Il Geoportale della cultura alimentare, il tartufo e le Marche: a Pergola con la Fiera del Bianco Pregiato è di scena la tradizione

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Non è autunno senza Tartufo. Lo sa bene il Geoportale della Cultura Alimentare, promosso dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che ha inserito nel suo percorso di presentazione al pubblico e mappatura esperienziale la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola. In occasione della 25.a Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola, domenica 17 ottobre 2021 al Teatro “Angel Dal Foco” si parlerà proprio del Portale nato dalla volontà di condividere in un'unica identità digitale gli archivi documentali presenti sul territorio nazionale connessi al cibo, con lo scopo di contribuire allo sviluppo dei territori su base turistico-culturale. E non solo...

 

(TurismoItaliaNews) L'autunno porta sulle tavole degli italiani un'infinità di sapori e pietanze che vengono celebrate in tutto il Paese con sagre e appuntamenti golosi. Tra ottobre e novembre, sono centinaia gli appuntamenti dedicati ai prodotti di stagione in tutta la penisola. E dunque il 17 ottobre, il Comune di Pergola e l'Associazione Nazionale Città del Tartufo, ospitano il nuovo appuntamento di GeCA, con una conferenza che riprende il filo del discorso portato nei mesi scorsi in Liguria, Toscana, Puglia, Piemonte e Veneto, per promuovere i territori, le pratiche tradizionali, le tecniche di lavorazione e le tradizioni popolari del vasto Patrimonio Immateriale Alimentare italiano.

Grazie al finanziamento del Pon (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo, il GeCa sta ampliando i contenuti del portale con un progetto di valorizzazione del patrimonio alimentare della Regione Basilicata. Nell'appuntamento marchigiano il GeCa si rivolge al territorio, introducendo nel dialogo tra regioni un prodotto di grande prestigio quale il tartufo che, oltre al valore gastronomico testimonia pratiche e memorie dei territori italiani. Un prodotto che, in qualità di custode e portatore dei temi centrali delle risorse ambientali, culturali, storiche, tradizionali ed enogastronomiche, si fa portavoce di una cultura immateriale da preservare e tramandare.

Il Comune di Pergola, grazie al vasto territorio, è noto per offrire una produzione annuale di tartufo di ricca ed eccellente qualità, caratteristica che le è valso l'appellativo di "città del tartufo tutto l'anno". Ad esaltare questa fama, la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola che ogni anno si svolge le prime tre domeniche di ottobre, con esperienze on-site di scoperta e degustazione. E' in questo scenario che si inserisce il Geoportale della Cultura Alimentare con una nuova tappa che celebra il Patrimonio Immateriale Alimentare mostrando al territorio marchigiano il prezioso lavoro espresso dal GeCa in dialogo con un prodotto di grande prestigio quale il tartufo.

Simona Guidarelli, sindaco di Pergola, Giuseppe Paolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino, porteranno i saluti istituzionali e daranno il via alla conferenza, moderata da Antonella Brancadoro, direttore dell'Associazione Nazionale Città del Tartufo. Si entra nel vivo dell'incontro con l'intervento di Leandro Ventura, Direttore dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale,il cui compito è quello di sensibilizzare l'attenzione pubblica sull'importanza della tutela e valorizzazione del Patrimonio Immateriale in qualità di memoria collettiva identificativa di ogni territorio; Angelo Boscarino, ceo Bia, si unirà e avvalorerà l'intervento di Ventura, ponendo l'attenzione sull'obiettivo di estendere il progetto pilota della Regione Basilicata su altri territori nazionali: una vera e propria "Call for partnership", mirata al coinvolgimento dei territori e dei suoi stakeholders più rappresentativi in fatto di heritage enogastronomico locale, che possa rappresentare i valori dell'Italia, aprendosi anche a scenari globali.

Saranno due i video di Micro-narrazione – strumento privilegiato del Geoportale della Cultura Alimentare scelto per raccogliere e raccontare la vasta eredità culturale immateriale – che verranno proiettate per celebrare il Tartufo e i suoi territori. La parola passerà poi a Michele Boscagli, Presidente dell'Associazione Nazionale Città del Tartufo, per una panoramica sugli sviluppi dell'Associazione, nata nell'ottobre 1990 per favorire una promozione integrata dei territori tartufigeni attraverso iniziative che vanno dal settore normativo al marketing territoriale, coinvolgendo e responsabilizzando i vari attori della filiera. Una realtà che ha vissuto negli ultimi anni un consistente svilupporaggiungendo 63 associati italiani, tra Comuni, Unioni di Comuni, Parchi e Centri Studio delle 14 Regioni vocate alla produzione di Tartufo.

