliaNews) E’ l’emblema di una devozione profonda quel volto che “incarna“ la Passione del Cristo. Da sabato 15 gennaio 2011 la formella realizzata alla fine del quindicesimo secolo è di nuovo nella cattedrale di San Feliciano dopo il complesso restauro reso possibile dall’intervento finanziario dell’Archeoclub d’Italia – sede di Foligno. Con una certezza in più: quel volto di Cristo tradizionalmente accolto nella nicchia di destra della navata e di cui per la verità si sa ben poco sulla sua provenienza, è opera dello scultore fiorentino Gregorio di Lorenzo. Lo studio è stato possibile in occasione del delicato restauro effettuato da Nadia Cavallucci della ditta Estia Restauro beni culturali di Bastia Umbria con l’autorizzazione e la direzione dei lavori della Soprintendenza ai beni artistici per l’Umbria e con la consulenza della dottoressa Rita Bacoccoli. E’ stata la presidente Carla Barberi Glingler a riconsegnarla al vescovo monsignor Gualtiero Sigismondi e al parroco del duomo, monsignor Giuseppe Bertini, nel corso di un’affollata iniziativa che ha avuto come cornice proprio la cattedrale di San Feliciano.

Un intervento di recupero problematico (che tra l’altro ha riportato in luce l’originaria colorazione) perché il composto di calce, gesso e sabbia della formella si presentava frammentato in più parti e addirittura compromesso da alcuni restauri apportati nel corso del tempo. Il volto - realizzato in gesso dipinto utilizzando verosimilmente una “matrice“ in marmo scolpita dallo stesso Gregorio di Lorenzo - presentava frantumazioni e fessurazioni in più punti, anche a causa del diverso spessore. Era inoltre malamente incollato con interventi impropri e sporcato da patine e colori aggiunti nei secoli. “La formella con il volto del Cristo è cara alla venerazione popolare - ci spiega Carla Barberi Glingler - ma non si sa per quali vie e quando sia pervenuta a Foligno.

L’idea di sottoporla a restauro ci è venuta durante una visita guidata in duomo con la dottoressa Giordana Benazzi, che ce ne ha illustrato le caratteristiche. Il suo recupero ci è sembrato il modo migliore per sottolineare il tema del ciclo di conferenze di quest’anno, incentrato su forme, tecniche e materiali tra archeologia, arte ed artigianato“. Parole di gratitudine sono arrivate dal vescovo Gualtiero per questa “ritrovata integrità“ che restituisce “un frammento di un grande mosaico di questa bellissima cattedrale, autentica opera d’arte“. La dottoressa Giordana Benazzi ha inquadrato l’opera dal punto di vista storico ed artistico, calandola nella realtà medievale di una “Foligno che non finisce di riservare sorprese“, mentre lo storico Alfredo Bellandi (studioso di Gregorio di Lorenzo ed autore di una splendida monografia in distribuzione dal novembre 2010) ha posto l’accento sulle peculiarità dello scultore, chiamato anche “il maestro delle Madonne di marmo“.

Bellandi ha riconosciuto nei tratti dell’Ecce Homo le caratteristiche tipiche delle figure scolpite dall’artista fiorentino, già noto come Maestro delle Madonne di marmo. Documentato a Firenze dal 1455 al 1495, gli sono attribuiti numerosi lavori che oggi si trovano in vari musei in Italia e all’estero. Artefice raffinato, lavorò anche ad Urbino per la corte dei Montefeltro e forse si può collegare a questo periodo l’esecuzione dell’Ecce Homo folignate. “Un’opera di piccole dimensioni – ha sottolineato Giordana Benazzi – ma di non poca importanza”. Tra l’altro la formella sembra confermare ulteriormente le relazioni politiche e dunque artistiche nel Trecento tra Firenze, Foligno e Camerino.

L’Archeoclub di Foligno con il finanziamento del restauro dell’Ecce Homo di Gregorio di Lorenzo, conferma l’impegno che ha sempre dimostrato nei confronti del patrimonio archeologico, artistico e storico locale di cui ha diffuso la conoscenza e promosso il recupero e la salvaguardia fin dal lontano 1973, anno di fondazione dell’Associazione. All’Archeoclub si debbono i restauri di altre opere importanti della città di Foligno: l’affresco della cappella di Cola delle Casse intitolato “La navicella di San Pietro” della bottega di Pier Antonio Mezzastris (sec. XV) inaugurato nel 1997; due tele con figure di Santi Vescovi della Chiesa di Santa Apollinare o della Morte presentate al pubblico nel 1999; lo stendardo processionale raffigurante San Rocco che implora il Redentore (sempre del Mezzastris) della chiesa di San Giacomo, inaugurato nel 2002; l’Imago Pietatis di Lattanzio di Niccolò di Liberatore del Monastero di Sant’Anna inaugurato nel 2003. L’Archeoclub folignate segue un programma di attività volte a sensibilizzare il pubblico folignate ed in particolare i giovani verso le testimonianze artistiche e storiche che connotano Foligno, organizza cicli di conferenze e pubblica articoli di contenuto culturale su un suo Notiziario bimestrale che si avvale della collaborazione di studiosi ed esperti.

Individua il Duomo di Foligno sulla mappa

Il sito dell'Archeoclub di Foligno

Il sito del Museo Diocesano di Foligno

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