Diventano Igp i gustosi Pizzoccheri della Valtellina

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Arriva il riconoscimento dell’indicazione geografica protetta per i Pizzoccheri della Valtellina. La proposta è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.50 del 29 febbraio 2012 e riguarda, come noto, la pasta (sia secca che fresca) prodotta nella provincia di Sondrio utilizzando un impasto  di  grano  saraceno e sfarinati di altri cereali. Di colore marrone più o meno scuro, dopo la cottura in acqua e sale assumono un sapore delicato e tipico dei  prodotti ottenuti con questi ingredienti.

 

(TurismoItaliaNews) La cultura dei Pizzoccheri della Valtellina deriva dall'antica diffusione e dal largo impiego del grano saraceno che, essendo molto coltivato ed utilizzato sul territorio della  provincia  di  Sondrio, costituì un ingrediente fondamentale nella cucina locale. Il primo documento scritto che  attesta  la  presenza del grano saraceno in Valtellina fu redatto, nel 1616, dal governatore della Valle dell'Adda, appartenente al cantone svizzero dei Grigioni: “Il  saraceno veniva coltivato soprattutto sul versante retico delle Alpi, in particolare nel comprensorio di Teglio, in quanto caratterizzato da un clima più mite grazie ad una maggiore esposizione al sole”.

Produzione & tradizione

La produzione dei Pizzoccheri della Valtellina è considerata dai Valtellinesi un'attività tradizionale, legata alla propria storia ed alla propria cultura; basti pensare che il condimento di questa particolare pasta impiega numerosi ingredienti derivanti da colture e produzioni caratteristiche della Valtellina (burro, formaggio, verdure quali verze, patate).

La domanda di riconoscimento Igp per i Pizzoccheri della Valtellina è dunque giustificata dalla reputazione e dalla notorietà del prodotto. Basti considerare che il dizionario della lingua italiana (Zingarelli,  edizione 1970) alla voce Pizzocchero indica “Rusticane tagliatelle a base di farina di grano saraceno, specialità della Valtellina”.

La produzione del grano saraceno si sviluppò fino all’800, colonizzando anche zone disagiate ed improduttive; questo sviluppo fu permesso grazie alla maturazione rapida dei semi della pianta  capaci di adattarsi perfettamente ai territori alpini. La situazione commerciale mutò a favore di altre coltivazioni,  dopo l’annessione della Valtellina al Lombardo-Veneto. Nella provincia di Sondrio  sussistono ancora alcune colture,  per un totale di circa 20 ettari, coltivate ad uso familiare o per la vendita diretta ai consumatori.

I Pizzoccheri della Valtellina si sono diffusi contestualmente alla coltivazione del grano saraceno nella valle in oggetto; è quindi rilevante il legame dei Pizzoccheri della Valtellina con il territorio della provincia di Sondrio. Le prime testimonianze, non verbali, che attestano la produzione dei Pizzoccheri della Valtellina nella provincia di Sondrio, si hanno grazie ad atti testamentari in cui vengono inventariati: “....una scarella per li Pizzoccheri e il rodelino per li ravioli” (documento del 1750) e “...le resene per li Pizzoccheri” (del 1775); è comunque ipotizzabile che la produzione ed il consumo dei Pizzoccheri della Valtellina sia antecedente la prima meta' del '700.

Nei secoli successivi le documentazioni aumentano e contestualizzano i Pizzoccheri della Valtellina all'interno del territorio provinciale. Da sottolineare il rilievo economico del comparto alimentare Valtellinese, come testimoniano una documentazione storica della Camera di commercio ed arti di Chiavenna del 1875-76 che indica come, nella Provincia di Sondrio, fossero presenti “tre fabbriche di pasta” e il censimento riportato ne “La Patria - geografia dell'Italia” redatto nel 1894, che riporta: “Esistono nella provincia di Sondrio 11 fabbriche di pasta... e... 611 molini, destinati alla macinazione dei cereali”. La maggior parte dei mulini utilizzava, per il proprio funzionamento l'acqua dei fiumi e dei ruscelli di cui la montana provincia di Sondrio è ricca.

 

L'utilizzo dei Pizzoccheri della Valtellina è molto diffuso nel territorio della provincia di Sondrio ed ha una valenza non solo economica, ma anche culturale, a tal punto da divenire un vero e proprio riferimento popolare legato alla tradizione e celebrato in numerose sagre, tra cui la più famosa è il “Pizzocchero d'Oro” di Teglio.

I Pizzoccheri della Valtellina sono quindi sempre stati presenti in tutti i contesti in cui, di volta in volta, le varie istituzioni, gli enti locali, le realtà turistiche e produttive presentano e valorizzano l'immagine della Valtellina, rimanendo sempre fortemente collegati al paniere dei prodotti locali tradizionali (Bresaola, vino, formaggio, mele e miele).

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