Il farro di Monteleone, prezioso quanto la Biga: è il cereale più antico tra tutti quelli pervenuti fino ai giorni nostri

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Nel paesino della Valnerina umbra ne sono giustamente orgogliosi, più o meno quanto la famosa biga in legno di noce rivestita di lamine di bronzo dorato conservata oggi al Metropolitan Museum of Art di New York. Se i newyorkesi se la tengono ancora bella stretta, a Monteleone di Spoleto hanno deciso di fare altrettanto con un prodotto esclusivo della loro zona, la cui storia si intreccia di fatto proprio con l’ambitissima biga: il farro.

 

(TurismoItaliaNews) Nel 1902 nella tomba etrusca risalente al sesto secolo avanti Cristo in cui fu ritrovato lo straordinario reperto finito poi in America, furono rinvenuti anche reperti di cereali, tra cui anche cariossidi di farro appartenenti molto probabilmente proprio alla specie che tradizionalmente viene coltivata oggi a Monteleone di Spoleto, ovvero il “Triticum dicoccum“.

Una testimonianza ulteriore della sua larga diffusione e dell’utilizzo tra le colture cerealicole di quel tempo. Un salto indietro nel tempo a cui non ha rinunciato a fare riferimento neppure il Disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta del Farro di Monteleone di Spoleto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2010.

Il farro è di fatto il cereale più antico tra tutti quelli pervenuti fino ai giorni nostri. Già coltivato dagli Italici, per molti secoli rappresentò la coltura comune a tutti i popoli latini. I Romani lo usavano per fare il “Puls” minestra di cereali bolliti oppure focacce azzime e lo davano come premio ai soldati per le battaglie vinte. La specie coltivata a Monteleone di Spoleto necessita, per il consumo alimentare, di una operazione supplementare detta bollitura, operazione effettuata con le mole ad acqua. Si semina in alta quota a fine inverno – inizio primavera e si raccoglie a fine agosto con mietitrebbia. Buona e commercialmente interessante la produzione del farro sulla montagna folignate. Le sue proprietà? Prodotto integrale equilibrato in tutti i suoi componenti (acidi grassi insaturi, oligominerali, vitamine con particolare riferimento a quelle gruppo B e sali minerali). E’ un prodotto altamente energetico.

La Biga di Monteleone conservata al Metropolitan Museum e, in alto, una veduta di Monteleone di Spoleto

Le regole d’ora in poi sono ferree e valgono per tutto il territorio dell’Unione europea: chi produce e intende porre in commercio il farro di Monteleone di Spoleto può utilizzare la denominazione e la menzione Dop solo sulle produzioni conformi al regolamento comunitario n. 510/2006 ed è tenuto al rispetto delle condizioni. Delimitati anche i confini della zona di produzione nell’area sud est della provincia di Perugia: l’intero territorio amministrativo dei comuni di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo e parte del territorio amministrativo dei comuni di Cascia, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera e Scheggino. Indiscutibile il legame con l’ambiente: le sperimentazioni e gli studi scientifici realizzati, dimostrano che l’utilizzazione della semente del farro di Monteleone di Spoleto in altre zone della Valnerina dà un prodotto che col passare degli anni perde le caratteristiche specifiche diventando bianconato, a testimonianza del fatto che c’è stata una forte ecotipizzazione connessa alla zona di produzione individuata dal disciplinare, causata anche da un forte isolamento geografico, tanto da costituire uno specifico ecotipo locale.

Il prodotto viene immesso al consumo in sacchetti di plastica garantiti per l’inalterabilità delle caratteristiche organolettiche e di salubrità del prodotto, del peso di mezzo kg e di un kg e in sacchi di carta o di nylon del peso di venticinque kg. Il prodotto confezionato in sacchetti di plastica viene commercializzato con la tecnica del sottovuoto, utilizzata per tutte le tipologie di prodotto, ovvero per farro integrale, semiperlato, spezzato e semolino. Al fine di garantire l’origine e la tracciabilità del prodotto ogni fase del processo produttivo verrà monitorata documentando terreni, produttori e confezionatori.

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