Catalunya, un Doc biologico nel Parco Cap de Creus

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Giovanni Bosi, Catalogna, Spagna 

In un anfiteatro naturale, a poca distanza dal Mediterraneo della Costa Brava, nasce in Catalogna un vino Doc biologico frutto della passione per la buona terra della famiglia Soto, che nel 1989 si è innamorata a prima vista di un podere in stato di abbandono da un secolo e mezzo. Oggi la cantina Mas Estela è una splendida realtà apprezzata in molte zone del mondo. E un ulteriore biglietto da visita per lo straordinario Parco naturale Cap de Creus.

 

(TurismoItaliaNews) Dire che nel panorama spagnolo la Catalogna è un mondo a sé, non è eccessivo. Provate a definire “spagnolo” un abitante di questa regione: vi correggerà definendosi fieramente “catalano”. E forse non è anche un caso se questi luoghi sono impregnati del mito di Salvador Dali, l'eccentrico quanto stupefacente artista surrealista. Una visita in Costa Brava, magari alla scoperta del triangolo daliniano Figueres - Cadaquès - Pùbol o dei suoi duecento chilometri do costa, non può esimere da una conoscenza dei luoghi e della natura, in un viaggio che si rivela un'autentica scoperta.

Alla Cantina Mas Estela si giunge dopo aver percorso una tortuosa e stretta stradina che da El Port de la Selva conduce nella Valle di Sant Romà, in direzione Selva de Mar. Qui siamo nel cuore del Parco di Cap de Creus, il punto in cui la cordigliera dei Pirenei incontra il Mediterraneo, nell’estremità più orientale della penisola iberica. La tenuta di Diego e Nuria Soto - sedici ettari costellati di antichi muretti a secco che denotano la vocazione olivicola e vitivinicola - è abbracciata da montagne basse che non impediscono alla brezza marina di arrivare qui, dando quel tocco speciale alla maturazione delle colture. Da una parte la montagna Quindals, dall’altra Els Miralls. In tutto sedici ettari, che tra il XII e il XIII secolo erano appartenuti ad un signore feudale.

Questa area geografica a poca distanza da Girona, ricade nella zona Doc Empordà. Creata nel 1975, la Denominazione di origine protegge e tutela i vini prodotti su circa duemila ettari di terreni localizzati nell’estrema fascia nord-orientale della Catalogna, tra Mediterraneo e Catalogna. La tradizione vitivinicola qui ha ben 2.500 anni di storia, iniziata con i Greci quando fondarono l’antica Emporiae, rafforzata dalla colonizzazione romana e proseguita con i monaci benedetti del Monastero di Sant Pere de Rodes, gioiello architettonico del romanico catalano.

All’arrivo a Mas Estela, Diego e Nuria (originari della zona di Barcellona) ci accolgono insieme. A lei brillano gli occhi quando comincia a raccontare dell’innamoramento a prima vista della tenuta: “Quando siamo venuti qui per la prima volta – spiega – era tutto in stato di abbandono: i terreni, i muretti a secco, la casa… Con Diego ci siamo innamorati e abbiamo deciso che questo luogo sarebbe diventata la ragione della nostra vita. La nostra e quella dei nostri figli”. Il caso ha voluto che Mas Estela (il cui nucleo principale risale addirittura al 970, quindi ben più di mille anni fa) fosse in attesa di nuovi proprietari.

Era il 1989 quando i Soto hanno acquistato il podere: si sono rimboccati le maniche, hanno messo mano al portafogli (ma non sono mancati i contributi dell’Unione Europea) e hanno ricostruito da capo la tenuta riutilizzando le sistemazioni che erano state realizzate nei secoli precedenti. Oggi qui si produce dell’ottimo vino con il sistema ecologico e biodinamico, quello in cui il ciclo naturale è assolutamente prevalente. Cannonau, Sirah, Garnatxa, un po' di Moscato sono i vigniti a cui si affida la cantina per la sua produzione, ma non mancano neppure gli olivi autoctoni Argudell per la produzione di olio extravergine per la casa.

“Essendo in stato di abbandono da tanti decenni – sottolinea Nuria Soto – i terreni per fortuna non hanno conosciuto anticrittogamici, pesticidi, diserbanti, concimi di origine chimica. Qui la concimazione avviene soltanto con prodotti naturali perché solo così la terra resta viva e mantiene il suo equilibrio naturale”.

Mas Estela ha commercializzato la sua prima bottiglia nel 1999, ora la gran parte della produzione è destinata all’esportazione grazie anche al sostegno dell’associazione dei piccoli produttori biodinamici nata in Francia “Renaissance des Apellation” per la promozione e le degustazioni. Ottimi rossi come il Vinya Selva de Mar, o dolci tentatori come l’Estella Dols o il Quindals sono la specialità della cantina.

Le vigne sono basse, di piccole dimensioni. La vendemmia è effettuata tutta a mano, in genere dal 5 al 22 settembre, perché così ne guadagna la seleone. Per evitare l’erosione, i muretti a secco sono dei formidabili alleati: il terreno è decisamente sassoso, composto essenzialmente da ardesia, e quindi la cura dell’irrigazione (attraverso un sistema che raccoglie l'acqua piovana) è irrinunciabile. In realtà c’è un mix di elementi che concorrono alla qualità: intanto l’esposizione e il sole che non manca, poi la prossimità del Mediterraneo e dei Pirenei, la grande eterogeneità dei terreni, la tramontana che soffia da nord. Peculiarità, quest’ultima, che ha portato a individuare le produzioni dell’Empordà come i “vins de Tramuntana”.

Accanto alla tradizione storica, la tecnica di Mas Estela si rivela modernissima pur nel rispetto del disciplinare di produzione dell'Empordà. Tutto è studiato nel dettaglio, bottiglie comprese. Diego, che è un architetto, realizza anche la grafica delle proprie etichette. E poi c’è l’accoglienza: la struttura della cantina possiede due piccole dependances dove nei mesi di luglio ed agosto è possibile soggiornare per una settimana, negli altri periodi dell’anno anche una sola notte.

Per saperne di più
www.masestela.com
www.catalunya.com

 

Per arrivare in Catalogna ed in particolare in Costa Brava si possono utilizzare i voli su Barcellona o Girona.

 

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