Samarcanda, Via della Seta: gloria e meraviglia del continente asiatico

images/stories/uzbekistan/SamarcandaRegistan1Dim1134x756.jpg

 

di Giovanni Bosi, Samarcanda / Uzbekistan

E’ stata definita “una combinazione di Delfo e Atene” e pure “la gloria e la meraviglia del continente asiatico”. Una leggenda da queste parti narra che soltanto due visitatori europei l'abbiano raggiunta nei lunghissimi quattrocento anni tra il 1450 e il 1850. Di sicuro per secoli non è stata profanata da occhi occidentali e il suo nome l’ha sempre evocata come una delle più remote e leggendarie città del mondo. E’ Samarcanda, nell’odierna Uzbekistan, nel cuore dell’Asia e crocevia dell’antica Via della Seta.

 

(TurismoItaliaNews) Quando ci si trova davanti al Registan, il cuore batte veloce. E’ uno dei più rilevanti siti dell'Asia centrale, se non addirittura uno dei più importanti del mondo, e la sua bellezza è quasi inebriante al pari del resto della città vecchia. Antica capitale dell'imperatore Tamerlano, cardine della straordinaria Via della Seta, Samarcanda riserva sensazioni che vanno ben oltre la semplice visita ai suoi maestosi monumenti. E’ qualcosa di più, perché è come ritrovarsi nel cuore della storia che rasenta il mito. Persino il suo nome richiama profumi e sapori: le radici uzbeche della parola significano infatti “frutto” e “zucchero”.

Collocata in un'oasi nella valle di Zeravscian e circondata da montagne tondeggianti che d’inverno risplendono di neve, in realtà nessuno sa quanto sia effettivamente antica. Menzionata nelle cronache fin dal quarto secolo avanti Cristo, qui Alessandro il Grande uccise il suo compagno Clitus e sposò la bella principessa Rossana. Gli arabi la conquistarono nel 712 dopo Cristo, e Scheherazade, nientemeno, avrebbe trascorso le sue mille e una notte proprio da queste parti. Lo splendore imperiale venne in seguito. Gengis Kan, il più temibile dei mongoli, stabilì in questo territorio la sua dominazione nel tredicesimo secolo, e fu seguito da Tamerlano, che ne fece la sua capitale nel 1369. In seguito è arrivata la conquista dei cinesi e dei russi. La Russia zarista ha dilagato nelle lande del Turkestan, e la ferrovia transcaspiana ha raggiunto Samarcanda nel 1888.

I segni della presenza sovietica sono evidenti perché sono stati devastanti dal punto di vista della cultura, delle tradizioni, degli assetti sociali. Il dissolvimento dell’ex Urss ha restituito all’Uzbekistan la sua autodeterminazione, anche se in realtà la dipendenza economica dalla Russia è ancora molto forte. E non potrebbe essere diversamente vista la collocazione della giovane repubblica, la cui capitale è Tashkent.
 

Arrivando a Samarcanda, per mantenere intatto l’alone di fascino e mistero che la circonda, si dovrebbe visitare di notte la piazza abbracciata dal Registan. La suggestione aumenta e se non fosse per l’illuminazione artistica, si potrebbe pensare che così l’hanno vista anche coloro che nel corso dei secoli hanno avuto la fortuna di esserci. Questa era la piazza centrale della città di Tamerlano nel quindicesimo secolo. Qui sorge la facciata rettangolare di una moschea, con un alto arco a sesto acuto; in vicinanza sorgono tre madrasah con doppie file di monasteri moreschi. E’ stato in questi luoghi che per secoli i musulmani dell'Asia centrale hanno avuto il loro cuore e il loro centro; qui gli studenti erano istruiti, i pellegrini accolti e l'Islam perpetuato.

