Chef Davide Moioli: “Nell'alluvione ho perso tutto, ma resto a Cantiano perché il mio cuore e la mia vita sono qui”

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Giovanni Bosi, Cantiano / Marche

Passione e carattere. Amore per la cucina e per la propria terra. Chef Davide Moioli coniuga tutto questo. Per lui che di esperienza ne ha messa insieme parecchia nonostante la sua giovane età, essere nato e cresciuto in provincia è ancora oggi un valore aggiunto. Ecco perché appena ha potuto, Davide ha aperto il suo ristorante proprio nel cuore di Cantiano, nelle Marche. Ma la tremenda alluvione del 15 settembre ha distrutto tutto nella sua “Cantina Sociale”, compromettendo irrimediabilmente il suo lavoro. Per ora, almeno. Ma il suo progetto non è finito: “Resto a Cantiano perché il mio cuore e la mia vita sono qui”.

 

(TurismoItaliaNews) Incontriamo chef Davide Moioli a Cagli, a palazzo Berardi Mochi-Zamperoli, dove è momentaneamente in trasferta con la sua arte culinaria. L'occasione è l'evento incentrato sui funghi che il borgo a due passi dalla sua Cantiano ha voluto promuovere per valorizzare un'eccellenza del territorio tra monte Catria e monte Nerone, una ricchezza che a tavola si traduce in creazioni di gusto. Così, evento nell'evento, si è voluto rendere protagonista anche Moioli, che a distanza di mesi non ha potuto ancora riattivare il suo ristorante a due passi dalla chiesa di San Nicolò e dal Municipio. A Cantiano l’alluvione è stata terribile, con le acque del fiume Burano - cresciuto di 6 metri di livello – che hanno invaso tutto il centro storico, trasformando via IV Novembre in una torrente impetuoso.

Cantiano così come l'ha lasciata l'alluvione del 15 settembre

Il sindaco Alessandro Piccini mostra il livello raggiunto dall'acqua nel centro di Cantiano

Negozi sommersi dal fango, vetrine sfondate, attrezzature e materiali andati perduti. Inclusa la Cantina Sociale, il raffinato ristorante che sin dalla sua apertura ha richiamato gourmand da tutta la regione, tanto da essere pure annoverato nella guida Osterie d’Italia di Slow Food. Un locale che ha preso il nome dalla sua antica destinazione, vale a dire una cantina sociale, con le volte a botte e mattoni a faccia vista. Il luogo ideale in cui valorizzare prodotti a km zero. “L’acqua ha portato via le attrezzature e i tavoli – ci dice chef Davide Moioli – ma non il mio sogno. Ho ricevuto diverse offerte per andare fuori, oggi posso continuare a lavorare grazie a ristoranti che mi chiamano o mi mettono a disposizione le loro cucine. Ma io già penso a ripartire e voglio farlo ancora nella mia Cantiano”.

A Cagli, a palazzo Berardi Mochi-Zamperoli, lo chef ha presentato un menù che racconta la sua storia al pari del territorio che ama: torta al testo con selezione di affettati, carpaccio di maiale marinato al balsamico con spinaci, champignon e scaglie di grana. E poi Parmentier, scamorza, pleurotus, pane tostato e radicchio tardivo; filetto sous vide, pancetta croccante, pioppini, crema di zucca e salsa al pepe verde; panettone artigianale del Forno “I Moretti”, altra eccellenza storica di Cantiano. Sapori, colori e tanta tradizione nel piatto. Con un pizzico di innovazione.

I piatti di chef Davide Moioli proposti a Cagli: torta al testo con selezione di affettati, carpaccio di maiale marinato al balsamico con spinaci, champignon e scaglie di grana

I piatti di chef Davide Moioli proposti a Cagli: Parmentier, scamorza, pleurotus, pane tostato e radicchio tardivo

I piatti di chef Davide Moioli proposti a Cagli: filetto sous vide, pancetta croccante, pioppini, crema di zucca e salsa al pepe verde

I piatti di chef Davide Moioli proposti a Cagli: panettone artigianale del Forno “I Moretti”, altra eccellenza storica di Cantiano

Nel borgo intanto pian piano si cerca di tornare alla normalità, ma i danni sono ingentissimi. “Il nostro paese lo scorso 15 settembre è stato gravemente colpito da un disastro senza precedenti – ci racconta il sindaco Alessandro Piccini - la bomba d’acqua che si è scagliata potentissima sul territorio ha lasciato distrutti patrimonio pubblico, abitazioni, attività commerciali e artigianali, strade, compromettendo seriamente la viabilità all’interno del nostro comune e con le zone limitrofe: i danni dal punto di vista economico sono immensi, ancora più grandi le ferite che noi cantianesi, insieme a tutti coloro che amano il borgo, portiamo nel cuore. Vogliamo intanto ringraziare tutte le persone che si sono spese per aiutare finora: grazie alle forze dell’ordine, grazie ai vigili del fuoco, grazie ai soccorsi, grazie alla protezione civile, grazie a tutti i volontari, semplicemente grazie anche a tutti coloro che hanno rivolto a noi un pensiero, un abbraccio, una parola di conforto: avremo bisogno anche di questo per farci forza e superare quanto successo”.

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