Boscagli testimonierà l'impegno dell'Associazione nel percorso di candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco della "Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali" – proposta depositata alla sede centrale dell'Unesco a Parigi e presentata per l'Italia dal ministero della Cultura (MiC) – anche con la proiezione del film documentario, allegato obbligatorio del dossier candidatura. Seguirà quindi l'intervento di Fabio Cerretano, presidente della Federazione Nazionale Associazioni Tartufai italiani che, in veste di comunità, partecipa attivamente al processo del riconoscimento Unesco. Cerretano ribadirà la volontà di mettere in campo azioni che preservino il sistema, il metodo tradizionale di cerca e cavatura del tartufo esclusivamente italiano per tramandare alle future generazioni una pratica ricca di storia e fascino, che necessita al tempo stesso di una buona educazione ambientale. Sarà poi la volta di Piergiorgio Angelini, enogastronomo – scrittore, con un contributo sull'alta gastronomia esaltata dall'eccellenza di un prodotto come il Tartufo. A chiusura della conferenza, due tartufai con i loro cani offriranno una testimonianza concreta sull'antica tradizione della cerca e cavatura del tartufo, ognuno raccontando le specificità della propria pratica.

Pergola
La città di Pergola vanta duemila anni di storia, dall'epoca dei Bronzi dorati ai giorni d'oggi, ricca di storia, cultura, arte, gusto ed accoglienza fa parte del club de I Borghi più belli d'Italia. Il paesaggio si apre su uno scenario incantevole: colline e casolari, distese di vigneti e boschi, chiese e antichi borghi, e in lontananza si staglia l'imponente profilo del monte Catria, ai cui piedi si fermò Dante. Il centro storico è ricco di testimonianze medievali con costruzioni in pietra, portali a sesto acuto e case-torri, a conferma dell'importanza che la città conquistò nel tempo. Pergola è la città dei Bronzi Dorati, unico esemplare al mondo di gruppo bronzeo dorato d'epoca romana. Le numerose chiese, ricche d'arte, hanno attribuito alla città l'appellativo di "Pergoletta Santa" o "Città dalle cento chiese", segno di religiosità e forti tradizioni. Meravigliosa la cornice in cui è incastonata: le tipiche colorate colline marchigiane e sullo sfondo il monte Catria. Non mancano tesori naturalistici, come la cascata di Varea e quella dei Barbi.

Pergola città d'arte ma anche del gusto. Gusto e arte, cucina e cultura: il tartufo e Bronzi dorati rappresentano gli "Ori di Pergola". L'accumunare le due cose non è cosa azzardata perché si tratta, seppur in ambiti differenti, di due straordinarie eccellenze. Se il capolavoro scultoreo del primo secolo custodito nel museo cittadino rappresenta un gruppo senza eguali per maestosità e finezza nei dettagli, il prezioso fungo, raccolto nel capoluogo cesanense eccelle per l'intensità del suo profumo e per la quantità che viene raccolta.

Associazione Nazionale Città del Tartufo
L'Associazione (Anct) è oggi, insieme a tutta la comunità italiana del tartufo attende la decisione dell'Unesco per l'iscrizione della"Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali" nella Lista Rappresentativa del patrimonio immateriale mondiale. Depositata alla sede centrale dell'Unesco a Parigi, la candidatura è stata accompagnata e presentata per l'Italia dal ministero della Cultura (MiC). La volontà dell'Associazione e dei suoi Soci istituzionali è quella di testimoniare la presenza e preservare l'insieme di valori etradizioni che uniscono i territori e le comunità legate al Tartufo. Tartufo, quindi, come Cultura e non solo come prodotto pregiato della terra. Infatti, da un'intuizione che ha trovato espressione in un convegno del 2012, è maturata la necessità che la Cultura del Tartufo diventasse per la comunità e i territori che ne sono espressione, dal Nord all'estremo Sud dell'Italia, una consapevolezza e un bene condiviso quale elemento identitario da salvaguardare e trasmettere alle giovani generazioni.

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