Tra curry, sorrisi e sabbia dorata: con chef Lasantha Amarawickrama la lezione di cucina che profuma di Sri Lanka
Dal mercato di Valaichchenai alla cucina sulla spiaggia: al Sun Siyam Pasikudah un’esperienza tra spezie, racconti locali e sapori autentici, con l’Oceano Indiano a fare da sfondo a ogni ricetta
di Giovanni Bosi, Pasikudah / Sri Lanka
È il modo curioso e irresistibile per capire davvero questo incredibile Paese asiatico: seguire uno chef al mercato, lasciarsi guidare tra bancarelle colme di spezie, ascoltare le storie dei venditori e poi ritrovarsi, poche ore dopo, a cucinare sulla spiaggia mentre il mare accompagna ogni gesto come una colonna sonora. È l’esperienza proposta da chef Lasantha Amarawickrama del Sun Siyam Pasikudah, un viaggio gastronomico che va ben oltre una semplice lezione di cucina.
(TurismoItaliaNews) La mattinata inizia al mercato di Valaichchenai, un intreccio vivace di colori tropicali, profumi intensi e ritmi quotidiani che raccontano l’anima più autentica dell’isola. Tra montagne di peperoncini rossi, foglie di curry appena raccolte, cocchi freschi, caschi di piccole banane e pesci esposti sui banchi, lo chef si muove con naturalezza, salutando venditori e scegliendo personalmente gli ingredienti destinati a trasformarsi in piatti tradizionali dello Sri Lanka.
Non è una visita costruita per turisti distratti. Qui si entra davvero nella vita locale. Si osservano le donne mentre contrattano sul prezzo delle melanzane viola lucide, si scoprono varietà di riso sconosciute a noi europei e si impara che ogni spezia possiede un ruolo preciso nella cucina singalese. Lo chef Lasantha Amarawickrama racconta ricette tramandate in famiglia, spiega come nasce un autentico curry al latte di cocco e invita a toccare, annusare e perfino assaggiare ingredienti che difficilmente si incontrano altrove. Poi arriva il momento più suggestivo. Dopo il mercato, la scena cambia completamente: il rumore delle contrattazioni lascia spazio alla quiete del mare di Pasikudah. Sulla spiaggia, con il sole che esalta i colori dell’oceano e una brezza leggera che attraversa la baia, prende forma una cucina all’aperto dal fascino quasi cinematografico.
Spizzicare verdure tropicali guardando il mare, annusare il profumo di cento spezie diverse, mescolare lentamente il curry mentre la sabbia scaldata dal sole resta sotto i piedi: ogni dettaglio contribuisce a trasformare la preparazione del pranzo in un’esperienza culturale completa. Non mancano sorrisi, piccoli segreti culinari e qualche inevitabile risata quando arriva il momento di dosare peperoncino locale, latte di cocco e foglie di curry fresco, decisamente più “coraggioso” di quanto molti ospiti immaginino. Il risultato finale è una tavola semplice ma straordinariamente ricca di sapori: curry profumati, verdure speziate, riso aromatico, lenticchie, gamberi e specialità preparate insieme allo chef, da gustare praticamente a pochi passi dall’acqua. Più che un corso di cucina, è un racconto dello Sri Lanka attraverso i suoi sapori. Un’esperienza che unisce ospitalità, tradizioni e convivialità, regalando ai viaggiatori qualcosa che spesso manca nei grandi itinerari turistici: il piacere autentico della condivisione.
In Sri Lanka la cucina non accompagna semplicemente il viaggio
Sedersi a tavola diventa una delle esperienze più intense e memorabili. Profumi di spezie tostate, latte di cocco, curry intensi e pur delicati, frutta tropicale di ogni colore trasformano ogni tavola in un racconto di colori, tradizioni e contaminazioni culturali che riflettono l’anima stessa dell’isola. Il piatto simbolo resta il celebre rice and curry, presenza quotidiana nella vita dei cingalesi. Ma ridurlo a una semplice combinazione di riso e salsa speziata sarebbe un errore. Nella realtà si presenta spesso come un piccolo banchetto ricco e articolato, composto da una porzione di riso accompagnata da numerosi contorni: cinque, dieci, talvolta persino quindici preparazioni diverse servite insieme per creare un mosaico di consistenze e sapori. Accanto ai curry più speziati a base di carne o pesce trovano spazio piatti più delicati preparati con melanzane, patate dolci, ananas o verdure locali spesso poco conosciute fuori dall’isola. Ogni assaggio gioca sull’equilibrio tra dolcezza, piccantezza, acidità e profumi aromatici, regalando una cucina sorprendentemente complessa e raffinata. La tradizione vegetariana, molto diffusa nella cultura cingalese, rende inoltre facile trovare menu ricchi di preparazioni senza carne, dove ortaggi, legumi e spezie assumono un ruolo centrale. Il cocco, ingrediente quasi onnipresente, compare sotto forma di latte, polpa o olio, contribuendo a dare morbidezza e profondità ai sapori.
Tra le specialità più amate spiccano i cosiddetti devilled, piatti di carne o pesce cucinati in una salsa intensa e agrodolce con cipolle, peperoni e peperoncino, capaci di unire note piccanti e caramellate in perfetto equilibrio. Anche il riso racconta la biodiversità agricola dello Sri Lanka. Sull’isola vengono coltivate oltre quindici varietà differenti: dai chicchi piccoli e translucidi fino ai basmati a grana lunga e alle qualità più aromatiche e rustiche come il kakulu haal, dal caratteristico colore nocciola.
La gastronomia locale, del resto, riflette inoltre secoli di incontri e influenze. La vicinanza geografica con l’India meridionale ha lasciato tracce evidenti soprattutto nelle spezie e nei curry, mentre il passato coloniale e il ruolo storico dello Sri Lanka come crocevia commerciale hanno introdotto elementi provenienti dalle cucine arabe, malesi, portoghesi e olandesi. Non a caso alcuni piatti richiamano da vicino le tradizioni culinarie del Kerala, la regione dell’India meridionale affacciata sul Mar Arabico. Mangiare in Sri Lanka significa quindi entrare in contatto con una cultura profondamente legata alla convivialità e alla condivisione. Che si tratti di un raffinato resort affacciato sull’oceano, di una piccola trattoria locale o di una tavola apparecchiata sulla spiaggia al tramonto, ogni pasto diventa un viaggio sensoriale che racconta l’isola attraverso i suoi sapori più autentici.
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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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