I misteri dell’antica Chiesa abbaziale di San Pietro in Valle: a Ferentillo un capolavoro dell’arte ancora tutto da studiare

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Giuseppe Botti, Ferentillo / Umbria

Ancora tanti misteri da chiarire. Di certo la splendida Chiesa abbaziale di San Pietro in Valle, a Ferentillo, nel cuore della Valnerina, è quel che ti aspetti dall’Umbria: arte, misticismo, storia e storie, tasselli di un mosaico che racconta vicende millenarie. E adesso l’abbazia, dopo il devastante terremoto in centro-Italia, diventa l’opportunità di rilancio del territorio.

 

(TurismoItaliaNews) Lo storico dell’arte Luca Tomìo è l’esperto che ha identificato il luogo esatto rappresentato da Leonardo da Vinci nel “Foglio 8P recto” conservato dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze: non una veduta delle terre toscane, come si era sempre supposto, ma nientemeno che la cascata delle Marmore a Terni. E proprio Tomìo, sulle tracce di Leonardo è arrivato a Ferentillo fornendo spunti importanti per nuove indagini intorno a San Pietro in Valle. Questa abbazia che domina la valle del Nera occupa un luogo che si rivela un vero e proprio palinsesto storico dall’età romana ai giorni nostri: uno scrigno d’arte che giocoforza stimola studiosi e ricercatori.

E le sorprese in effetti non mancano visto che il georadar ha rivelato che un complesso monumentale nella zona antistante l’ingresso della chiesa, probabilmente una necropoli del periodo longobardo: “La spiritualità in questi posti è predominante – afferma Luca Tomìo -questo luogo di culto artistico è immerso in una valle incantata, le croci patenti vicino a sgocciolii d’acqua nelle grotte di Precetto la dicono lunga su questa terra incontaminata. La millenarità di questo luogo non è solo di natura cristiana. In questa abbazia c’è la vera scuola di Giotto e Cimabue, qui si racconta la storia dalla caduta dell’impero romano fino al pre-Rinascimento”. Alla fine del XII secolo la chiesa venne decorata con un vasto ciclo di affreschi tuttora largamente conservati nella navata, mentre nell’abside sono stati sostituiti alla metà del XV secolo da una nuova decorazione, forse eseguita secondo lo schema iconografico originario.

Il muro absidale è interamente ricoperto da un grande affresco, raffigurante nel catino Cristo benedicente attorniato da angeli. Nel registro inferiore, oggi in mediocre stato di conservazione, è rappresentata una teoria di santi: da sinistra Marziale, Eleuterio e Lazzaro; al centro Benedetto con ai lati Placido e forse Mauro; a seguire altri tre santi di cui solo il primo, Giovanni, è identificabile grazie a un'iscrizione. Ai monaci monaci Giovanni e Lazzaro arrivati dalla Siria è dedicato l'altare dell'abside sinistra, dove, secondo la tradizione, il sarcofago che compone la mensa custodì le spoglie dei due santi monaci. Alla leggenda della fondazione dall'abbazia allude anche il vicino affresco della fine del XVI secolo in cui san Pietro appare in sogno al duca di Spoleto, Faroaldo II ordinandogli di costruire l'edificio.

Un territorio strategico in mezzo all’Appennino, in cui Leonardo potrebbe essere persino passato: “Sono arrivato a San Pietro in Valle sulle orme di Leonardo e Dante, perché descrive la Cascata nella Divina Commedia e Leonardo la disegna pensando proprio a quella del Sommo poeta. Dalla Cascata andava a Gubbio e sono sicuro che è passato di qui perché sopra gli archi siti nel retro dell’abbazia secondo me c’era l’antica via Flaminia”. Nella parte posteriore della chiesa vi sono infatti degli archi che sostengono la strada, la quale potrebbero risalire all’epoca romana, stessa datazione di un mosaico che si trova nella parte posteriore dell’altare.

E ad essere soddisfatto è il sindaco di Ferentillo, Paolo Silveri: “Vanno condotte ricerche archeologiche con criterio scientifico che, ne sono certo, potranno portare a risultati importanti – sottolinea il primo cittadino – San Pietro in Valle è qui da più di mille anni e in passato l’intero paese di Ferentillo si chiamava Abbadia, questo simbolo della cultura storica e religiosa è quindi particolarmente significativo per noi…”. Per il piccolo Comune in provincia di Terni la valorizzazione dell’antica chiesa abbaziale è un’opportunità da sfruttare al massimo per il rilancio del turismo, soprattutto in questo difficile momento che ha visto i turisti disertare anche quei luoghi che non hanno riportato particolari problemi. “Dobbiamo riacquistare la fiducia del turista, non può sprecare l’occasione di visitare tanta bellezza, non può fermarlo la paura del sisma” chiosa il sindaco.

Il sito del Comune di Ferentillo

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