Portogallo, da Tarouca un evocativo itinerario cistercense

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Eugenio Serlupini, Valle del Douro / Portogallo

C’è un circuito in Portogallo che conduce alla scoperta di luoghi carichi di storia e di un fascino straordinario. Luoghi che trovano la loro essenza in quell’incredibile fiume che si chiama Douro e che attraversa il Paese da oriente a occidente, per sfociare infine nell’Atlantico. La punta di diamante è Tarouca. Sino alla costruzione della ferrovia, nel XIX secolo, costituiva la grande via di trasporto della regione, solcata dalle tipiche imbarcazioni della zona, i rabelos, che trasportavano i prodotti dall’entroterra sino alla foce, tra cui il più famoso era (ed è) il Vino di Porto.

(TurismoItaliaNews) La vallata, di impressionante bellezza, è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’Unesco: un esempio unico di cultura umana millenaria. Punta di diamante di questo circuito è sicuramente Tarouca, città in cui la memoria dei monumenti medievali si alterna alla cultura popolare. I paesaggi sono di rara bellezza, i cui contrasti sono accentuati dal variare delle stagioni e dalla vastità degli orizzonti. I villaggi tipici, sparsi sulle piste o che coronano la cima delle montagne, fanno da guardiani ad abitudini e modi di vita che i grandi centri urbani rischiano di perdere. Seguendo un itinerario che dal litorale si dirige verso l’entroterra, si parte dal monastero di São Pedro e São Paulo de Arouca.

Tarouca, São João. Sopra: Lamego.

Proseguendo in direzione di Lamego, altra città ricca di monumenti storici e intorno alla quale si concentra gran parte dei monasteri cistercensi, da non perdere è la visita di São João de Tarouca. Nelle origini della città è evidente l’influenza dei Monasteri della regione e in particolare questo di São João, il primo fondato dall’ordine dei cistercensi nella penisola iberica, nel XII secolo, il cui dominio abbracciava gran parte del nord del Portogallo. Il monastero di São Joao de Tarouca è uno dei più interessanti della regione del Douro. La chiesa del monastero, ricostruita nel XVI secolo, conserva preziosi tesori che il tempo ha tramandato intatti, tra i quali spiccano altari rinascimentali, sculture e pannelli di ceramiche raffiguranti la fondazione del monastero. Fino alla costruzione della ferrovia, nel XIX secolo, costituiva la grande via di trasporto della regione, solcata dalle tipiche imbarcazioni della zona, i rabelos, che trasportavano i prodotti dall’entroterra sino alla foce, tra cui il più famoso era (ed è) il Vino di Porto. La vallata, di impressionante bellezza, è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’Unesco: un esempio unico di cultura umana millenaria.

Santa Maria de Salzedas, a pochi chilometri di distanza, è la prossima sosta in questa processione cistercense: fu fondato probabilmente nel XII secolo ed era anch’esso una casa monastica molto ricca. E’ un altro gioiello di architettura romanica, legata alla fondazione della nazione ed è stato costruito dalla moglie di Egas Moniz, Teresa Afonso, nel XII secolo. All’epoca fu uno dei maggiori monasteri cistercensi del Portogallo, donatario di vaste terre circostanti, con l’obbligo di coltivarle e popolarle. La chiesa, di grandi dimensioni, si impone sull’agglomerato uniforme del piccolo borgo che si formò ad oriente. Tra il XVI e il XVII secolo fu profondamente ristrutturato e la facciata che si vede oggi, oltre ad essere incompleta, è del tutto settecentesca. All’interno si possono osservare vestigia della struttura primitiva, in particolare di una delle cappelle dell’abside che conserva ancora oggi alcuni capitelli con decorazioni romaniche. Meritano un cenno due quadri attribuiti al maestro cinquecentesco Vasco Fernandes (Grão Vasco) che rappresentano San Pellegrino e San Sebastiano e diverse altre tele del XVII secolo, di Bento Coelho da Silveira. La parte monastica si sviluppava sul lato sud e si articolava lungo il fiume Torno, rispettando l’esigenza dei cistercensi di costruire i propri edifici conventuali in prossimità dei corsi d’acqua.

Tarouca, il Monastero de Salzedas

Lungo il percorso c’è da vedere il Ponte fortificato di Ucanha, costruzione medievale che indicava uno degli ingressi nel territorio appartenenti al monastero. Costruito nel XIII secolo sul fiume Varosa, è un esemplare unico nel Paese, traccia del suo passato feudale, durante il quale chi attraversava questo territorio, tra Lamego e Riba Côa, doveva pagare un pedaggio. Ponte e torre, sulla sponda destra del fiume, formano una rara e pregevole testimonianza di architettura civile gotica in Portogallo. Il ponte è parte di una strada lastricata medievale ancora allo stato originale e che un tempo si estendeva fino a Trancoso. L’esistenza del ponte è documentata sin dal XIII secolo e faceva parte di un’antica via medievale che collegava Lamego alle terre di Riba-Côa. Nel 1465, don Fernando, abate di Salzedas, monastero donatario di vaste terre della regione, finanziò la costruzione del ponte fortificato che segnalava l’ingresso alle riserve del monastero cistercense e il conseguente obbligo di pagamento dei diritti di pedaggio, che cessò solo nel 1527, quando Ucanha passò a dipendere dal potere centrale della Corona. Sulle idilliache sponde del Varosa si inerpica un piccolo borgo con le sue antiche case. Un po’ più a nord, non lontano dalla cittadina di Tabuaço, e prossimo al fiume Távora, tributario del Douro, si incontra São Pedro das Águias. A sud, tenendo come punto di riferimento Moimenta da Beira e Sernancelhe, i monasteri di Nossa Senhora da Purificação de Moimenta da Beira e Nossa Senhora da Assunção de Tabosa, sono esempi di comunità cistercensi femminili.

E poiché è di cammino, vale una sosta Penedono, dove sorge uno dei castelli più originali del Portogallo, e a Marialva, un altro borgo storico sovrastato da un imponente castello, importante piazza militare medievale. Piccolo ma estremamente grazioso, completato da eleganti torrioni merlati, il castello di Penedono non ha l’aspetto delle rudi costruzioni meramente difensive, ma ricorda un palazzetto nobiliare, e per questo motivo costituisce uno degli esempi più interessanti di questo genere di costruzione rinvenibili in Portogallo. Ma non può mancare una visita al Palácio Mateus: edificato nella prima metà del XVIII secolo su disegno di Nicolau Nasoni, è circondato da bei giardini inseriti in una vasta tenuta, è considerato uno dei massimi esempi di architettura civile barocca del Portogallo. L’ultima tappa di questo evocativo itinerario cistercense conduce ad una regione della frontiera orientale del Portogallo, a Figueira de Castelo Rodrigo, per visitare il Mosteiro de Santa Maria de Aguiar, in prossimità del borgo storico di Castelo Rodrigo.

Il Castello di Penedono. Sopra: Casa Mateus

Per saperne di più
www.visitportugal.com
www.casademateus.com

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