L’oro verde è nel Lazio: nasce Latium Land of Oil
Giordano Granelli, Tuscia / Lazio
Non sappiamo se veramente l’olio della Sabina sia il migliore del mondo come sottolineava Claudio Galeno, padre della moderna farmacopea, ma che la vocazione di questa terra sia sempre andata in questa direzione lo dimostrano in primis gli olivi secolari che si trovano nel territorio.
(TurismoItaliaNews) Come l’olivo di Canneto, la cui leggenda narra che sia stato piantato addirittura dal Sabino Numa Pompilio, Re di Roma, ma per questo maestoso esemplare di Olivastrone, la stima più ragionevole sembra datare la pianta ad un millennio circa d’età. Con i suoi 7 metri di circonferenza la produzione annua ammonta a circa 12 quintali di olive. Ed è da queste terre della Sabina e della Tuscia che nasce Latium Land of Oil la campagna di promozione e valorizzazione dei migliori oli extravergine di oliva del Lazio.
Quattro sono le Dop laziali riconosciute per l’olio d’oliva extravergine: Sabina, Canino, Tuscia e Colline pontine. Il comparto oleicolo laziale occupa ad oggi circa 81 mila ettari di territorio regionale con una produzione annua di circa 262 mila quintali di olio, pari a poco più del 5% del prodotto nazionale e la capacità produttiva regionale si è attestata negli ultimi anni tra i 200 e i 350 mila quintali di olio estratto ogni anno. «L’idea – spiega Arnaldo Peroni del Consorzio Sabina Dop - è quella di sopraelevare le Dop, dei piccoli quantitativi che devono rappresentare la punta di diamante certificata e garantita con un marchio molto forte che sia un traino per l’olivicoltura dell’extravergine».
Sempre a Castelnuovo, in località mercato Vecchio, si trova La Mola, una delle aziende di produzione dell’extravergine Sabina dop e aderente al progetto «Latium Land of Oil». La titolare dell’azienda agricola, Anna Maria Billi, imbottiglia dal 1996 un olio extravergine d’oliva da lei selezionato con il nome La Molache ha ottenuto diversi riconoscimenti negli anni passati. Ora la gestione è nelle mani delle figlie, Paola e Francesca. Grazie alla peculiarità pedoclimatiche della zona, l’olio prodotto è particolarmente apprezzato per il suo sapore fruttato, il caratteristico colore verde e l’aroma fragrante.
Sempre a Castelnuovo tappa obbligata è il Museo dell’Olio. Il museo celebra l’antica civiltà dell’olio e dell’ulivo attraverso le espressioni del nostro tempo, il connubio tra arte contemporanea e tradizione porta ad un risultato molto interessante e spiazzante. Da non perdere le opere dall’artista sarda Maria Lai, di Nagasawa, con l’ulivo viaggiante, ma soprattutto l’Oleofona di Gianandrea Gazzola.
Ad una ventina di km più a sud troviamo il piccolo borgo di Scandriglia e l’azienda agricola Ferronio della signora Enrica Mariani, appassionata e sapiente conoscitrice e della figlia Saba Schenetti. «Portiamo avanti una filosofia legata alla qualità – spiega Enrica Mariani - considerato che adesso c’è più sensibilità rispetto all’olio, anche se non sempre è facile. Qui abbiamo delle caratteristiche molto vivaci come la carboncella, che aggiunta al leccino a alla rosciola, costituisce un blend fragrante ma più dolce e godibile rispetto alla sola carboncella».
La stessa filosofia della qualità che porta avanti da anni, conseguendo costantemente premi e riconoscimenti, la Cooperativa Agricola Colli Etruschi di Blera (Viterbo) diretta da Nicola Fazzi, in cui vengono prodotti tre tipi di olio extravergine di cui uno biologico e uno Dop Tuscia. «Seguire un percorso di qualità significa in primis abituare i nostri soci a conferire le olive non appena ritornano dalla campagna. Da noi le olive arrivano entro le 8 ore dal raccolto. Qui si trova l’olio della zona e non del singolo agricoltore".
La qualità viene ricercata anche attraverso l’anticipo della raccolta stessa. «Abbiamo aperto il frantoio il 26 settembre, anziché i primi di ottobre, questo anche per poter lavorare le olive piuttosto verdi». Per un soggiorno nella zona, interessante il connubio tra ospitalità e produzione che propone l'Agriturismo Colle Dell'Arci di Fara in Sabina che comprende oltre 90 ettari di uliveti, boschi e terreni agricoli. All'interno dell'azienda è possibile percorrere diversi itinerari a piedi o a cavallo, nel bosco, nell'uliveto e sulle rive del Corese.
Nel periodo autunnale è possibile partecipare alla raccolta delle olive e visitare il frantoio in funzione, mentre la degustazione gratuita dell'olio Dop "Sabina" e del vino dei Colli sabini è possibile tutto l'anno.

