I tesori del Museu Nacional de Arte Antiga a Lisbona: dal Polittico di Nuno Gonçalves al Trittico delle Tentazioni di Hieronymus Bosch

Giuseppe Botti, Lisbona

In fatto di arte e cultura, il Portogallo non è certo un Paese in secondo piano. I Musei del Paese abbondano di preziosi tesori conosciuti ed apprezzati dagli appassionati d’arte di tutto il mondo. Alcuni sono autentici capolavori come il Polittico di San Vincenzo realizzato dal pittore Nuno Gonçalves per la cattedrale di Lisbona, e il “Trittico delle Tentazioni di Sant'Antonio”, il dipinto a olio su tavola firmato da Hieronymus Bosch. Due opere assolutamente da vedere e che non a caso Lisbona ha deciso di promuovere ulteriormente scegliendole come soggetti di altrettanti francobolli in circolazione dal 2016.

 

(TurismoItaliaNews) Grandi capolavori su piccoli capolavori. Se gli appassionati d’arte amano i tesori culturali ed artistici del Portogallo, è vero anche che i collezionisti di tutto il mondo amano i francobolli del Portogallo per il loro design moderno e accattivante. E che si rivelano strumenti potenti per la promozione turistica del Paese. Ecco perché, parlando di arte, due opere famose sono diventate soggetti dei francobolli da 0,80 euro con l’esplicito invito ad andare ad ammirarle al Museu Nacional de Arte Antiga dove sono conservate, cogliendo peraltro l’occasione per celebrare il pittore olandese Hieronymus Bosch, nome d’arte di Jeroen Anthoniszoon van Aken, di cui nel 2016 ricorre il 500° anniversario della morte avvenuta il 9 agosto 1516. E del resto vale davvero la pena di andare al Museo di Arte Antica, che è anche il più grande museo d’arte del Portogallo inserito in uno storico palazzo dei marchesi di Alvor, con capolavori di pittura portoghese e arte sacra (www.museudearteantiga.pt).

Il Polittico di San Vincenzo (raffigurato sul primo francobollo portoghese) è l’opera più nota di Nuno Gonçalves, pittore reale del re Alfonso V (1432-1481) di cui si hanno notizie solo dal 1450 al 1467. E’ stata individuata nel 1880: è firmata Gvs sulla scarpa di Alfonso V, ritratto in ginocchio ai piedi di San Vincenzo in uno dei sei pannelli conservati. “Il realismo d’origine fiamminga dei suoi quadri - spiegano gli esperti - è qui reso dai colori sobri e dalla semplicità della forma, oltre che per il preziosismo che contraddistingue i panneggi e le oreficerie”. Un unico "ritratto di gruppo" nella storia della pittura europea, un'opera di enorme importanza simbolica per la cultura portoghese che ha dato vita a sfide interpretative che hanno alimentato, in particolare nel settore dell'identificazione iconografica, un dibattito che è ormai vecchio di secoli e ancora senza soluzione.

 

Il secondo francobollo arrivato da Lisbona riguarda il Trittico delle Tentazioni di Sant'Antonio di Hieronymus Bosch, databile al 1501 circa e nel XIX secolo appartenuto alla collezione del re Luis I. Secondo la particolarità tipica nell’arte fiamminga, il trittico chiuso mostra sugli sportelli esterni rappresentazioni a monocromo, che facevano spiccare maggiormente i colori brillanti una volta che l'opera veniva aperta. Nel pannello sinistro è raffigurata la Cattura di Cristo, di cui in primo piano è visibile San Pietro che taglia l’orecchio a Malco, mentre in secondo piano i soldati che accerchiano Gesù, caduto a terra; sulla sinistra Giuda si allontana dopo il bacio. Nel pannello di destra è raffigurato il Cristo portacroce in secondo piano, mentre in primo piano sono raffigurati i due ladroni, l'uno intento a confessarsi e l'altro che rifiuta la fede. Intorno a Gesù è assiepata una folla, ora molestatrice, ora in aiuto di Gesù (come Simone di Cirene che regge una parte della croce e la Veronica), ora semplicemente curiosa, come l'uomo avvolto in un manto con i bambini al seguito che additano l'evento.

All’interno del Trittico, in un paesaggio unico e strano popolato da mostri ed esseri ibridi, Sant'Antonio, uno dei fondatori del monachesimo cristiano, subisce tentazioni e tormenti di figure diaboliche che agitano la sua vita e quella pace cercata attraverso la preghiera e il ritiro dal mondo. L'immaginazione straordinaria con cui Bosch costruisce le sue figure mostruose rende la sua pittura riconoscibile e copiata; di fatto era il modo del pittore di tradurre l'idea di un mondo pieno di ostacoli e di minacce per coloro che cercano di seguire la via della salvezza.

 

Tra gli altri musei che Lisbona vanta ci anche sono il Museo Gulbenkian, il Museu dos Coches, il Centro Cultural de Bélem e il Museu do Oriente.

Museo Gulbenkian. Il ricchissimo uomo d’affari Calouste Gulbenkian lasciò le straordinarie collezioni che aveva accumulato nella sua vita: capolavori di arte egizia, greco romana, orientali, armene e della mesopotamia, arti decorative e pittoriche europee e una incredibile raccolta di opera art nouveau di René Lalique.
museu.gulbenkian.pt

 

Museu dos Coches. All’interno dell’antico maneggio del palazzo reale di Bélem ospita una incredibile collezione di carrozze, cocchi e berline che vi riporteranno indietro nel tempo immaginandovi la vita dell’epoca.
museudoscoches.pt

 

Museu do Oriente. Vicino a Bélem questo interessante museo illustra la presenza portoghese in Asia e raccoglie collezioni di oggetti e di arte orientale.
museudooriente.pt

Centro Cultural de Bélem. Gli amanti del design e dell’arte contemporanea possono visitare questo spazio culturale progettato come luogo di ritrovo e di spettacolo.
ccb.pt

 

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