Fino a Samarcanda io ti guiderò
La favola orientale cantata da Roberto Vecchioni

“Corri cavallo, corri ti prego / fino a Samarcanda io ti guiderò / non ti fermare, vola ti prego / corri come il vento che mi salverò / oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh”: è uno dei passi di una famosissima canzone di Roberto Vecchioni, “Samarcanda” appunto. Una ballata che trae effettivamente origine da una leggenda che si narra proprio all’ombra del Registan. E’ infatti ispirata ad una favola orientale presente nell'incipit del romanzo “Appuntamento a Samarra” di John Henry O'Hara. La canzone narra di un soldato che, sopravvissuto alla guerra appena finita, sta festeggiando lo scampato pericolo quando all'improvviso tra la folla vede una donna vestita di nero che lo guarda storto, personificazione della morte. Credendo che sia lì per lui, scappa con un cavallo in un paese lontano (Samarcanda) ma, proprio in quel luogo, trova la morte ad attenderlo. Il destino ha voluto che il soldato, per paura della morte, sia scappato proprio dove la morte lo aspettava.

Dal 2001 l'Unesco ha inserito la città vecchia di 2700 anni nella lista del patrimonio dell'Umanità con il titolo di “Samarcanda - Crocevia di culture”. La città conserva infatti alcune fra le più notevoli costruzioni dell'architettura islamica e negli ultimi anni sono stati compiuti sforzi notevoli per riportarli all’originario splendore. Ad esempio il timpano della madrasa Sherdar (o Shir Dor), completata nel 1636 dall'Emiro shaybanide Yalangtush con una straordinaria decorazione a leoni ruggenti in aperta violazione delle tradizioni islamiche.

Sul lato opposto la Madrasa di Uluğ Bek è stata completata nel 1420: le decorazioni a mosaico sono a tema astronomico e ricordano come qui centinaia di studenti venivano istruiti alle discipline astronomiche e filosofiche, oltre che alla teologia. La Madrasa Tilla-Kari, fra le due precedenti, fu terminata nel 1660, con un decoro dorato sul quale spiccano due tigri. L’intero complesso caratterizzato dalla preziosa maiolica azzurra, è stato al centro di un accurato restauro avviato nel 1994 in occasione del 600° anniversario della nascita di Ulug Beg.

L'arte della scrittura è affascinante e si può imparare molto osservando chi la pratica all'ombra dei monumenti di Samarcanda

L’altro pezzo forte della città è rappresentato dai resti dell'osservatorio astronomico costruito nel 1420 dall'imperatore Mirza Ulug-Beg, nipote di Tamerlano. Visse dal 1409 al 1449 e fu un astronomo per vocazione; infatti era conosciuto come il “principe degli astronomi”. Liste di pietra inclinate che conducono a un profondo, oscuro orifizio come quello di un pozzo, in una località collinosa al margine della città, mostrano l’osservatorio così come lo aveva voluto e posizionato. I calcoli matematici di Ulug-Beg sono stati tradotti e indicano che in Asia centrale in tempi antichi gli uomini avevano mentalità addestrata all'indagine scientifica con un fruttuoso lavoro.

Da non perdere neppure il Gur-e Amir, il Mausoleo del conquistatore turco-mongolo Timur, conosciuto in Occidente come Tamerlano. La struttura è un punto di riferimento nella storia dell’architettura islamica in quanto ha ispirato la realizzazione delle successive grandi tombe dell'architettura Moghul, tra cui la Tomba di Humayun a Delhi e il Taj Mahal ad Agra. Straordinari anche Shahi-Zinda, suggestivo monumento il cui nome significa “tomba del re vivente”; il Mausoleo del Guri Amir, il museo e le rovine di Afrasiab con frammenti di affreschi del XVII secolo.

C’è infine il Debi-hanum, che Tamerlano fece costruire per una delle sue mogli, una fanciulla cinese. La relativa moschea fu realizzata tra il  1399 e il 1404) per commemorare una delle spedizioni militari del conquistatore.

© TurismoItaliaNews.it | riproduzione riservata

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – X: @giornalista3

 

Uzbekistan, Khiva: ecco la città dai minareti a tronco di cono

 

 

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Instagram

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...